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CINEMA CAPRANICA CASA DEL CINEMA

CINEMA CAPRANICHETTA

INCONTRI CON IL CINEMA ASIATICO 5

20-28 NOVEMBRE 2004

AFGHANISTAN

CHASHMHAI SARGADAN

Occhi vaganti / Wandering eyes

Timor Hakimyar

Timor Hakimyar Nato e cresciuto a Kabul, esordisce nel cinema come attore, nel 1985. La sua filmografia include Jovtheman, Ghirdab (1996), Il piccolo gioco (2002), con Paolo Grassini e Beniamino Natale e Wandering eyes (2004). Born in Kabul, starts his career as an actor, in 1985. His filmography includes Jovtheman, Ghirdab (1996), Il Piccolo Gioco (2002), with Paolo Grassini and Beniamino Natale and Wandering Eyes (2004). Sceneggiatura / Screenplay Timor Hakimyar Fotografia (colore) / Photography (colour) Obaidullah Sadiqi Montaggio / Editing Assadullah Rashidi Musica / Music Javad Karimi Interpreti / Cast Qader Farukh, Akram Khurami, Hashmat Fanai, Hanif Hamgam, Safoor Ahankhil, Ahmad Shah Hakimyar Produzione / Production T.H. Film Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 107'

Un'organizzazione criminale è dedita al sequestro di bambini. Il dolore di tante famiglie induce la polizia ad intensificare indagini. I rapimenti hanno scopi diversi, dal traffico di organi alla tratta dei minori. Le autorità inquirenti, infine, riescono ad arrestare un gruppo di sequestratori e, grazie all'intervento dei militari, liberano i piccoli prigionieri e distruggono il covo dell'organizzazione. A criminal organization is held responsible for the abduction of a number of children. The grief of so many families urges the police to intensify their investigations. The abductors have different targets, from the sale of human organs to the child trade. The police finally arrest a group of abductors and, thanks to a military raid, they rescue a number of children and destroy the outlaws' hideout.

AFGHANISTAN

BA SOHI RO

La via dell'illuminazione / Paths to brightness

M. Mousa Radmanish

M. Mousa Radmanish Inizia la sua carriera cinematografica come attore, nel 1997, e debutta alla regia nel 1986. Fra i suoi film ricordiamo Horif-e-tokhim, Maiatga, e Hasi. M.Mousa Radmanish starts his career in cinematography as an actor, in 1977, and makes his debut as a director in 1986. Among his movies we mention Horif-e-tokhim, Maiatga, and Hasi. Sceneggiatura / Screenplay M. Mousa Radmanish Fotografia / Photography Soliman Radmanish Montaggio / Editing Waqif Hossini Musica / Music Radmanish Interpreti / Cast S.Edress Ghaleb, S.Hanif Hamgam, Hosna Tanho, Saba Sahar Produzione / Production Radmanish Film Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 42'

Una vedova e suo figlio, le cui vite sono state distrutte dalla guerra (il marito è morto durante un attacco missilistico), affrontano i dolori e le difficoltà di un'epoca turbolenta. La coraggiosa donna sistema le cose gradualmente, grazie alla pazienza, alla capacità di sopportazione e, soprattutto, all'aiuto inestimabile del figlio Zalmai che obbedisce a ogni suo ordine e, al tempo stesso, studia e lavora per garantire il necessario. Egli diviene così un rispettato e utile membro della famiglia, nonché modello di un giovane che studia, lavora e lotta per i suoi diritti all'interno della scuola. A widow and her son, whose lives have been wasted by war, face the grieves and hardships of their turbulent time. Through patience and endurance, the brave woman gradually straightens things up, with the invaluable help of her son Zalmai, who obeys and carries out all of his mothers orders, while, at the same time, he studies and works to make ends meet. The boy becomes an active and respected member of his family as well as a true role model: Zalmai works, studies and fights for his rights at school.

AFGHANISTAN FRANCIA

KHÂKESTAR-O-KHÂK

Terra e cenere / Earth and ashes

Atiq Rahimi

Sceneggiatura / Screenplay Kambozia Partovi and Atiq Rahimi Fotografia (colore) / Photography (colour) Eric Guichard Montaggio / Editing Ursula Lesiak Musica / Music Andrè Rigaut, Selim Azzazi, Bruno Tarriere Interpreti / Cast Abdul Ghani, Jawan Mard Homayounm, Walli Tallosh, Guilda Chahverdi Produzione / Production Dimitri de Clerq Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 105'

Atiq Rahimi Nato a Kabul nel 1962, lascia l'Afghanistan nel 1984, al principio della guerra. Recatosi in Francia, completa gli studi superiori di cinematografia all'Università di Rouen e alla Nuova Sorbona. Dopo aver lavorato per una società di comunicazione, realizza documentari (Zaher Shah - Le royaume de l'exil, Nous avons partagé le pain et le sel) e, per il teatro, scrive e mette in scena alcune pièce e coreografie. Il 2000 vede la pubblicazione del suo romanzo Terre et cendres (Terra e cenere, ed. Einaudi) da cui è tratto il film in programma, che riscuote il favore di critica e pubblico; pubblica in seguito altri due romanzi (editi in Italia da Einaudi: Le mille case del sogno e del terrore, 2003; L'immagine del ritorno, 2004). Born in Kabul in 1962, Atiq Rahimi quits Afghanistan for France in 1984, at the start of the war. Thereafter, he completes his studies in cinematography at the Rouen and Nouvelle Sorbonne Universities. After working in the communication business for a while, he shoots some ­ e royaume de l'exil, Nous avons partagé le pain et le sel) and carries out a few plays and choreographies for the stage. His novel Terres et Cendres ­ of which the screenplay of the movie presented here is an adaptation ­ is published in 2000, earning him the approval of criticism and readers alike.

Il vecchio Dastaguir intraprende un viaggio verso la cava di carbone in cui lavora il figlio Mourad, per riferirgli del villaggio bombardato e della strage dei suoi abitanti. Dastaguir è il passato dell'Afghanistan, con le sue tradizioni e il suo codice d'onore. Lo accompagna il nipote Yacine, il futuro di un paese menomato dalla guerra. Mourad è il presente, una generazione, quella dell'autore, tradita dalla politica. Silenzio e fissità scandiscono il ritmo della narrazione, esteriorizzando ogni più impercettibile moto interiore dei personaggi. La guerra non è spettacolo qui, la macchina da presa non si sofferma sull'edificio in fiamme ma piuttosto sui volti di coloro che la osservano bruciare. Per la sua semplicità e autenticità Earth and Ashes è anche un "road movie" afgano. Nel suo carattere disadorno, il film vuole dar voce alla solitudine e alla paura di non essere uditi. Old Dastaguir sets out on a journey to the coal mine where his son Mourad works, to tell him about the bombed village and the slaughter of all but its inhabitants. Dastaguir represents the past of Afghanistan, with its traditions and code of honor. He travels with a kid, his nephew Yacine, who represents the future of a country wasted by the war. Mourad is the present, a generation ­ which the author himself belongs to ­ betrayed by politics. Silence and stillness set the pace of the narrative frame, serving to highlight even the slightest emotional fluctuation of the characters. War is not entertainment here. The camera does not focus solely on the burning house, but rather on the faces of those who watch it burn. Due to its simplicity and authenticity,' Earth and Ashes" can also be seen as an Afghan "road movie". Its simple form gives a voice to the suffering, solitude and fear of not being heard.

BANGLADESH

BACHELOR

Lo scapolo / Bachelor

Mostofa Sarwar Farooki

Mostofa Sarwar Farooki Bachelor è il primo lungometraggio del regista bengalese Mostofa Sarwar Farouki, con il quale ha partecipato al Third Eye Asian Film Festival e al Bangladesh Film Festival; in quest'ultima rassegna ha meritato il premio della critica per la regia. In precedenza, Farouki ha girato fiction televisive fra cui menzioniamo Choruivati, Pratyabartan, Kanamachi, Ainamahal e 51borti (serial). Bachelor is the first full lenght feature movie by Bengalese director Mostofa Sarwar Farouki. The film was Featured at the Third Eye Asian Film Festival and at the Bangladesh Film Festival; in the latter, Farouki earned the critic award for direction. Prior to this he carried out TV fictions, among which we recall Choruivati, Pratyabartan, Kanamachi, Ainamahal and 51borti (serial). Sceneggiatura / Screenplay Anisul Hoque Fotografia (colore) / Photography (colour) Saiful Islam Badal Montaggio / Editing Junayed Ahmed Halim Musica / Music Marzuk Russell, Kamaruzzaman Kamu, Kabir Bakul, Ayub Bachchu, Bappa Majumder, Tutul and Pablo Khan Interpreti / Cast Humayun Faridi, Ferdous, Ahmed Rubel, Arman Parvez Murad, Hasan Masood, Marzuk Russell Produzione / Production Impress Telefilm Ltd. Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 140'

Cinque scapoli, Hasan Masood, Rumel, Fahim, Marzuk Russell and Maruf, vivono in un lussuoso appartamento a Bharidhara, un prestigioso quartiere di Dacca. La loro provenienza è assai eterogenea: chi viene da un villaggio, chi da una district town, chi dalla stessa Dacca. Di età compresa tra i 26 e I 38 anni, fra i cinque c'è chi è innamorato, chi cerca un'amante e, infine, chi ha dichiarato guerra alle donne e all'amore stesso. Uno, in particolare, cerca ostinatamente di agganciare una giovane benestante per garantirsi migliori condizioni economiche. Sebbene vivano a Bharidhara, i cinque sono insolventi. Il proprietario dell'appartamento, il quarantaquattrenne Abrar, a sua volta single, si dichiara presidente della "Corte degli scapoli". Apparentemente, Abrar odia le donne ma, nell'intimo ... Un semplice, spontaneo e veritiero quadro della vita. Five bachelors, Hasan Masood, Rumel, Fahim, Marzuk Russell and Maruf, live in a luxurious flat in the prestigious area of Dhaka called `Bharidhara'. They come from either a village, a district town or Dhaka itself. Their age ranging from 26 to 38, some of them are in love, someone is trying to find a lover, while someone else has resolved to wage war on women and love. One of them is tenaciously chasing a well-off girl in order to improve his economic condition. Although they live in Bharidhara, they are not financially solvent. The flat belongs to 44 year-old Mr. Abrar, a bachelor in his turn, who considers himself the president of the `Bachelor's Forum'. Apparently, Abrar is mysoginous but, deep in his heart... A casual, unpretentious and truthful portrayal of life.

CAMBOGIA

MOTO THIEF

K. M. Lo

Ladri di motociclette / Moto thief

K.M.Lo Moto Thief (2003/04) è il primo lungometraggio diretto da K.M.Lo (ha 42 anni), ex-fotografo di moda originario di Hong Kong e Singapore. Come direttore della fotografia, montatore e production designer ha partecipato alla realizzazione di documentari e video musicali. È fondatore della Camp Film Society, un'organizzazione non governativa con sede a Hong Kong, diretta dallo stesso K.M.Lo e dalla sua famiglia, il cui scopo è di offrire assistenza e formazione gratuita ai giovani del terzo mondo che desiderano acquisire capacità professionali per l'industria cinematografica e multimediale. Nel 2002, avvia un corso gratuito di formazione cinematografica per i giovani cambogiani. Dopo dieci incontri, seleziona alcuni dei partecipanti per la realizzazione di Moto Thief, un progetto auto-finanziato con un budget complessivo di soli 550 usd. Moto Thief (2003/04) is the first feature movie directed by K.M.Lo (42 years old), a former fashion photographer of Hong KongSingapore descent. He has worked at a number of documentaries and video clips as director of photography, editor and production designer. He is the founder of Camp Film Society, a Hong Kong based, nongovernment organization run by K.M.Lo himself and his family, providing free training and assistance to third world youths who want to acquire multimedia and filmmaking skills. In 2002, he started a free filmmaking training program for young Cambodians. After ten lessons he hired some of the young participants as a crew for the making of Moto Thief, a selffunded, 500 usd budget project.

