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progetto: "E-learning integrato e formazione in presenza per ridurre i disagi provocati dalla dislessia",

Corso Miur-Aid

I disturbi specifici dell'apprendimento: inquadramento generale e i problemi della scrittura

dott. Roberto Lingua psicologo [email protected]

Associazione Italiana Dislessia

Genova, 7 novembre 2006

APPRENDIMENTO

È un cambiamento, relativamente permanente, derivato dall'esperienza precedente, non dovuto a maturazione o a temporanee condizioni dell'organismo

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APPRENDIMENTO SCOLASTICO

Come acquisizione di abilità (apprendimenti strumentali): si basa perlopiù sulla ripetizione di procedure (lettura, scrittura, calcolo, etc) Come acquisizione di concetti (apprendimenti complessi) : è un processo "costruttivo" basato sul confronto tra le informazioni nuove e quelle possedute

APPRENDIMENTO di ABILITA'

È la capacità del soggetto di eseguire una procedura (sequenza di atti) in modo rapido e standardizzato attraverso un limitato dispendio attentivo La competenza è fortemente influenzata dall'allenamento, nonchè dalle capacità di base

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·Chiama in causa l'intero sistema cognitivoaffettivo ·È meno influenzato da fattori esterni (esercizio) ·Si basa sull'uso di strategie (modificabili ed "insegnabili") cioè di procedure intenzionali e controllate che cambiano in funzione del compito ·È interattivo e dipende dalle caratteristiche individuali, dall'attività di apprendimento, dal tipo di materiale, dalle caratteristiche dell'insegnante e dal tipo di compito

APPRENDIMENTO CONCETTUALE

Le componenti di ELABORAZIONE del Sistema Cognitivo

SISTEMA COGNITIVO CENTRALE

ESPERIENZE MODULI

TRASDUTTOR I

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Difficoltà di apprendimento

·1 studente italiano su 5 incontra difficoltà durante la sua carriera scolastica · Sono perlopiù temporanee · Nella maggior parte dei casi non sono la conseguenza di cause specifiche · Riguardano perlopiù il contesto familiare e culturale dello studente; la qualità dell'insegnamento o il contesto scolastico; le caratteristiche individuali dello studente (emotività, motivazione, autocontrollo, difficoltà di relazione) · Possono derivare anche da deficit: cognitivi, sensoriali o neurologici (disturbi aspecifici dell'apprendimento)

Difficoltà di apprendimento

Da fattori socio-ambientali

Da fattori intrinseci (malfunzionamento) al sistema cognitivo, diversi per componente di elaborazione (DISTURBI):

Trasduttori: catturano l'informazione e la trasformano (menomazione sensoriale: es cecità) Moduli: sono dominio-specifici ed elaborano i vari input (disturbo specifico di apprendimento: es disgrafia) Sistema cognitivo centrale: trasforma, ricombina e riorganizza le informazioni in funzione del compito (disturbo generalizzato o aspecifico dell'apprendimento: es. ritardo mentale)

Da fattori emotivi

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affettività

INCIDENZA

­ Difficoltà scolastiche: 15-20%

­ Disturbi specifici dell'apprendimento: 4 - 10% della popolazione scolastica (in Italia: oltre 1.500.000 persone sono dislessiche)

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Cosa si intende per DISTURBO?

­ È un'alterazione del funzionamento di un organo o più in generale l'alterazione di uno o più processi all'interno di un sistema ­ Se il disturbo è " importante" si produce disabilità intesa come perdita parziale o totale di una funzione o nell'impossibilità di usarla in modo efficiente ­ Nei DSA la disabilità non comporta incapacità, ma limitatezza di rapidità, precisione, efficienza

DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO

­ 1 ragazzo/a su 20-25 lo ha ­ Sono un insieme eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficoltà negli apprendimenti scolastici (lettura, scrittura e calcolo) ­ Riguardano l'intero ciclo di vita del soggetto ­ Sono di origine costituzionale ­ Non sono il risultato di un deficit sensoriale, neurologico, intellettivo o di un disturbo emotivo-relazionale ­ Possono essere associati a difficoltà di autoregolazione emotivo-comportamentale e socio-relazionale ma queste non ne sono la causa