Sceneggiatura / Screenplay K.M.Lo Fotografia (colore) / Photography (colour) K.M.Lo Montaggio / Editing K.M.Lo Musica / Music J. Somchai, Yamamoto Interpreti / Cast Toch Solinar, Boon Chai, Kry Sheng Heang, Chea Kim Eang, Yim Sopal, Nour sa Ran, Patrick Kelly, Seam Piseth, K.M.Lo Produzione / Production Sixth Xense Inncast Multimedia in associazione con cbird Digital Divide Data Global Children Anno di produzione / Year of production 2003/04 Durata / Running time 62'

"Molte persone lavorano sodo per far quadrare il bilancio ... altre anche di più". Solinar è senza lavoro. Sua moglie Heang sbarca il lunario vendendo alimentari, mentre il figlio Chai contribuisce lustrando scarpe dopo la scuola. Heang si rivolge a un veggente, il quale predice che Solinar avrà presto un lavoro. Solinar, infatti, trova un posto come fattorino ma deve procurarsi una motocicletta. La famiglia vende tutto ciò che ha per comprarla. Sfortunatamente, il primo giorno di lavoro, un ladro si dilegua con la moto di Solinar ... Ispiratosi a Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, K.M.Lo ha voluto affrontare tematiche sociali e, al tempo stesso, incoraggiare i giovani cineasti cambogiani, dimostrando loro che non vi è bisogno di capitali ingenti e attrezzature costose per realizzare un buon film, ma solo di dedizione e uso accorto dei mezzi di cui si dispone. "Most people work hard to make ends meet ... some work even harder". Solinar is unemployed. His wife Heang works as a food vendor to make ends meet, while their son Chai contributes working as a shoe-shine boy after school. Heang consults a psychic, who predicts Solinar will soon get job. Indeed, Solinar has a chance to work as courier, but he must get his own motorcycle. The family sells all they have to buy one. Unfortunately, on his first shift, Solinar's new bike is stolen ...Inspired by Vittorio De Sica's Ladri di biciclette, K.M.Lo's aim was to deal with social issues and, at the same time, to encourage young Cambodian filmmakers, showing them that if one wisely and devotedly uses the means at his disposal, substantial funds and expensive equipment are not necessary to carry out a good movie.

CINA

FEI ZAO JU

Soap Opera

Wu Er Shan

Wu Er Shan Nasce nel 1972 a Huhehaote, nella parte interiore della Mongolia, Cina. Nel 1998 si laurea presso il Dipartimento di regia dell'Accademia cinematografica di Pechino. Attualmente si occupa di video arte e di pubblicità. Soap opera ha vinto al Pusan International Film Festival (2004) il premio Fipresci come migliore nuovo film asiatico. Wu Er Shan was born in 1972, in Huhehaote, Inner Mongolia, China. In 1998, he graduates from the Department of Direction at the Beijing Film Academy. At present, he works as a video artist and commercial director. Soap opera won at the 2004 Pusan International Film Festival the Fipresci prize as the best new Asian film Sceneggiatura / Screenplay Wu Er Shan Fotografia (colore) / Photography (colour) Guo DaMing, Liu YongHong : Musica / Music Feng JiangZhou Interpreti / Cast Deng Feng, Chen LeYi, Zhang Hui Produzione / Production Wang Yu Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 90'

Soap Opera è costituito da episodi indipendenti fra loro: uno studente maltrattato rapisce il figlio del vicino di casa; un uomo di mezza età non riesce a prender sonno a causa del rumoroso vicino del piano di sopra; un padre,bravo cuoco, prepara qualcosa d'inatteso ... Gli episodi hanno origine fra i pettegolezzi e le pagine dei giornali e sono ricostruite a memoria. Sebbene appaiano incredibili sotto alcuni aspetti, possono essere ritenute rappresentazioni realistiche della natura umana. Giudizi di valore e pulsioni emotive possono viziare l'integrità e il flusso caotico del reale. L'approccio di base non contempla perciò alcun tipo d'analisi psicologica, giudizi morali o limitazioni dei processi di causa-effetto. La vita non ha un inizio e una fine ben delineati. È solo una rassegna di immagini indissociabili l'una dall'altra. Soap Opera is made up of several independent short stories: a mistreated student who kidnaps his neighbor's child; a middle-aged man who cannot get to sleep because of a noisy neighbor upstairs; a father how is a good cook makes something unexpected... These stories are taken from gossip or newspapers and compiled according to memory. Although they are incredible in some aspects, they can still be held as true representations of human nature. Judgment on value or emotional tendencies can influence the integrity and the chaos of reality. Therefore, the basic attitudes are: no psychological analysis, no moral judgment, no limitation of the cause/effect process. Life is not a story with clear beginning and a clear end. It shows only a progression of scenes that cannot be dissociated from one another.

CINA

YUN DE NAN FANG

A sud delle nuvole / South of the clouds

Zhu Wen

Zhu Wen Nasce nel 1967 a Quangzhou City, provincia del Fujian, Cina. Laureatosi alla Southeast University nel 1989, intraprende l'attività d'ingegnere ma, nel 1994, vi rinuncia e si dedica alla professione di scrittore. Da allora, ha pubblicato quattro antologie di racconti, una raccolta di poesie e un romanzo (A Case I Was in Charge). Nel 1995, firma la sceneggiatura di Rain Clouds on Wushan Mount, tratta dal suo stesso romanzo e, nel 1998, di Seventeen Years, con la quale si aggiudica il primo premio al Festival internazionale del cinema di Teheran. Due anni dopo, debutta alla regia con Seafood, vincendo il premio speciale della giuria al 58° Festival del cinema di Venezia. La sua seconda opera come sceneggiatore e regista è South of the Clouds (2004), che ottiene importanti riconoscimenti ai festival di Berlino, Hong Kong e Shanghai. Zhu Wen was born in 1967 in Quangzhou City, Fujian Province, China. After graduating from the Southeast University in 1989, he works as an engineer but in 1994 he quits to devote himself to writing. Thereafter, he publishes four anthologies of short stories, a collection of poetry and a novel (A Case I Was in Charge). In 1995 he writes the script of Rain Clouds On Wushan Mount, adapted from his own novel and, in 1998, of Seventeen Years, the latter winning as best screenplay at the 19th Teheran International Film Festival. Two years later he debuts as a director with Seafood, winning the Special Jury Award at the 58th Venice Film Festival. His second movie as both a screenwriter and director, South of the Clouds (2004), earns important awards at the Berlin, Hong Kong and Shanghai film festivals. Sceneggiatura / Screenplay Zhu Wen Fotografia (colore) / Photography (colour) Wang Min Montaggio / Editing Kong Jin Lei Musica / Music Zuoxiao Zuzhou Interpreti / Cast Li Xue Jian, Liu Changsheng, Jin Zi, Zhao Huanyu, Wu Yue Produzione / Production China Film Assist, Beijing Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 100'

Trasferirsi nello Yunnan è il sogno di una vita per Xu Daqin. Xu ha la possibilità di andarvi da giovane ma la relazione con una ragazza lo induce al matrimonio e a trattenersi nel nord della Cina. Ciò che ne segue è una monotona routine di lavoro e liti con la moglie. Di tanto in tanto, Xu immagina quanto la sua vita sarebbe stata differente se si fosse trasferito. Dopo molte peripezie, Xu raggiunge lo Yunnan. Qui, si lascia coinvolgere in una complessa relazione con una prostituta che, infine, lo conduce al carcere... Il dissidio interiore di Xu costituisce il tema centrale del film: la scelta di una via, implica necessariamente la rinuncia a un'altra. South of the Clouds è la storia della vita `impossibile' di un uomo. To move to the Province of Yunnan has been a lifelong dream for Xu Daqin. Xu had had a chance to do so when he was a young man, but a relationship ultimately led to marriage and a decision to stay in Northern China. What follows is a dull routine of working and fighting with his wife. Now and then, Xu thinks of how different his life would have been had he moved. After many vicissitudes, Xu succeeds in reaching Yunnan. Here, he becomes embroiled in a rather complex relationship with a prostitute, that eventually leads to his imprisonment ... Xu's inward distress is the main theme of the movie: the choice of one kind of life necessarily means the loss of another. South of the Clouds is the story of someone's impossible life.

COREA FRANCIA

YEOJANEON NAMJAEU MIRAEDA

future of Man

La donna è il fututro dell'uomo / Woman is the

Hong Sangsoo Nato nel 1960, studia cinematografia all'Università di Chungang, Seul. Trasferitosi negli usa, si diploma al College of Arts and Crafts of California e all'Art Institute of Chicago. Tornato in Corea, gira il suo primo film The Day a Pig Fell Into the Well (1996), per il quale merita il premio Dragons & Tigers al Vancouver International Film Festival (1996) e il Tiger Award al Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam (1997). Il suo film successivo, The Power of Kangwon Province, riceve un elogio speciale al Festival di Cannes del 1998. Girato in un particolare, caliginoso bianco e nero, The Virgin Stripped Bare by Her Bachelors (2000) sigla definitivamente la coerenza dell'opera di Sangsoo e permette al regista di esplorare ulteriormente le possibilità narrative della sua arte. Nel 2002, con Turning Gate, Hong Sangsoo si rivolge alla commedia e ad una maggior sobrietà espressiva. Il film è il suo primo successo di botteghino in Corea Born in 1960, Hong Sangsoo studied filmmaking at Chungang University, Seoul. He then moved to the usa and graduated from the College of Arts and Crafts of California and from the Art Institute of Chicago. After his return to Korea, he shot his first film, The Day a Pig Fell into the Well, in 1996. The movie earned the Dragons & Tigers prize at the Vancouver International Film Festival (1996) and the Tiger Award at the Rotterdam International Film Festival (1997). His next film, The Power of Kangwon Province, received a special commendation at the 1998 Cannes Film Festival. Shot in hazy black and white, The Virgin Stripped Bare by Her Bachelors (2000) asserted the coherence of Hong Sangsoo's work and allowed the filmmaker to further explore the narrative possibilities of his art. In 2002, with Turning Gate, Hong Sangsoo turned towards comedy and a greater sobriety. This movie was his first box-office hit in Korea.

Hong Sangsoo

Sceneggiatura / Screenplay Hong Sangsoo Fotografia (colore) / Photography (colour) Kim Hyungkoo Montaggio / Editing Ham Sungwon Musica / Music Jeong Yongjin Interpreti / Cast Yoo Jitae Munho, Kim Taewoo Hunjoon, Sung Hyunah Sunhwa Produzione / Production mk2 - Unikorea - Miracin Korea Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 87'

Due amici s'incontrano dopo molti anni e finiscono con l'ubriacarsi. Rievocando il passato, rammentano una donna con la quale entrambi hanno avuto una relazione. I loro ricordi, tuttavia, così come i loro attuali modi di vivere, sembrano entrare in contrasto. In stato di ubriachezza, i due decidono di mettersi alla ricerca della donna. Quando infine la trovano, la loro odissea di due giorni si risolve in una serie di domande: perché abbiamo bisogno di fantasticherie, di preziose memorie e dell'idea di un futuro? Il futuro sarà o è soltanto un'idea alienante? Two friends meet after a long time and end up getting drunk. Talking about the past, they recall a woman they both had a relationship with. Their memories though, as well as their present lifestyles, seem to come into collision,. In a state of drunkenness, they set out on a search for the woman. When they eventually find her, their two-day odyssey ends off in a number of questions: why do we need fancies, cherished memories and the idea of future? Is this future going to be or just an alienating idea?