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Disturbi specifici di apprendimento

1.La difficoltà colpisce solo un aspetto dell'apprendimento (concetto di specificità) nel quale l'elaborazione delle informazioni risulta lenta e compromessa. 2.Negli altri aspetti cognitivi il funzionamento è normale (concetto di intelligenza normale). 3.La difficoltà di apprendimento è già presente nella costituzione del bambino (concetto genetico) e si manifesta quando viene sottoposto a quel tipo di apprendimento. 4.Non ci deve essere perdita di acquisizioni (concetto di evolutività)

Criteri diagnostici

La compromissione deve essere di grado clinicamente significativo (concetto statistico) e influire sulla qualità di vita scolastica e/o sociale (concetto di disabilità). La prestazione in quel dominio dovrebbe essere inferiore di almeno 2 deviazioni standard rispetto alla media della popolazione di quell'età e quindi anche rispetto alle prestazioni del soggetto in altri domini.

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Da cosa dipende?

Forte predisposizione genetica

Disfunzione delle aree corticali che dovrebbero assicurare la automatizzazione del processo di lettura. Tale processo di automatizzazione non avviene o si sviluppa in modo incompleto o con grande difficoltà

Da cosa NON dipende

Non per problemi visivi o uditivi

Non per problemi psicologici Non è una malattia Non per scarsa intelligenza Non per scarsa applicazione

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FATTORI DI RISCHIO

Scuola Familiarità Disturbo fonologico Disturbo specifico di linguaggio (>50% soggetti)

APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E SCRITTURA

Facile nelle lingue con ortografia regolare ( per i soggetti normodotati)

Molti bambini imparano da soli È possibile per molti soggetti con deficit cognitivo anche di grado medio

DUNQUE, SE DIFFICOLTOSO, E' D'OBBLIGO IL SOSPETTO CHE VI SIA UN DISTURBO SPECIFICO

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Apprendimento della lettura dopo UN anno di scuola

Inghilterra: 34% Danimarca: 71% Portogallo: 73% Francia: 79% Norvegia: 92%

( % buoni lettori) (Habib,2005)

Italia ,Olanda, Spagna e Svezia: 95% Austria: 97% Finlandia, Germania e Grecia: 98%

Disturbi specifici dell'apprendimento: terminologia

1. Dislessia 2.Disgrafia 3.Disortografia 4.Discalculia

5.Disprassia evolutiva

6.Disturbo di comprensione del testo 7.Disturbo non-verbale dell'apprendimento

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La scrittura

E' un processo di comunicazione Non può utilizzare le fonti di informazione non verbale L'interazione con l'interlocutore è differita e non utilizzabile contestualmente I processi di revisione ( controllo) si possono attivare anche a distanza di tempo e possono occupare tutto il tempo che lo scrittore vuole

L'apprendimento della scrittura

(Ferreiro e Teberosky)

1) Livello presillabico grafica

(scrittura nome)

(scrittura vs disegno)

2)Livello della differenziazione 3)Livello sillabico

1) Stadio ortografico 2) Stadio lessicale

(grafismo fonetico)

4)Livello alfabetico (corrispond. suoni-segni)

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La scrittura

È un abilità complessa che dipende da diverse componenti; può essere analizzata a vari livelli, ciascuno dei quali "vincola" o limita la scrittura in una daterminata fase

Codifica ortografica, motricità fine, integrazione ortografico-motoria (I°ciclo) Traduzione delle idee in linguaggio scritto (II°ciclo) Composizione come problem solving: pianificazione, trascrizione, revisione (scuola media)

CONTESTO DEL COMPITO Argomento, destinatario, stimoli motivanti Testo finora prodotto

PROCESSI DELLO SCRIVERE

MLT Conoscenza dell'argomento Con. destinatario Piani di scrittura G Progettazione e n. Organizzai d e e zione Trascrizione Obiettivi monitoraggio

da Flowers e Hayes, 1981

Revisione Lettura Valutazione Correzione

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Componenti del processo di trascrizione

Discriminazione fonemica

Analisi fonemica Corrispondenza fonemi-grafemi Lessico di parole Velocità prassica

I DISTURBI SPECIFICI DELLA SCRITTURA

ICD 10: "La principale caratteristica di questo disturbo

è una specifica e rilevante compromissione dello sviluppo delle capacità di compitazione, in assenza di una storia di disturbo specifico di lettura........ l'abilità a compitare oralmente le parole e a trascrivere correttamente sono entrambe interessate" DSM IV: "esiste in genere un insieme di difficoltà nella capacità di comporre testi scritti, evidenziata da errori grammaticali o di punteggiatura nelle frasi, scadente organizzazione in capoversi, errori multipli di compitazione e calligrafia deficitaria"

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I DISTURBI DELLA SCRITTURA

Disortografia nel dettatto:

discriminazione

fonemica,analisi fonemica, associazione fonemagrafema = disortografia fonologica; recupero forma ortografica=disortografia superficiale

Disturbo dell'espressione scritta (disgrafia)

nella scrittura spontanea: pianificazione,

trascrizione revisione, narrazione, recupero lessicale e sintattico, convenzioni ortografiche

Disgrafia (disprassia della scrittura)

I disturbi della scrittura

(la disgrafia e la disortografia)

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LA DISORTOGRAFIA

Errori fonologici: sostituzioni

alterazioni ordine lettere

(spato/pasto)

(valso/falso), omissioni (pote/ponte),

Errori ortografici: parole omofone

(l'oro/loro; ) o convenzionali (acqua, qucina)

Errori fonetici: doppie e accenti

VALUTAZIONE della disortografia

Dettato ortografico Dettato di parole Dettato di non-parole Dettato di parole omofone non omografe Dettato di parole con struttura morfologica Dettato di frasi Autodettato di frasi

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Componenti psicologiche del linguaggio grafico

Conservare il necessario ordine della frase da scrivere Compiere l'analisi fonemica della parola, cioè individuare i suoni Tradurre i fonemi in lettere visive

Trasformare le lettere o i segni visivi della scrittura (numeri, segni grafici), nei corrispondenti tratti grafici (traduzione visuo-cinestesica)

LA DISGRAFIA

È un disturbo specifico dell'apprendimento che si manifesta come difficoltà nel recupero dei pattern grafo-motori che permettono l'attivazione dei movimenti necessari alla rappresentazione delle diverse forme grafemiche (segni alfabetici e numeri)

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La motricità nella scrittura

La competenza prassica incide in modo sostanziale sulla fluenza della composizione scritta ed anche sulla sua qualità, seppur in misura minore

(Berninger,1993)

Incidenza

Tipo di grafia Buona Disgr. lieve Disgr. media Disgr.grave Cl. I 58,36 15,56 15,17 10,89 Cl. II Cl. III Cl. IV 60,8 16,8 13,2 9,2 64,46 12,4 14,88 8,26 Cl. V

64,97 64,65 14,35 15,35 12,23 12,15 8,43 7,85

(Rossi, Malaguti,1994)

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Clinica

Frequentemente associata a disprassia La calligrafia è stereotipata La scrittura è possibile e recuperabile Caratteristica duratura è sopratutto la lentezza

Difficoltà associate

Posizione del corpo Prensione manuale Disimpegno mano vicariante Orientamento nello spazio grafico Pressione sul foglio Direzione del gesto grafico Produzioni e riproduzioni grafiche Esecuzione di copie (incoordinazione oculo-manuale) Crampo dello scrivano

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Grafemi

Scarso rispetto delle dimensioni Inadeguata fluidità della realizzazione dei grafemi Alterazione del ritmo di scrittura

DISPRASSIA EVOLUTIVA

Terminologia confusiva: disprassici? goffi? scoordinati? Eziologia confusiva: disturbo visuospaziale? disturbo percettivo? disturbo della programmazione motoria?