FILIPPINE

BRIDAL SHOWER

La festa della sposa / Bridal shower

Jeffrey Jeturian

Jeffrey Jeturian Nato a Manila, si è laureato in scienze della comunicazione all'Università delle Filippine. Nell'arco di quindici anni, si è fatto strada nell'industria cinematografica come assistente alla produzione, art director, production designer e assistente alla regia. Nel 1998, debutta alla regia con Sana Pag-ibig Na (Enter Love). Il suo secondo film, Pila Balde (Fetch A Pail of Water), un successo di pubblico e critica, vince il premio della giuria netpac al 1° Cine Manila International Film Festival e, nel 2000, il Gold Award al Worldfest International Film Festival di Houston, Texas. Nel 2001, Tuhog (Larger Than Life) è stato premiato come miglior film agli Urian Awards, assegnati dalla più antica associazione di critici cinematografici delle Filippine. Born in Manila, Jeffrey Jeturian is a Communication Arts graduate of the University of the Philippines. He worked his way up in film production as a production assistant, art director, production designer and assistant director over a 15-year span. He makes his debut as a director 1998 with Sana Pag-ibig Na (Enter Love). His second film, Pila Balde (Fetch A Pail of Water), was both a critical and commercial success and won the netpac Jury Award at the 1st Cine Manila International Film Festival in 1999 and a Gold Award at the 2000 Worldfest International Film Festival in Houston, Texas. Tuhog (Larger Than Life) was the 2001 Best Picture at the Urian Awards, assigned by the oldest critics group from the Philippines. Sceneggiatura / Screenplay Chris Martinez Fotografia (colore) / Photography (colour) Nap Jamir/Katrina Holigores Montaggio / Editing Tara Illenberger Musica / Music Jesse Lucas Interpreti / Cast Dina Bonnevie, Cherry Pie Picache, Francine Prieto Produzione / Production Seiko Film Inc. Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 128'

Tre donne alla ricerca della felicità mentre affrontano le questioni più importanti delle loro vite: sesso, amore e matrimonio. Sonia ha due relazioni: un pittore che lotta per emergere ed un giovane ricco che le prospetta un agiato futuro. La vicenda di Tates ruota intorno ai problemi del divorzio e delle pressioni sociali che la donna moderna affronta in materia di matrimonio e famiglia. Plump Katie è fissata con gli uomini di bell'aspetto e si prende una cotta per un gentile spogliarellista, incontrato durante la festa d'addio al celibato di Sonia. Una divertente tragicommedia sulle debolezze umane in amore, sesso e matrimonio che, al tempo stesso, esplora gli innegabili legami tra denaro e relazioni. Three women search for happiness as they confront the most important issues of their lives: sex, love, and marriage. Sonia has two affairs: a struggling painter she's in love with and a well-off young man who provides her the prospect of a secure future. Tates' story revolves around the issues of divorce and social pressures endured by modern women, regarding marriage and raising a family. Plump Katie is obsessed by good-looking men and has a crush on a kind-hearted male stripper she meets during Sonia's bridal shower. A hilarious film that laughs and cries at the foibles of love, sex, and marriage, while exploring the undeniable link of economics and relationships.

FILIPPINE

DUDA

Dubbio / Doubt

Crisaldo Pablo

Crisaldo Pablo È uno dei registi della celebre e premiata serie di documentari televisivi I-Witness e della trasmissione Emergency. Nel 2003, Selda Inosente, un documentario I-Witness è stato insignito del premio televisivo unicef. Pablo ha scritto, diretto e prodotto drammi televisivi presentati nel corso di numerose rassegne nazionali. Sa Iyong Paggising (2001), è stato nominato come miglior film per la televisione da Star Awards for Television, un ente del Philippines Movie Press Club. Come sceneggiatore e regista, Crisaldo Pablo si è spesso occupato di urgenti problemi sociali come la tossicodipendenza e la gravidanza fra gli adolescenti, l'identità sessuale, l'aids e la prostituzione (Tatlong Ulit, 2000; Ngayong Gabi, 2000; Ligaya's Choice 1998; Slow Motion, 1998; Voice Over, 2001). Doubt è il suo primo lungometraggio. Is one of the directors of the award-winning and internationally acclaimed tv documentary series IWitness and of the broadcast Emergency. Selda Inosente, an IWitness documentary has been awarded at the 2003 unicef Television Awards. He has produced, written and directed several independent television dramas which have been screened at various local festivals. Sa Iyong Paggising (2001) was nominated as Best tv Movie by the Star Awards for Television, a body of the Philippine Movie Press Club. As a writer and director, Pablo has often dealt with urgent social issues such as teenage drug addiction and pregnancy, sexual identity, aids and prostitution (Tatlong Ulit, 2000; Ngayong Gabi, 2000; Ligaya's Choice 1998; Slow Motion, 1998; Voice Over, 2001). Doubt is his first full-length film. Sceneggiatura / Screenplay Crisaldo Pablo Fotografia (colore) / Photography (colour) Alma De la Pena Montaggio / Editing Tyrone Rabago, Cris Pablo, Julo Quinto Musica / Music Isha Interpreti / Cast Andoy Ranay, Paolo Gabriel, Bel Clerigo, Rey Pumaloy, Amanda Virrey, Jojo Nones, Larry Burns, Buddy Caramat, Arnold Reyes Produzione / Production Grupong Sinehan Inc. e U.P. Cineastes Studio, Quezon City, Filippine Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 116'

Dove arrivereste per amore? Una giornalista TV, un regista e un produttore ridefiniscono in chiave contemporanea i concetti di amore, relazione e fedeltà. Cris, il regista lotta per l'amore che egli crede sia alla base della sua tormentata relazione. È deciso a preservarlo nonostante le infedeltà del compagno. Erik, il padre di famiglia, ha una relazione extraconiugale. Non sa decidere se trascinarsi con una donna che non ama più per il bene della famiglia o se essere felice con la nuova amante. April, la giornalista, ha superato i trenta e non ha ancora trovato l'uomo giusto. Si sente incapace d'amare. Cosa fareste se sospettaste la persona amata d'infedeltà? Lottereste per difendere il vostro amore? Dove arrivereste per amore? How far would you go for love? A TV reporter, a director and a producer redefine in contemporary terms the concepts of love, relationship and faithfulness. Director Cris struggles to bring out the love he thinks lies behind his turbulent relationship. He's determined to preserve it despite his partner's infidelity. Erik, the family man, has an extramarital relationship. He cannot decide whether to carry on with a wife he does not love any longer for the sake of his family or to be happy with his new lover. April, the reporter, is a woman in her thirties and has yet to find the right man. She feels unable to love. What would you do, if you suspected the person you love is unfaithful? Would you fight for your love? How far would you go for love?

FILIPPINE

HANOI GÉNÉRATION DOI MOI

Hanoi, generazione Doi Moi

Olivier Rochot

Olivier Rochot Laureato in storia dell'arte presso l'Institut Supérieur des Carrières Artistiques, di Parigi, comincia a girare documentari quando, nel 1995, si trasferisce nelle Filippine. Concentratosi sulla scena artistica di Manila, la sua opera di regista spazia dalle riprese di balletto e danza contemporanea a ritratti di autori e documentari sulle arti visive. Nel 2003, con Rémi Cordon, fonda la Kita Production, allo scopo di promuovere, per mezzo di documentari, l'arte e la cultura dell'Asia sud-orientale. Suo lavoro di spicco è Realizing Rama, una riduzione per lo schermo di un'opera di danza moderna tratta dal Ramayana Olivier Rochot, an art history major from the Institut Supérieur des Carrières Artistiques, Paris, started to work as a documentary filmmaker when he moved to the Philippines, in 1995. His work has ranged from filming ballet and contemporary dance to portaraits of artists and video documentation of visual art exhibits, focusing on the Manila scene. In 2003, with Rémi Cordon, he created Kita Production to promote, through documentaries, the arts and cultures of South-East Asia. His major work is Realizing Rama, a video rendition of a modern dance version of the Ramayana. Sceneggiatura / Screenplay Ringo Bunoan, Rémi Cordon, Olivier Rochot Fotografia (colore) / Photography (colour) Olivier Rochot Montaggio / Editing Rémi Cordon, Olivier Rochot Musica / Music Wu Nhat Tan Produzione / Production Kita Production, Parigi- Manila Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 19'

Il documentario Hanoi Génération Doi Moi illustra le vedute di artisti diversi in una società vietnamita che cambia, in relazione agli sviluppi che, dal 1985 hanno caratterizzato la scena artistica del paese. The documentary Hanoi Génération Doi Moi illustrates the views of different artists in a changing Vietnamese society, with reference to the evolution of the visual arts scene since 1985.

GIAPPONE

DOPPERUGENGA

Doppelganger

Kurosawa Kyoshi

Kurosawa Kiyoshi Nato a Kobe, Giappone, nel 1955, debutta come regista nel 1983, con Kandagawa Wars, seguito da The Excitement of Do-Re-Mi-Fa Girl ('85), Sweet Home ('89), e The Guard from the Underground ('92). Nel 1992, Kurosawa vince una borsa di studio presso il Sundance Institute per la sceneggiatura originale di Carisma. Attira l'attenzione internazionale con Cure ('97) e, nel 1999, merita il raro onore di veder presentati tre dei suoi film a Berlino, Cannes e Venezia. Il suo Bright Future (2003) è stato presentato nella scorsa edizione di "Incontri con il cinema asiatico". Born in Kobe, Japan, in 1955, Kurosawa Kiyoshi made his debut as a director in 1983, with Kandagawa Wars, followed by The Excitement of Do-Re-Mi-Fa Girl ('85), Sweet Home ('89), and The Guard from the Underground ('92). In 1992, Kurosawa won a Sundance Institute Scholarship for his original script, Charisma. He first attracted international attention with Cure ('97) and in 1999, the director received the rare honor of having three different films selected by Berlin, Cannes and Venice. His Bright Future (2003) was presented in last year's edition of Incontri con il cinema asiatico. Sceneggiatura / Screenplay Kurosawa Kiyoshi, Furusawa Takeshi Fotografia (colore) / Photography (colour) Mizuguchi Noriyuki Montaggio / Editing Onaga Masahiro Musica/Music Hayashi Yusuke Interpreti / Cast Yakusho Koji, Nagasaku Hiromi, Yusuke Santamaria Produzione / Production Towani Production in associazione con Twins Japan Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 107'

Hayasaki progetta apparecchiature mediche. È l'eroe dell'azienda e tutti nutrono grandi aspettative nei confronti della sua rivoluzionaria sedia-corpo umano artificiale. Sotto una tale pressione, cade in una profonda crisi. Un giorno, mentre lotta con la sua invenzione, s'imbatte nel suo doppelganger. Dal tedesco "doppio camminatore", un doppelganger è un sé-ombra che cammina accanto all'uomo. Incontrare il proprio, molti credono, è presagio di morte imminente. Dapprima terrorizzato, Hayasaki cerca di allontanarlo ma questi torna insistentemente, promettendogli di realizzare i suoi sogni. Col tempo, i due finiscono per cooperare alla nuova invenzione. Una volta completata, Hayasaki fa una scelta sorprendente. Hayasaki develops medical equipment. He's the company hero, and everyone has high expectations about his groundbreaking artificial human body-chair. Under such a pressure, Hayasaki falls into a terrible slump. One day, while struggling with his new device, he runs into his doppelganger. Meaning `double walker' in German, a doppelganger is a shadow-self that walks by a man's side. To meet one's double, many believe, is the premonition of an imminent death. Initially, Hayasaki is terrified and tries to drive the doppelganger away, but it returns again and again insisting it can make Hayasaki's dreams come true. In time, the two of them cooperate to complete the invention. When finally accomplished, Hayasaki makes a startling choice.