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Il disturbo

Può presentarsi anche in modo isolato ed ha una prevalenza di circa 6% della popolazione in età scolare. 3M:1F Disturbo di Sviluppo della Coordinazione (DSM IV; DCD) danno marcato nello sviluppo della coordinazione motoria non dovuto a ritardo mentale nè a deficit neurologici noti. Le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grossomotori, sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all'età e allo sviluppo intellettivo. Difficile da definire, la valutazione va condotta con uno strumento che misura la coordinazione fine e grosso-motoria. Le difficoltà devono essere presenti sin dall'inizio e non acquisite e devono interferire con l'apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana

La classificazione

Disordine Specifico dello Sviluppo della Funzione Motoria (ICD-10; SDDMF) Serio danno nello sviluppo della coordinazione motoria che non può essere facilmente spiegato da una condizione di ritardo mentale o da danni neurologici congeniti o acquisiti. Spesso alla goffaggine motoria si accompagnano difficoltà nei compiti visuo-spaziali. Le prestazioni nelle attività di vita quotidiana che richiedono coordinazione motoria risultano sostanzialmente inferiori rispetto al livello atteso per età e intelligenza.

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Le cause

Predisposizione genetica comune con Dislessia (Stein, 2002) Predisposizione genetica comune con abilità visuocostruttive (Watkins, 1999) Coomorbilità con ADHD Coomorbilità con sindrome di Asperger (Green, 2002)

Criteri diagnostici di difficile applicazione nella pratica clinica Disturbo unico chiamato in maniera diversa o disturbi diversi? Le diverse etichette evidenziano solo aspetti diversi dello stesso disturbo o individuano dei sottotipi?

Criteri diagnostici

Quale è il limite per considerarlo patologico, quello statistico (le 2 DS) o quello sociale/adattivo (funzionano male)? Bambini con disturbo percettivo-motorio o con solo disturbo relativo alla "cognizione" del gesto? (abilità/intenzione).

una sola etichetta è in realtà costituito da entità fisiopatologiche molto diverse fra loro".

Bilancia (1999): "il disturbo che tentiamo di definire con

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Entità cliniche

Sechi (1994) individua due sottotipi: a) goffaggine motoria: difficoltà nello sviluppo motorio che ha compromesso l'acquisizione di schemi prassici b) disprassia evolutiva: più complessa e più grave perchè oltre alla difficoltà motoria è presente una difficoltà di schemi prassici ideatori.

Disturbi cognitivi di base

Di Carlo et al (2002)fanno ABC a 41 bambini con DSA Gr.1 = 24 bambini senza difficoltà motorie Gr.2 = 10 bambini con punteggi bassi in tutte le prove ABC Gr.3 = 4 bambini con difficoltà nelle prove di "abilità manuale" Gr.4 = 3 bambini con difficoltà nelle prove di equilibrio statico e dinamico. Partono dall'ipotesi che i bambini con difficoltà di controllo manuale siano affetti da "disprassia"; quelli con difficoltà di equilibrio siano i bambini "goffi". Il gruppo 4 presentava solo disgrafia, il gruppo 3 presentava disgrafia e discalculia, il gruppo 2 presentava disgrafia, discalculia e QIV>QIP alla WISC-R

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Comorbilità'con discalculia

(Profumo,2004)

Dislessia: 67% Disortografia: 54% Dislessia + disortografia: 39%

Disgrafia: 77%

ADHD: 26%

(Maschietto,2004)

SEGNI PRECOCI di DSA

Ritardo di linguaggio Deficit di memoria Deficit nella denominazione Difficoltà nelle rime Difficoltà metafonologiche Lentezza nelle associazioni (lettere/suoni, nomi/colori)

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Indici predittivi

(scuola dell'infanzia)

Difficoltà di linguaggio (a 4 anni) Inadeguata padronanza fonologica Difficoltà metafonologiche Difficoltà nella copia da modello Disordine nello spazio foglio Difficoltà di memoria B.T. Difficoltà apprendimento filastrocche Difficoltà motorio-prassiche Difficoltà a ripetere sequenze ritmiche