GIAPPONE

KONO YO NO SOTO E: CLUB SHINCHUGUN

Out of this World

Junji Sakamoto

Junji Sakamoto Fra i principali registi giapponesi indipendenti degli anni '90, Junji Sakamoto debutta alla regia nel 1989, con il film Knock Out!, la toccante storia di un pugile che, dopo il ritiro per gravi lesioni, tenta di tornare alla ribalta. Knock Out! ottiene un considerevole successo e segna l'inizio di una serie di film che il regista dedica alla figura del ribelle eccentrico. Apprezzato per il linguaggio figurato agile e raffinato, Sakamoto diviene un modello di riferimento per molti aspiranti registi. Face, del 1999, è un notevole successo commerciale e merita numerosi riconoscimenti in Giappone, fra i quali il premio come miglior regista attribuitogli dalla Japanese Academy. Della filmografia di Sakamoto ricordiamo, inoltre, Another Battle (Festival di Rotterdam, 2000), un remake contemporaneo di Battles without Honor and Humanity, leggendario film sulla yakuza di Fukasaku Kinji e KT (Festival di Berlino, 2002), versione romanzata del rapimento di Kim Dae-jung da parte della CIA coreana, avvenuto a Tokyo nel 1973. One of the leading Japanese independent directors of the `90s, Junji Sakamoto made his directorial debut in 1989 with Knock Out!, the touching story of an injured boxer's attempted comeback. Knock Out! brought Sakamoto considerable success and was the first in a number of movies the director has dedicated to idiosyncratic rebels. Appreciated for his fluid and refined imagery, Sakamoto has become a role model for aspiring young directors. Face (1999) enjoyed a noteworthy commercial success and earned many awards in Japan, including Best Director from the Japanese Academy. Among Sakamoto's other works we mention Another Battle (Rotterdam Film Festival, 2000), a contemporary remake of Fukasaku Kinji's legendary yakuza film, Battles without Honor and Humanity and KT (Berlin Film Festival, 2002) a fictional rendition of Kim Dae-jung's abduction by Korean CIA in Tokyo, in 1973.

Sceneggiatura / Screenplay Junji Sakamoto Fotografia (colore) / Photography (colour) Norimichi Kasamatsu Montaggio / Editing Fukano Toshihide Musica / Music Tachikawa Naoki Interpreti / Cast Hagiwara Masato, Odagiri Joe, Matsuoka Shunsuke, Murakami Jun, Mitch, Shea Whigham, Peter Mullan Produzione / Production Shochiku Eisei Gekijo - Kadokawa-Daiei Pictures - Asahi Broadcasting - fcb Worldwide (Japan) - Sedic International System D - knho Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 123

1947: Tokyo lotta per riprendersi dal disastro bellico. Un gruppo di giovani musicisti è deciso a guadagnarsi da vivere con il jazz. Affascinati dall'invasore, i cinque battezzano il gruppo ispirandosi a una marca di sigarette americane. Il soldato Russell, che ha perso un fratello in combattimento e perciò detesta i giapponesi, è un sassofonista di talento e suona nello stesso locale. Tra questi e il sassofonista Kentaro nasce un'aspra rivalità. Dopo qualche tempo, a causa di alcune crisi personali, il gruppo si scioglie. Quando Russell, tuttavia, trova il cadavere di Hiroyuki stroncato da un'overdose, la tragedia riunisce i `Lucky Strikers'. Questa volta Russell è con loro. Nel 1950, scoppia una nuova guerra e i soldati americani partono per la Corea. Quando arriva il suo turno, Russell affida ai quattro compagni Out of This World, un brano scritto per il gruppo. 1947: Tokyo struggles to recover from the war havoc. A group of young musicians are determined to earn their living out of jazz gigs. Dazzled by the glamorous invader, they name the band after a brand of American cigarettes. Russell, a young GI who lost a brother in the war and therefore hates Japanese, is a talented saxophonist who plays in the same club. A bitter rivalry develops between Russell and Kentaro. After a while, cause of same personal issue, the band split up. When Russell finds Hiroyuki dead of an overdose, tragedy brings the band back together. This time, Russell is with them. In 1950 war breaks out again and American soldiers are off to Korea. When it's Russell's turn, he leaves behind "Out of This World," a song he's written for the band.

INDIA

AMERICAN DAYLIGHT

La giornata americana

Roger Christian

Roger Christian Vanta una lunga carriera cinematografica. Vince un Academy Award per le scenografie di Guerre Stellari di Gorge Lucas e lavora con il regista anche sul set del successivo Il Ritorno dello Jedi. Ancora Lucas lo sceglie per dirigere il secondo episo-dio del più recente Guerre Stellari: La Minaccia Fantasma. La sua prima opportunità di dirigere un film per intero viene con Black Angel, distribuito in Inghilterra insieme a L'Impero colpisce ancora. Segue il film dal titolo The Dollar Bottom, che vince l'Academy Award come miglior cortometraggio d'azione. The Sen-der, distribuito poco dopo, incontra un grande favore della critica. Come regista firma, fra gli altri, Nostradamus (1994), con Julia Ormond and F. Murray Abraham, The Final Cut (1995), Underworld (1996), Master-minds (1997) e il campione d'incassi Battlefield Earth: A Saga of the Year 3000 (2000), con John Travolta e Forrest Withaker. Christian conta anche una candidatura all'Oscar per la direzione artistica di Alien, di Ridley Scott. Has had an extensive film career. He won an Academy Award for set decoration on George Lucas' Star Wars. Christian worked with Lucas on Return of the Jedi as well. He was then `hand-picked' by Lucas to direct the second unit on the recent Star Wars: The Phantom Menace. Christian's first opportunity to direct a film was the short feature entitled Black Angel, which accompanied the UK release of The Empire Strikes Back. Black Angel was followed by another short film, The Dollar Bottom, winner of the 1981 Academy Award for Best Live Action Short Film. The Sender, which came next, received much critical acclaim. His directing credits include Monty Python's Life of Brian, Nostradamus (1994), starring Julia Ormond and F. Murray Abraham, The Final Cut (1995), Underworld (1996), Masterminds (1997) and the blockbuster Battlefield Earth: A Saga of the Year 3000 (2000), with John Travolta and Forrest Whitaker.. Christian was also nominated for an Academy Award for his art direction on Ridley Scott's Alien Sceneggiatura / Screenplay Farrukh Dhondy Fotografia (colore) / Photography (colour) Himman Dhamija Montaggio / Editing Alan Strachan Musica / Music Amaan Ali Bangash- Ayaan Ali Bangash Interpreti / Cast Koel Purie, Nick Moran, Jennifer Siebel, Vijay Raaz, Gulshan Grover Produzione / Production Bobby Bedi, Kaleidoscope Entertainment Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 98'

American Daylight è una storia d'amore ambientata in due continenti. Sujata, `Sue' per chi chiama dall'estero, lavora in un call center situato in un nuovo e fiorente sobborgo di Dehli. L'agenzia gestisce i conti i correnti e le carte di credito di Lawrence, un giovanissimo americano benestante. Gli eventi trascinano i protagonisti in una rete d'inganni, complotti, equivoci e conflitti culturali. American Daylight è un thriller e una storia d'amore dei nostri tempi. American Daylight is a love story set in two continents. Sujata, `Sue' to her international callers, works in a call center located in a new burgeoning suburb of Delhi. Lawrence is a rich American boy whose bank accounts and credit cards are handled by the call centre. Our main characters get gradually entangled in a web made up of plots, deceit, misunderstandings and cultural clashes. American Daylight is a thriller and a love story of our times.

INDIA

FINAL SOLUTION

Soluzione finale

Rakesh Sharma

Rakesh Sharma Inizia la sua carriera cinematografica e televisiva nel 1986, come assistente alla regia in Discovery of India di Shiyam Benegal. La sua esperienza nell'industria televisiva indiana comprende l'organizzazione e il lancio di tre emittenti - Channel [V], Star Plus e Vijay TV ­ oltre a diversi incarichi come consulente di produzione. Da qualche tempo ha ripreso a girare documentari come regista indipendente. Nel periodo 2002-03, la sua opera, Aftershocks: The Rough Guide to Democracy, è stata premiata come miglior documentario a Friburgo e ha meritato altri sette importanti riconoscimenti (fra gli altri, il Robert Flaherty Prize), partecipando a oltre novanta rassegne internazionali in Europa e usa. Final Solution, il documentario in programma, è stato insignito del premio Wolfgang Staudte e del premio speciale della giuria (netpac) al festival di Berlino. Rakesh Sharma began his film/TV career in 1986 as an assistant director on Shyam Benegal's Discovery of India. His broadcast industry experience includes the set up and launch of 3 broadcast channels in India ­ Channel [V], Star Plus and Vijay TV ­ and several production consultancy assignments. He has now gone back to independent documentary film-making. His film Aftershocks: The Rough Guide to Democracy won the best documentary film award at Fribourg and won 7 other awards (including the Robert Flaherty Prize) at various festivals in usa and Europe during 2002-03. Final Solution, the documentary we present here, won the Wolfgang Staudte award and the Special Jury Award (netpac),at the Berlin International film festival. Montaggio / Editing Rakesh Sharma Produzione / Production Rakesh Sharma Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 148'

"Il post-undici settembre", afferma il regista Sharma, "è segnato dall'accettazione generale di una politica d'intolleranza, dall'ascesa del nazionalismo e da una destra che sembra aver stretto la sua morsa su Europa e USA, soprattutto con atteggiamenti ostili all'immigrazione e all'Islam. La prima parte del documentario, Pride and Genocide, tratta dell'esplosione di violenza antimussulmana e dei disordini che ne sono seguiti. La seconda parte, The Hate Mandate, documenta la campagna elettorale del 2003 nel Gujarat e racconta dettagliatamente come la destra abbia sfruttato a fini propagandistici i fatti di Godhra (in cui 58 indù sono stati bruciati vivi). A seguire, uno studio della situazione dopo i tumulti e delle conseguenze patite da indù e mussulmani: segregazione, boicottaggio economico e atti di violenza reiterati, a più di un anno dalla carneficina. `In the post 9-11 world' ­ director Sharma states ­ ` the politics of intolerance is finding acceptance within the mainstream, nationalism is on the rise and the right-wing seems to be tightening its stranglehold across usa and Europe mainly on the anti-immigrant/anti-Muslim issue'. Part 1, Pride and Genocide, deals with the genocidal violence against Muslims and its immediate aftermath. Part 2, The Hate Mandate, documents the poll campaign during the Assembly elections in Gujarat in 2003. It records in detail the exploitation of the Godhra incident (in which 58 Hindus were burnt alive) by the right-wing propaganda machinery for electoral gains. Following is a study of the situation after the storm and its impact on Hindus and Muslims ­ segregation, economic boycott and continuing acts of violence more than a year after the carnage.

INDIA

DEV

Govind Nihalani

Govind Nihalani Laureato in cinematografia, è direttore della fotografia di documentari, spot pubblicitari e una dozzina di lungometraggi, prima di debuttare alla regia con il film Aakrosh (1981). Lavora quindi con Richard Attenborough sul set di Gandhi. Da allora si è occupato della regia e della fotografia di sedici lungometraggi, molti dei quali hanno partecipato a rassegne cinematografiche internazionali, vincendo importanti riconoscimenti, nazionali e internazionali. Graduated in cinematography, Govind Nihalani works as director of photography in a dozen feature films and number of documentaries and commercials, before directing his debut film Aakrosh. He then works with Richard Attenborough on the set of Gandhi. Thenceforth he has directed and photographed sixteen feature films, many of which have participated in film festivals, winning several prestigious national and international awards.