Espressività clinica

( scuola dell'obbligo)

Difficoltà di copia alla lavagna Postura particolare nella lettura Perdita della riga e salto della parola Uso dello spazio-foglio non armonioso Disgrafia (fluenza e regolarità) Omissioni, confusioni, sostituzioni, aggiunte di lettere e/o suoni simili Lettere e numeri speculari Difficoltà nell'orientamento temporale

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Espressività clinica

( scuola dell'obbligo)

Difficoltà con le doppie e gruppi consonantici Inadeguata padronanza fonologica generale Difficoltà a imparare l'ordine alfabetico e usare il vocabolario Difficoltà di attenzione e iperattività Difficoltà nell'apprendimento mnemonico (poesie, date, termini specifici e scientifici) Difficoltà con le tabelline Difficoltà nel calcolo a mente

Espressività clinica

Difficoltà a sapere che ore sono all'interno della giornata Difficoltà nell'orientamento temporale Difficoltà a leggere l'orologio Difficoltà a memorizzare i giorni della settimana, i mesi, l'ordine alfabetico Difficoltà a ricordare date significative e personali o familiari (nascita, compleanni, etc)

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COMORBILITA' nei DSA

Quadri depressivi Disturbi d'ansia D.D.A. o D.D.A.I.: 17%

(Maschietto,2004)

Disturbo oppositivo del comportamento Disturbi della condotta

Disturbi emotivi associati

(Università di Roma)

Su 98 soggetti (7,6 e 14 anni) con DSA:

38 soggetti non disturbi significativi 19 difficoltà attentive 23 quadro depressivo 10 disturbo d'ansia 4 disturbo del comportamento

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Differenze nei disturbi psicologici tra i sessi

Maschi

Femmine

Più disturbi di esternalizzazione (DOP e condotta) D.D.A. Ansia

Più disturbi dell'internaliz -zazione Quadri depressivi Ansia

ESITI SCOLASTICI

Tempo completamento obbligo +1 a. ca. ( in genere nella scuola media) Tra i respinti anche soggetti con Q.I. elevato Altissima "mortalità scolastica" dopo l'obbligo Se il ritardo supera 2,5 anni improbabile accesso alla S.M. Superiore In USA con interventi scolastici adeguati dimezzato l'abbandono scolastico

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ESITI SOCIALI

75% dei soggetti con problemi con la giustizia ha avuto difficoltà di apprendimento (non tutti D.S.A.) 50% suicidi in adolescenza in soggetti con D.A. (non tutti D.S.A.) Nel 65% la causa scatenante è ritenuta l'insuccesso scolastico

FATTORI PSICOLOGICI

Accettazione diagnosi (dinamica) Capacità di resilienza (capacità di adattarsi alle richieste circostanti)

Autostima, autocontrollo, perseveranza Uso di strategie flessibili Integrare famiglia-scuola-servizi

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Cosa fare con il bambino con DSA

Distinguere gli aspetti riparabili da quelli che non lo sono Modificare ciò che è trasformabile Accettare ciò che non lo è

Quale intervento a scuola

Il substrato biologico è "poco" modificabile Aiutare il bambino non significa solo far scomparire il disturbo Occorre insegnare al bambino ad utilizzare al massimo l'apprendimento in classe E' necessario un cambiamento della didattica (disabilità) Individuare lo stile individuale di apprendimento: globale/analitico, dipendente/ indipendente, convergente/divergente, sistematico/intuitivo, impulsivo/riflessivo, verbale/visuale Utilizzare le misure compensative e dispensative

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Provate il vostro stile cognitivo?

Globale/Analitico

H H H H H H H H H H H H H H H H H F F F F F F F F F F F F

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Visivo / Verbale

F R E C C I A

Di quali allievi non sarà?

31

grazie

"Il tempo è una pia illusione dei nostri sensi"

A.Einstein (dislessico)

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