Sceneggiatura / Screenplay Meenakshi Sharma Fotografia (colore)/Photography (colour) Govind Nihalani Montaggio / Editing Deepa Bhatia Musica / Music Aadesh Shrivastava Interpreti / Cast Amitabh Bachchan, Om Puri, Amrish Puri, Fardeen Khan, Kareena Kapoor, Ehsaan Khan Produzione / Production Govind Nihalani, Entertainment one applause, Udbhau Dreamzone Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 172'

Il commissario aggiunto Dev Pratap Singh è un orgoglioso e incorruttibile veterano di polizia. Il commissario speciale Tejinder Khosla, dal canto suo, rappresenta l'ago della bilancia tra gli interessi politici del ministro Bhandarker e la dedizione di Dev nei confronti della legge. Dev è la saga dell'amicizia che lega i due poliziotti ... un legame più forte del sangue. La trama si sviluppa nell'ambiguo scenario contemporaneo, in cui vite innocenti sono facile preda dell'opportunismo politico. Joint commissioner Dev Pratap Singh is a proud and incorruptible veteran police officer. Special commissioner Tejinder Khosla is the balancing force between the political interests of minister Bhandarker and Dev's commitment to law. The film is the saga of Dev and Tej's friendship ... a bond wich is stronger than blood ties. The story unfolds against today's obscure scenery, in which innocent lives are often preys to political expedience.

INDIA

HAZAAR CHAURASI KI MA

La madre del 1084 / Mother of 1084

Govind Nihalani

Govind Nihalani Laureato in cinematografia, è direttore della fotografia di documentari, spot pubblicitari e una dozzina di lungometraggi, prima di debuttare alla regia con il film Aakrosh (1981). Lavora quindi con Richard Attenborough sul set di Gandhi. Da allora si è occupato della regia e della fotografia di sedici lungometraggi, molti dei quali hanno partecipato a rassegne cinematografiche internazionali, vincendo importanti riconoscimenti, nazionali e internazionali. Graduated in cinematography, works as director of photography in a dozen feature films and number of documentaries and commercials, before directing his debut film Aakrosh. He then works with Richard Attenborough on the set of Gandhi. Thenceforth he has directed and photographed sixteen feature films, many of which have participated in film festivals, winning several prestigious national and international awards.

Sceneggiatura / Screenplay Govind Nihalani Fotografia (colore) / Photography (colour) Govind Nihalani Montaggio / Editing Deepa Bhatia Musica / Music Debajvoti Mishra Interpreti / Cast Jaya Bhaduri, Anupam Kher Seema Biswas Milind Gunaji Joy Sengupta, Nandita Das Produzione / Production Udbhav Anno di produzione / Year of production 1997 Durata / Running time 186'

Calcutta, Bengala Occidentale, 1970-72. La città è alle prese con un gruppo di militanti di sinistra, noto come "Movimento di Naxalbari". Sujata Chatterji è una matura e remissiva donna della classe alto-borghese. Un giorno, di buon mattino, si sveglia alla notizia che, Brati, il figlio più giovane e prediletto, giace all'obitorio di Polizia, identificato da un mero codice numerico: cadavere n° 1084. Il tragico risveglio è l'inizio di un viaggio interiore di scoperta, nel corso del quale, sforzandosi di comprendere l'impegno politico e rivoluzionario del figlio, Sujata comincia ad accorgersi della sua stessa alienazione da quella borghesia ipocrita e compiaciuta che il figlio aveva respinto. Calcutta, West Bengal, 1970-72. The city is at grips with leftist militants, known as the "Naxalbari Movement". Sujata Chatterji is a middle-aged, submissive, upper middle class woman. One day, early in the morning, she is awakened by the news that her youngest and favourite son, Brati, is lying dead in the police morgue, referred to as a mere numerical code: corpse No. 1084 This tragic awakening is the beginning of an inward journey of discovery, in the course of which, striving to understand her son's political and revolutionary commitment, Sujata starts to acknowledge her own alienation, as a woman and a wife, from the complacent, hypocritical bourgeois society her son had repelled.

INDIA

ROLL CALL

Appello

Nandita Das

Nandita Das Nata in una famiglia di artisti, è oggi un'attrice ed attivista sociale assai stimata. Il suo interesse per le problematiche sociali prende forma per la prima volta quando Nandita si unisce al Jan Natya Manch, un gruppo teatrale di strada fondato da Safdar Hashmi. Quindi, per più di un decennio, si dedica all'Odissi, una forma di danza classica indiana. Nel cinema s'imbatte quasi per caso: per lei è semplicemente un mezzo interessante per sollevare questioni di rilevanza sociale. Insieme al marito Saumya Sen, fonda Leapfrog, un'organizzazione che si occupa di tematiche sociali servendosi di forme d'espressione accattivanti e creative. Della sua filmografia, citiamo Fire (1996) e Earth (1998) entrambi diretti da Deepa Mehta, Deveeri (1999), Bawandar/Sandstorm (migliore attrice al Santa Monica Film Festival, 2001) e Amar Bhuvan (migliore attrice al Festival del Cairo, 2002). Born of a family of artists, Nandita Das is today a highly esteemed actress and social activist. Her involvement in social issues took shape for the first time when she joined Jan Natya Manch, a street theatrical group started by Safdar Hashmi. She then practiced Odissi, an Indian classical dance. Cinema is something she almost stumbled upon: it just seemed to be an interesting medium to raise issues that were of social concern. With her husband Saumya Sen, founded Leapfrog, an organization that deals with socially relevant issues in an interesting and creative way. Her filmography includes: Fire (1996) e Earth (1998) both direct by Deepa Mehta, Deveeri (1999),Bawandar/ Sandstorm (Best Actress Award at Santa Monica Film Festival, 2001) and Amar Bhuvan (best Actress Award at Cairo Film Festival, 2002) Sceneggiatura / Screenplay Saumya Sen Fotografia (colore) / Photography (colour) Hemant Chaturvedi Montaggio / Editing Huzefa Musica / Music Dhruv and Ashu Produzione / Production Leapfrog Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 90"

Roll Call (L'appello) è il primo di una serie di tre film dedicati dalla regista al problema della qualità nell'istruzione elementare. L'idea di un appello cui rispondono bambini privati del diritto all'istruzione, è inquietante. Ricorda al pubblico che molti sono i bambini che vorrebbero e dovrebbero andare a scuola ma non possono. Il film si propone di scuotere la coscienza dello spettatore - molto spesso un membro privilegiato della società - indifferente al tema dell'istruzione di base. Roll Call is the first in a series of three films the director dedicated to the issue of quality in elementary education. The idea of a roll call being answered by children who are deprived of education is disturbing. It reminds the audience that there are many children who would like to and should be going to school, but are not. The movie aims at stirring the conscience of the viewer - most often a privileged member of society - who is uninterested in the issue of primary education.

INDIA

CAR PARK

Nandita Das

Nandita Das Nata in una famiglia di artisti, è oggi un'attrice ed attivista sociale assai stimata. Il suo interesse per le problematiche sociali prende forma per la prima volta quando Nandita si unisce al Jan Natya Manch, un gruppo teatrale di strada fondato da Safdar Hashmi. Quindi, per più di un decennio, si dedica all'Odissi, una forma di danza classica indiana. Nel cinema s'imbatte quasi per caso: per lei è semplicemente un mezzo interessante per sollevare questioni di rilevanza sociale. Insieme al marito Saumya Sen, fonda Leapfrog, un'organizzazione che si occupa di tematiche sociali servendosi di forme d'espressione accattivanti e creative. Della sua filmografia, citiamo Fire (1996) e Earth (1998) entrambi diretti da Deepa Mehta, Deveeri (1999), Bawandar/Sandstorm (migliore attrice al Santa Monica Film Festival, 2001) e Amar Bhuvan (migliore attrice al Festival del Cairo, 2002). Born of a family of artists, Nandita Das is today a highly esteemed actress and social activist. Her involvement in social issues took shape for the first time when she joined Jan Natya Manch, a street theatrical group started by Safdar Hashmi. She then practiced Odissi, an Indian classical dance. Cinema is something she almost stumbled upon: it just seemed to be an interesting medium to raise issues that were of social concern. With her husband Saumya Sen, founded Leapfrog, an organization that deals with socially relevant issues in an interesting and creative way. Her filmography includes: Fire (1996) e Earth (1998) both direct by Deepa Mehta, Deveeri (1999),Bawandar/ Sandstorm (Best Actress Award at Santa Monica Film Festival, 2001) and Amar Bhuvan (best Actress Award at Cairo Film Festival, 2002)

Sceneggiatura / Screenplay Saumya Sen Fotografia (colore)/ Photography (colour) Hemant Chaturvedi Montaggio/ Editing Huzefa Musica / Music Dhruv & Ashu Produzione / Production Leapfrog Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 90''

Un bambino di strada sembra compiere un atto vandalico. In realtà cerca di migliorare la propria educazione. A child seems to be commetting a vandalistic deed. Actually, he is trying to improve his upbringing.

INDIA

JALEBI

Nandita Das

Nandita Das Nata in una famiglia di artisti, è oggi un'attrice ed attivista sociale assai stimata. Il suo interesse per le problematiche sociali prende forma per la prima volta quando Nandita si unisce al Jan Natya Manch, un gruppo teatrale di strada fondato da Safdar Hashmi. Quindi, per più di un decennio, si dedica all'Odissi, una forma di danza classica indiana. Nel cinema s'imbatte quasi per caso: per lei è semplicemente un mezzo interessante per sollevare questioni di rilevanza sociale. Insieme al marito Saumya Sen, fonda Leapfrog, un'organizzazione che si occupa di tematiche sociali servendosi di forme d'espressione accattivanti e creative. Della sua filmografia, citiamo Fire (1996) e Earth (1998) entrambi diretti da Deepa Mehta, Deveeri (1999), Bawandar/Sandstorm (migliore attrice al Santa Monica Film Festival, 2001) e Amar Bhuvan (migliore attrice al Festival del Cairo, 2002). Born of a family of artists, Nandita Das is today a highly esteemed actress and social activist. Her involvement in social issues took shape for the first time when she joined Jan Natya Manch, a street theatrical group started by Safdar Hashmi. She then practiced Odissi, an Indian classical dance. Cinema is something she almost stumbled upon: it just seemed to be an interesting medium to raise issues that were of social concern. With her husband Saumya Sen, founded Leapfrog, an organization that deals with socially relevant issues in an interesting and creative way. Her filmography includes: Fire (1996) e Earth (1998) both direct by Deepa Mehta, Deveeri (1999),Bawandar/ Sandstorm (Best Actress Award at Santa Monica Film Festival, 2001) and Amar Bhuvan (best Actress Award at Cairo Film Festival, 2002)

Sceneggiatura / Screenplay Shailendra Uniyal Fotografia (colore)/ Photography (colour) Hemant Chaturvedi Montaggio/ Editing Huzefa Musica / Music Dhruv & Ashu Produzione / Production Leapfrog Anno di produzione / Year of production 2003 Durata /Running time 90'

In una friggitoria, un bambino sembra giocare con l'impasto. In realtà, cerca di migliorare la sua educazione. A child seems to be playing with dough in a take-away food shop. Actually, he is trying to improve his upbringing.

INDONESIA

ARISAN!

The Gathering

Nia diNata

Nia diNata Nasce a Jakarta, Indonesia, nel 1970. Diplomatasi all'Elizabethtown College, Pennsylvania, frequenta poi alcuni corsi speciali di produzione cinematografica all'Università di New York. Tornata dagli usa, nel 1995, Nia lavora a molti progetti, soprattutto televisivi. Il suo primo lungometraggio (2001) è una sorta di `colossal' epico, intitolato CaBau-Kan ("La cortigiana"), sulla comunità cinese in Indonesia al tempo delle grandi riforme del Paese. Per questo film, vince un premio come "giovane regista più promettente" all'Asia Pacific Film Festival di Seoul, Korea, nel 2002. L'anno successivo, firma la sceneggiatura (con Joko Anwar) e la regia della commedia satirica Arisan! ("La riunione"). Il film raccoglie innumerevoli recensioni e vari premi in tutto il mondo. Fra i progetti di Nia, vi è una fondazione a favore dei giovani cineasti indonesiani. Nia diNata was born in Jakarta, Indonesia, in 1970. After graduating from Elizabethtown College, Pennsylvania, she takes special courses in film production at the New York University. Back from the usa, in 1995, Nia works in various projects, mostly for the television. Her first feature film (2001) is a sort of "colossal epic" entitled Ca-bau-kan (The Courtesan), about the Chinese community in Indonesia after the reform era. For Ca-bau-kan, Nia won an award as Best Promising New Director in Asia Pacific Film Festival, Seoul, Korea, in 2002. In 2003, she directs Arisan! (The Gathering), a satirical comedy written by Nia herself and Joko Anwar. Arisan! receives countless reviews and numerous awards worldwide. Among Nia's upcoming projects is a supporting foundation for Indonesian film makers. Sceneggiatura / Screenplay Nia diNata, Joko Anwar Fotografia (colore) / Photography (colour) Yudi Datau Montaggio / Editing Onaga Masahiro Musica / Music Andi Rianto Interpreti / Cast Tota Sudiro, Cut Mini Theo, Aida Nurmala, Lili Harahap, Rachel Maryam, Surya Saputra Produzione / Production Kalyana Shira Film Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 129'

Amicizia e principi sono messi a dura prova in questo film. re amici di lunga data cercano di vivere al meglio nella metropoli di Jakarta. In principio sembra che i tre abbiano sfondato. Sakti è un architetto di successo, Meimei una rinomata interior designer e Andien un membro affermato dell'alta società. Meimei, tuttavia, sacrificherebbe qualsiasi cosa per un figlio, Andien è una persona autodistruttiva e Sakti un omosessuale represso. Alla ricerca della felicità i loro percorsi s'intrecciano ma le fortune dell'uno portano infelicità agli altri. L'ultima risorsa sembra essere un "arisan", un tradizionale raduno indonesiano. Qui ognuno cercherà di apparire felice e affermato. Alla fine, essi comprenderanno che una sincera amicizia richiede onestà e tenacia anche nei momenti difficili. Arisan! offre un quadro analitico della turbolenta alta società di Jakarta. Friendship and values are put to a test in this film about three longtime friends trying to get the best out of living in the metropolis of Jakarta. At first, it seems the three of them have already made it. Sakti is a successful architect, Meimei is a famous interior designer and Andien is an established socialite. Meimei, though, would give everything up to have a baby, Andien is a self-destructive person and Sakti is a repressed homosexual. In their quest for happiness, their paths cross with one another's. One's happiness, though, brings misery to the others. Their last resort seems is a gathering called "arisan", a unique Indonesian social practice. Everyone will be trying to appear successful and happy. In the end, they realize that true friendship requires honesty and endurance in hard times as well.Arisan! offers an insightful picture of Jakarta's turbulent well-off society.

INDONESIA

NIGHT IN THE DAYTIME

Lukitasari W. Sunowo

Lukitasari W. Sunowo Nata a Yogyakarta, Indonesia, nel 1966, si laurea in scienze della comunicazione all'Università di Yogyakarta, quindi studia alla New York Film Academy. Dopo alcune esperienze come sceneggiatore e produttore, si dedica alla regia di spot pubblicitari e alcuni cortometraggi (Stairs, 1999; Night in the Daytime, 2003). Born in Yogyakarta, Indonesia, in 1966, Lukitasari W. Sunowo is a major in communication studies from the Gadjah Mada University of Yogyakarta. She then studies at the New York Film Academy. Following a number of experiences as a screenwriter and producer she devotes herself to directing tv commercials and short movies (Stairs, 1999; Night in the Daytime, 2003).

Sceneggiatura / Screenplay P.Y. Cyntha Fotografia (colore) / Photography (colour) Kaka Tong Montaggio / Editing Lukitasari W. Sunowo Musica / Music Dian Hadi Pranowo Interpreti / Cast Tien Djohan, Ign. Wahono, Manis, Lia M. Soeharto Produzione / Production Lukitasari W. Sunowo Anno di produzione / Year of production 2003 Durata/ Running time 27'

Night in the Daytime è la storia di una coppia di anziani giavanesi. La loro unica figlia ha lasciato la casa. Solo il gatto li tiene ancora uniti. Un giorno, l'animale muore: per quanto ancora sopporteranno lo squallore del silenzio? Per quanto ancora si atterranno alle tradizioni di famiglia? Night in the Daytime is the story of an old Javanese couple. Their only daughter has left the house. The cat alone keeps them together. One day, their pet dies: how long are they going to endure the misery of silence? How long will they carry on with family traditions?

IRAN

KENAR-E ROODKHANEH

Lungo il fiume / The riverside

Ali-Reza Amini

Ali-Reza Amini Nato a Teheran nel 1970, si diploma in regia teatrale. All'attivo ha più di venti cortometraggi e documentari. Il suo lungometraggio di debutto, Letters of the Wind, ha incontrato non poche difficoltà con l'azienda di produzione statale ed è stato distribuito con un anno di ritardo, insieme a un secondo film di Amini, Tiny Snowflakes. Le due opere sono valse al regista l'attenzione internazionale e prestigiosi riconoscimenti, in occasione dei festival di Locarno, Pusan, Salonicco e Brisbane. Born in Teheran, in 1970, Ali-Reza Amini graduated in stage direction. He has made more than twenty short films and documentaries. His debut feature film, Letters of the Wind, run up against difficulties with the state production company and was issued a year later, together with Amini's second film, Tiny Snowflakes. These two movies have brought him international recognition as well as a number of prestigious awards at the Locarno, Pusan, Thessaloniki and Brisbane festivals. Sceneggiatura / Screenplay Ali-Reza Amini Fotografia (colore) / Photography (colour) Touraj Aslani Montaggio / Editing Ali-Reza Amini Musica / Music Safin Kharajiani Interpreti / Cast Shadi Varvaei, Mohammad Javaheri Produzione / Production Asr-e Entezar Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 80'

Durante la guerra usa-Iraq, un gruppo di profughi curdi si mette in viaggio verso il confine con l'Iran. Fra loro vi è una giovane donna appena sposata che, ferita dallo scoppio di una mina nascosta presso il confine, non può proseguire. Il marito corre a cercare soccorso. Intanto, sopraggiungono altri fuggitivi curdi che si prodigano per aiutare la giovane fino al ritorno del marito... During the us-Iraq war, some Kurdish refugees set out for the Iranian border. Among them, a newly wed young woman steps on a mine hidden along the Iran-Iraq border and is unable to move any further. Her husband runs for aid. More Kurdish runaways arrive on the spot and try to help the young bride until her husband's return ...

IRAN

SHIFTEH

L'infatuata / The infatuated

Keivan Jahanshahi

Keivan Jahanshahi Nato nel 1968, si è diplomato in regia cinematografica alla Teheran Art University. Regista, compositore e sound editor ha sinora diretto i cortometraggi Memories (1991), Between Yesterdays & Always (1992), Tar (1993), Three Senses (2002) e The Infatuated (2003). Jahanshani è stato premiato per la miglior colonna sonora originale all'undicesimo Fajr Film Festival (1992) per il film The Shadows of an Assault, diretto da Ahmad Amini, e alla quindicesima edizione (1996) per Children of Heaven, di Majid Majidi, titolo che ha ricevuto una nomination agli Academy Awards come miglior film straniero (1997). Born in 1968, Keivan Jahanshahi, B.A. in film directing from the Teheran Art University, is a director, composer and sound editor. To his credit as a director he has the short movies Memories (1991), Between Yesterdays & Always (1992), Tar (1993), Three Senses (2002) and The Infatuated (2003). Furthermore, Jahanshani was awarded for the best original score at the 11th Fajr Film Festival (1992) for the movie The Shadows of an Assault, directed by Ahmad Amini, and at the 15th (1996) for Majid Majidi's Children of Heaven, an Academy Awards nominee for the best foreign movie (1997). Da un' Idea di / from an idea of Fironzeh Khosrovani Fotografia (colore) / Photography (colour) Luca Fuscaldi, Keivan Jahanshahi Montaggio / Editing Keivan Jahanshahi Musica / Music Cavendish Library Interpreti / Cast Cristina Bianciardi Produzione / Production Maryan Majd, Fironzeh Khosrovani, Keivan Jahanshahi Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 45'

Shifteh documenta la singolare vicenda di Cristina, una giovane ragazza italiana. Cristina non ha mai provato alcun particolare interesse per il cinema. Un giorno, tuttavia, il film E la vita continua, di Abbas Kiarostami, cambia la sua vita. Profondamente colpita, si avvicina gradualmente all'opera di Kiarostami e a quella di altri registi iraniani. Vinta dall'attrazione, Cristina decide di apprendere la lingua persiana e di visitare l'Iran, allo scopo di sperimentare direttamente quel suo nuovo universo personale, scoperto grazie a Kiarostami ... Shifteh documents the unusual story of Cristina, a young Italian girl. Cristina has never had any special interest in films. One day though, the movie And Life Goes on ..., directed by Abbas Kiarostami, changes her life. Deeply impressed, she gradually approaches Kiarostami's movies and those of other Iranian directors. Overcome by attraction, Cristina decides to learn Persian and to take a trip to Iran, in order to experience first-hand the new personal universe she discovered through Kiarostami ...

IRAN

LAKPOSHTHA HAM PARVAZ MIKONAND

Le tartarughe sanno volare / Turtles can flyBah-

man Ghobadi

Bahman Ghobadi È nato, nel 1968, a Baneh, Kurdistan, Iran. Si diploma in regia all'Iranian Broadcasting College. Nel 1992, si trasferisce a Teheran e studia cinematografia al Seda and Sima College. Comincia quindi a girare alcuni film in 8 mm ed alcuni brevi documentari. A partire dalla metà degli anni '90, merita numerosi riconoscimenti in patria e all'estero. Il suo Life in Fog (1997) è riconosciuto come il "più celebre documentario nella storia del cinema iraniano". Con il lungometraggio A Time For Drunken Horses (1999) si afferma come professionista. È il primo lungometraggio kurdo e Ghobadi il primo regista di questa etnia nella storia del cinema iraniano. Fra le altre sue opere, citiamo: The Pigeon Of Nader Flew ('97), Telephone Booth ('97), Ballads Of Plain's Girl ('98), Marooned in Iraq (The Songs Of My Motherland) ('02) e Daf (tambourine), and The war is over ('03). Bahman Ghobadi was born in Baneh, Kurdistan, Iran, 1968. He gets his B.A. in movie directing from the Iranian Broadcasting College. In 1992, he moves to Teheran and studies film making at the Seda and Sima College. He starts filmmaking shooting some 8mm films and a few short documentaries. As of the mid-1990's, he receives several foreign & domestic awards. Ghobadi's Life in fog (1997) is known as "Most famous documentary in the history of Iranian cinema". With the making of the full-length feature movie A Time for Drunken Horses (1999) he becomes a recognized professional. This is the first Kurdish feature film and Ghobadi is the first Kurdish director in the history of Iranian cinema. Other Bahman's films to date: The Pigeon of Nader Flew ('97), Telephone booth ('97), Ballads of Plain's Girl ('98), Marooned in Iraq (The Songs of My Motherland) ('02) and Daf (tambourine), and The war is over ('03).

Sceneggiatura / Screenplay Bahman Ghobadi, Nahid Ghobadi Fotografia (colore) / Photography (colour) Bahman Ghobadi Montaggio / Editing Mostafa Khergheh Poosh, Hayedeh Safi Yari Musica / Music Hossein Ali Zadeh Interpreti / Cast Avaz Latif, Soran Ebrahim, Saddam Hossein Feysal, Hiresh Feysal Rahman, Abdol Rahman Karim, Ajil Zibari Produzione / Production Hamid Ghavami, Batin Ghobadi, Hamid Karimi, Babak Amini Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 98'

Mancano due giorni all'inizio della guerra tra usa e Iraq. Gli sconcertati iracheni seguono con apprensione le ultime notizie. Fra loro, una madre quattordicenne, di nome Agrin, vuole suicidarsi. Questo film narra le vicissitudini di Agrin. A couple of days are left before the war between usa and Iraq starts. The puzzled Iraqis are after the latest news. Among them, a 14-year-old mother, by the name of Agrin, wants to commit suicide. This film is a narrative about Agrin's vicissitudes.

KAZAKISTAN RUSSIA FRANCIA GERMANIA

SHIZA

Schizo

Guka Omarova

Sceneggiatura / Screenplay Guka Omarova, Sergey Bodrov Fotografia (colore) / Photography (colour) Khasanbek Kydyraliyev Montaggio / Editing Ivan Lebedev Musica / Music sig Interpreti / Cast Olzhas Nusuppaev, Eduard Tabyschev, Olga Landina, Bakhytbek Baymukhanbetov, Viktor Soukhorukov, Gulnara Jeralieva, Kanagat Nurtay Produzione / Production ctb Film Company (Russia), Studio Kazakhfilm (Kazakhstan), Kinofabrika (Germany), Les petites lumieres (France) Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 86'

Guka Omarova Nata ad Almaty, Kazakhstan, nel 1968, inizia la sua carriera come attrice e prende parte a quattro film tra il 1983 e il 1986 (When You Are 12, Sweet Juice Inside the Weed, Non-Professionals, Dina Nurpeisova). Dopo un'esperienza di due anni come assistente alla regia televisiva, dal 1988 al '94, studia giornalismo presso l'Università Statale del Kazakhstan e lavora come giornalista in radio e tv, nonché per gli studi della Kazakhfilm e della Kirgizfilm. In seguito, studia presso il dipartimento di regia dell'Accademia d'Arte di Almaty. Tra il '98 e il '99 firma la regia di alcuni cortometraggi e di un documentario e, nel 2001, scrive la sceneggiatura di Sisters, diretto da Sergey Bodrov Jr. (selezione ufficiale del festival di Venezia). Dal 2001, Guka Omarova vive a Rotterdam. Schizo è il suo lungometraggio di debutto. Born in Almaty, Kazakhstan, in 1968, Guka Omarova begins her career as an actress and takes part in four movies between 1983 and '86 (When You Are 12, Sweet Juice Inside the Weed, NonProfessionals, Dina Nurpeisova). Following a two years' experience as a tv director's assistant, from 1988 to '94, she studies journalism at the Kazakh State University and works as a tv and radio journalist and for the Kazakhfilm and Kirgizfilm studios. Thereafter, she studies at the Academy of Arts in Almaty, Department of Documentary Film Directing. In 1998-99 she directs some short films and a documentary. In 2001 she writes the script for the film Sisters, directed by Sergey Bodrov, Jr.(Venice iff Official Selection) Since 2001 Guka Omarova lives in Rotterdam. Schizo (2004) is her debut feature movie.

Ispirato da un'esperienza della regista, il film narra la storia del quindicenne Mustafa, soprannominato Schizo. Tutti si chiedono se combinerà mai qualcosa di buono. Il compagno della madre si fa aiutare dal ragazzo a reclutare pugili per incontri illegali. La vita di Schizo prende una svolta romantica quando dona alla fidanzata e a suo figlio il denaro vinto in combattimento da un pugile morente. La perdita della verginità è la sua iniziazione all'amore adulto e alla lotta per la sopravvivenza. Ora che è un uomo, Schizo vuole sostenere la sua nuova famiglia e, per questo, ha bisogno di denaro a tutti i costi. Inspired by a firsthand experience of the director, the movie tells the story of fifteen-year-old Mustafa, who goes by the nickname of Schizo. Most people wonder if he'll ever amount to anything. His mother's boyfriend gets him to help recruit boxers for illegal fights. Schizo's life comes to a romantic turning point when he delivers a dying boxer's prize money to his girlfriend and her young son. Losing his virginity is all part of Schizo's initiation into the adult world of love and survival. Now that he's a man, Schizo wants to support his new family. Therefore, he needs money ... at all costs.

MALESIA

BUAI LAJU LAJU

Swing my swing high, my darling

U-Wei Bin HajiSaari

U-Wei Bin HajiSaari È un regista asiatico di straordinario talento e reputazione. Il suo debutto alla regia televisiva è del 1987. Tra il 1993 e il 1996 si rivolge al cinema e gira tre lungometraggi. Il primo, Woman, Wife and Whore, merita cinque riconoscimenti all'xi Festival del Cinema di Malesia, fra cui miglior film, regia e sceneggiatura. Il suo secondo film, del 1995, dal titolo Kaki Bakar (The Arsonist) è stato presentato a Cannes, Berlino, Montreal, Nantes, Friburgo, New York e Pusan. Il film ha vinto il Grand Prix al Festival del cinema di Bruxelles. Jogho (The Champion) ha egualmente partecipato a numerose rassegne di prestigio. Buai Laju Laju (Swing My Swing High, My Darling), del 2004, è il quarto lungometraggio di U-Wei e conta numerose partecipazioni e premi internazionali. U-Wei Bin HajiSaari is one of Asia's most talented and respected film directors. He debuted as a TV director in 1987. Between 1993 and 1998, he got involved in film-making and made 3 feature movies. The first of these, Woman Wife and Whore, received 5 awards at the 11th Malaysian Film Festival including best film, director and screenplay. In 1995, his film Kaki Bakar (The Arsonist) was featured at the Cannes Film Festival as well as Berlin, Montreal, Nantes, Fribourg, New York and Pusan. The film was awarded Grand Prix at Brussels Film Festival. His third film Jogho (The Champion) was also featured at many prestigious film festivals. Buai Laju Laju (Swing My Swing High, My Darling), released in 2004, is UWei's fourth feature film, screened internationally and awarded at numerous film festivals. Sceneggiatura / Screenplay U-Wei Bin Hasisaari, Anwar Idris, Mung Kheenn Khoo Fotografia (colore) / Photography (colour) Azman Razali Montaggio / Editing U-Wei Bin Hasisaari Musica / Music Embie C Noer Interpreti / Cast Eman Manan, Khallid Salleh, Betty Banafe Produzione / Production LeBrocquyFraser Productions Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 93'

Intenso thriller d'amore e tradimenti, Buai Laju Laju tratta dei sentimenti e dei bisogni di una donna che, invischiata in una vita stagnante, decide di utilizzare gli uomini intorno a lei a suo vantaggio. Amran è uno spericolato vagabondo. Fermatosi per caso al caffè del ricco Ibrahim, ne incontra la bella e giovane moglie Zaiton. La donna sente che la sua vita è bloccata in un limbo, senza luce alla fine del tunnel ma, con l'arrivo di Amran, vede aprirsi una nuova prospettiva sul futuro. Amran è attratto dalla bella Zaiton e acconsente a lavorare nel locale in cambio di vitto e alloggio. I due iniziano a flirtare pericolosamente, mettendo in moto una relazione che porterà conseguenze disastrose: omicidio, lettere, minatorie e tradimento ... An intense thriller of love and betrayal, Buai Laju Laju deals with the feelings and the needs of a woman who, caught up in stagnated life, decides to use the men around her to get what she wants.Amran is a reckless drifter who turns up at a café owned by Ibrahim, a rich man married to a beautiful, young woman called Zaiton. Zaiton feels her life is stuck in a limbo, with no light at the end of the tunnel but, with the arrival of Amran, she begins to see the prospect of a different future. Amran is intrigued by her and agrees to stay and work around the café in return for food and lodging. She flirts dangerously with him, starting up an affair that will bring disastrous consequences: murder, blackmail and betrayal ...

MALESIA

PONTIANAK, HARUM SUNDAL MALAM

the tuberose

Pontianak, il profumo della tuberosa / Pontianak, scent of

Shuhaimi Baba

Shuhaimi Baba Artista malese annoverata da Time Magazine fra i "dieci più creativi d'Asia" (1997), accanto a una lunga formazione accademica e professionale, vanta una ricca esperienza come sceneggiatrice, regista e produttrice, sia nell'industria televisiva, sia cinematografica. Della sua filmografia, oltre ai due cortometraggi Spirit of Langkawi e Maria, ricordiamo i lungometraggi Selubung (1991; miglior film alla decima edizione del Festival del Cinema della Malesia) e Layar Lara (1997; miglior film, regia e sceneggiatura al tredicesimo Festival del Cinema della Malesia e miglior regia al Festival del cinema indipendente di Bruxelles). Malaysian artist, who was selected by Time Magazine as one of the "Ten Most Creative Asians" (1997), besides a long academic and professional training, can claim a remarkable experience as a screenwriter, director and producer, both in the TV and filmmaking industry. By Shuhaimi Baba, we mention, besides the two short films Spirit of Langakwi and Maria, the feature movies Selublung (1991; best film at the 10th Malaysian Film Festival) and Layar Lara (1997; best film, direction and screenplay at the 13th Malaysian Film Festival and best direction at the Brussels Indipendent Film Festival. Sceneggiatura / Screenplay Shuhaimi Baba Fotografia (colore) / Photography (colour) Filus Ghazali Montaggio / Editing Mior Hashim Manap Musica / Music Shamsul Cairel Interpreti / Cast Maya Karin, Azri Iskandar Produzione / Production Shuhaimi Baba & Persona Pictures Sdn Bhd Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 115'

1949: Meriam è una famosa danzatrice nella città di Paku Laris. "Bunga Sundal Malam" (la tuberosa) è il suo marchio, il simbolo della sua grazia e stupefacente avvenenza. Marsani e l'amico Danial sono fra i molti ammiratori che gareggiano per conquistarne il cuore. Inaspettatamente, Meriam sceglie Danial come marito invece del più attraente Marsani. Ferito nell'ego, Marsani brucia di gelosia e continua a corteggiare ossessivamente la donna. Un giorno, Meriam è trovata morta in un bagno di sangue. Poco tempo dopo, Danial annega nel corso di una burrasca. D'allora in avanti, strani fatti si verificano a Paku Laris. Molte persone legate a Marsani sono uccise. Si crede che Meriam, accusata di essersi dilettata di magia nera, sia tornata come Pontianak. 2003: Marsani, ossessionato da Meriam, vive ancora nel terrore del suo ritorno ... 1949: Meriam is a well known dancer in the town of Paku Laris. The "Bunga Sundal Malam" (tuberose) is her trademark, the symbol of her grace and mesmerizing beauty. Marsani and his friend Danial are among the many admirers who compete to win her heart. Unexpectedly, she chooses Danial for a husband instead of the more handsome Marsani. His ego bruised, Marsani burns with jealousy and continues to obsessively pursue her. One day, Meriam is found dead in a pool of blood. Shortly afterwards, Danial drowns during a storm. Thenceforward, strange events occur in Paku Laris. Many people connected to Marsani are killed. Meriam, accused of having dabbled in black magic when she was alive, is believed to have returned as a Pontianak. 2003: Marsani is still haunted by Meriam and lives in constant fear of her return ...

PAKISTAN

HAWA KAY NAAM

For a place under the Heavens

Sabiha Sumar

Sabiha Sumar Nata a Karachi nel 1961, tra il 1980 e il 1985, studia scienze politiche e cinematografia al Sarah Lawrence College di New York, e relazioni internazionali presso la University of Cambridge. Nel 1992, fonda la Vidhi Films. Sumar ha sempre concepito le sue opere come strumenti di critica sociale, rivolti soprattutto alla sensibilizzazione del pubblico nei confronti dei problemi femminili. A tale riguardo, ricordiamo Who Will Cast the First Stone (1988), sulle proteste delle donne lavoratrici contro le leggi islamiche introdotte in Pakistan nel '79, e Suicide Warriors (1996), un documentario sulla vita delle donne-guerrigliero in lotta per l'autonomia territoriale dell'etnia Tamil dello Sri Lanka. Khamosh Pani/Silent Waters (2003), il suo primo lungometraggio, è stato presentato e premiato in occasione di numerosi festival internazionali. Sabiha Sumar was born in Karachi in 1961. She studied filmmaking and political science at the Sarah Lawrence College, New York, and international relations at the University of Cambridge. In 1992, she founded Vidhi Films. Sumar has always conceived her work as a means of social criticism, particularly to make audiences aware about the issues of women. In this respect, we mention Who Will Cast the First Stone (1988), focusing on the working class women's protest against Islamic laws introduced in Pakistan in 1979, and Suicide Warriors (1996), a documentary about guerrilla-fighting women in their struggle for a separate homeland for the Tamil people of Sri Lanka. Khamosh Pani/Silent Waters (2003), her first feature movie, was presented and awarded at numerous film festivals around the world. Sceneggiatura / Screenplay Sabiha Sumar Fotografia (colore) / Photography (colour) Claire Pijman Montaggio / Editing Shikha Sen, Calle Overweg Musica / Music Manzoor Quwwal and sons Produzione / Production Sachithanandam Sathananthan, Philippe Avril Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 53'

Hawa Kay Naam (For a place under the Heavens) è il viaggio di Sabiha attraverso l'islamizzazione del Pakistan. Da una prospettiva personale, l'autrice descrive la trasformazione del popolo pachistano da società vivace e liberale a una più conservatrice e religiosamente organizzata. Sabiha intervista cinque donne, cercando le risposte al problema di questa dilagante religiosità. Perché un numero sempre maggiore di donne adotta lo hijab quando non vi sono normative del governo che lo impongano? Qual è la vera natura di questa strisciante islamizzazione? Cosa stanno facendo le forze liberali? Hawa Kay Naam (For a place under the Heavens) is Sabiha's personal journey through the Islamization of Pakistan. From her own perspective, she depicts the transformation of the Pakistani from a vibrant, liberal society into a more conservative, religious-oriented one. Sabiha interviews five women, in search of answers regarding the issue of this growing religiosity. Why are more and more women taking to the hijab when there is no state directive to do so? What is the true nature of this creeping Islamization? What are the liberal forces doing?

SINGAPORE

9:30

Yong Mun Chee

Yong Mun Chee Nata a Singapore, studia presso la London School of Economics. Dopo la laurea, torna in patria e lavora come giornalista tv. In seguito, scrive, dirige e coproduce Extraordinary People, vincitore di un premio televisivo asiatico come "miglior serie di film documentari". Il suo film 9:30 ottiene numerosi riconoscimenti (fra gli altri, il cine Golden Eagle Award a Washington dc) ed è presentato al "Kodak Showcase" del Festival del Cinema di Cannes. Mun Chee sta ora lavorando al suo primo lungometraggio. Born in Singapore, Yong Mun Chee studied at the London School of Economics. After graduating, she returned home to work as a broadcast journalist. Later, she co-produced, wrote and directed Extraordinary People, winner of an Asian tv Award for Best Documentary Series. Her film 9:30 earned numerous awards (cine Golden Eagle Award, Washington dc, among others) and was screened at the Cannes Film Festival "Kodak Emerging Filmmakers Showcase". Mun Chee is currently working on her first feature film.

Sceneggiatura / Screenplay Yong Mun Chee Fotografia (colore) / Photography (colour) John DeFazio Montaggio / Editing Tara Samat Musica / Music Ceiri Torjussen Interpreti / Cast Sung Kang, Norman Lehnert, Varuzhan Agadzhanyan Produzione / Production Ryan Sturz, Brett Henenberg Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 14'

Chan Kin Fai vola da Singapore a Los Angeles. Vuole dimenticare la donna che ama ma finisce per chiamarla tutti i giorni alle 9,30, ora di Singapore. Sung Kang (Chan Kin Fai) offre un'interpretazione straordinariamente intensa dei sentimenti più profondi di un uomo e dei suoi vani tentativi di liberarsene. Chan Kin Fai flies all the way to Los Angeles from Singapore to forget the woman he loves, but he ends up calling her everyday at 9:30 am, Singapore time. Sung Kang (Chan Kin Fai) offers a remarkably intense rendition of a man's innermost feelings and his futile attempts to leave them behind.

SIRIA

MAYATLOBO ALMOSTAMION

Listeners' choice

Abdullatif Abdulhamid

Abdullatif Abdulhamid Nato nel 1954, si diploma all'Istituto Superiore di Cinematografia di Mosca, nel 1981. Nel 1983, è assistente alla regia di Mohammad Malas nel film The City's Dreams. Cinque anni dopo debutta come regista con The Nights of the Jackal, vincitore della "Spada d'oro di Damasco" (1989) e l'oro al Festival del Cinema di Anounai, Francia (1990). Vince due volte l'argento al Festival del Cinema di Damasco con The Spirit Breeze (nel 1999) e Two Moons & One Olive Tree (nel 2001). Abdullatif Abdulhamid è autore di tutte le sceneggiature dei suoi film. Born in 1954, Abdullatif Abdulhamid graduated from the High Institute of Cinematography in Moscow, in 1981. In 1983, he was assistant director to Mohammad Malas (The City's Dreams). Five years later he made his debut as a director with The Nights of the Jackal, winner of the Golden Damascene Sword (1989) and Golden Award at the Film Festival in Anounai, France (1990). He then won the Silver Award at the Damascus Film Festival twice, with The Spirit Breeze (in 1999) and Two Moons & One Olive Tree (in 2001) He wrote all scripts of his films. Sceneggiatura/Screenplay Abdullatif Abdulhamid Fotografia (colore)/Photography (colour) Yousif Bin Yousif Montaggio/Editing Ali Laylan Interpreti/Cast Fayez Kazak, Jamal Qqbbesh, Mohsen Ghazi, Maamoun Al-Khatib, Nibal jazairi, Ibrahim Issa, Reem Ali, Iman Al-jaber, Mouaffaq Al-Ahmad, Rajaa Yousif Produzione/Production Husni Al-Barm Anno di produzione/Year of production 2003 Durata/Running time 89'

I bei vecchi tempi della radio in una remota località di campagna. Listener's Choice ruota intorno all'amore di Jamal per Aziza e alla sua amicizia per Salim. Salim è un uomo disabile che ha lasciato gli assillanti genitori per rifugiarsi da Jamal. Il generoso Jamal condivide il poco che possiede con tutti e invita i contadini della zona ad ascoltare notiziari e programmi radiofonici preferiti. Il paese è sull'orlo della guerra e Jamal è chiamato alle armi. Riuscirà mai ad ascoltare la canzone presentata da Aziza nella famosa trasmissione Listener's Choice? A story about the good old radio days in a remote countryside setting, Listener's Choice centres on the love Jamal feels for Aziza and his friendship with Salim. Salim is a disabled man who leaves his overbearing parents and moves to the house of Jamal. Generous Jamal shares the little he has and welcomes peasants to his house to listen to their favourite radio programs and hear the latest news. The Country is on the verge of a war and Jamal is enlisted. Will he ever be able to hear the song presented by Aziza in the famous radio program Listeners' Choice?

SRI LANKA

BORA DIYA POKUNA

Scent of the lotus pond

Satyajit Maitipe

Satyajit Maitipe Nasce nello Sri Lanka NordOccidentale, nel 1964. Studia scienze politiche, sociologia e letteratura inglese presso l'Università di Melbourne in Australia e l'Università di Colombo nello Sri Lanka. Prima d'intraprendere la carriera cinematografica, lavora come giornalista, conduttore televisivo, copywriter e assistente sociale. Scent of the Lotus Pond è il suo lungometraggio di debutto. Unica opera precedente come regista è il premiato telefilm dal titolo Smarana Samapthi (2000). Was born in Northwestern Sri Lanka, in 1964. He studied political science, sociology and English literature at the University of Melbourne, Australia, and the University of Colombo, Sri Lanka. Before starting off his cinematographic career, he has been a journalist, a broadcaster, a copywriter and a social worker. Scent of the Lotus Pond is his debut film. His only previous work as a director is an award-winning teleplay entitled Smarana Samapthi (2000). Sceneggiatura / Screenplay Satyajit Maitipe Fotografia (colore) / Photography (colour) Paalitha Perera Montaggio / Editing Ravindra Guruge Musica / Music Pradeep Ratnayaka Interpreti / Cast Kaushalya Fernando, Dilani Abeyvardeena, Pryanka Samaraweera, Duminda De Silva, Dharrmasiri Bandaranayake Produzione / Production Trinetraa Sri Lanka Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 141'

Tre giovani operaie ­ Mangala, una primadonna viziata, la morigerata Swineetha e Gothami, una bisbetica inquieta ­ sperimentano travagli e tribolazioni di una dolce e amara giovinezza in città. Gothami, prostrata per un amore infelice, rende la vita difficile a tutti coloro che la circondano e, a peggiorare le cose, si abbandona a un'ossessiva infatuazione per l'amante di Mangala, Vipula, un uomo sessualmente frustrato. La vita spensierata delle tre ragazze prende una piega catastrofica e Gothami scompare. Molti anni dopo, Mangala e Gothami s'imbattono per caso l'una nell'altra. L'incontro fortuito induce Mangala a una confessione. Le sue rivelazioni sconvolgono Gothami che, forse per la prima volta, comincia a osservare la vita in una prospettiva cui non aveva mai pensato ... Three working-class girls ­ Mangala, a pampered prima donna, modest Swineetha and Gothami, a tormented vixen ­ experience the trials and tribulations of their bittersweet youth in the city. Lovelorn Gothami makes life difficult for everyone around her and, to make things worse, she obsessively pursues Mangala's sexually frustrated lover, Vipula. The carefree lives of the three girls end up in a catastrophe and Gothami disappears. Many years later, Mangala and Gothami run into each other. The accidental encounter leads Mangala to confess. Her disclosure shocks Gothami who, perhaps for the first time, starts to look at life in a perspective she had never thought of before ...

TAIWAN CINA HONG KONG

20:30:40

Sylvia Chang

Sylvia Chang Da oltre 30 anni, è una protagonista della scena artistica asiatica come attrice, sceneggiatrice, regista, produttrice e cantante. In qualità di sceneggiatrice e regista, è stimata come acuta e sensibile osservatrice del mondo delle donne, nonché brillante narratrice delle loro vicende. La sua opera è stata insignita di numerosi riconoscimenti sia in Asia, sia in occasione di rassegne cinematografiche di altri paesi. Come miglior attrice protagonista e non, ha vinto due premi Golden Horse a Taiwan e due Hong Kong Academy Awards®. Ancora a Hong Kong ha vinto come miglior sceneggiatrice con il film Tempting Heart, del 1999. For more than 30 years, Sylvia Chang has been a leading entertainer and artist in Asia as an actress, writer, director, producer, and singer. As both a writer and director, she has earned a reputation as a particularly sympathetic and insightful observer of women, and a skilled teller of their stories. Her work has attained a host of top entertainment awards both in Asia and at film festivals around the world. She has earned three Taiwan Golden Horse Awards for best actress and best supporting actress, and two Hong Kong Academy Awards® for best actress. She also shared with her co-writer the Hong Kong Film Award for best screenplay for 1999's Tempting Heart.

Sceneggiatura / Screenplay Sylvia Chang, GC Goo Bi, Cat Kwan Fotografia (colore) / Photography (colour) Chien Hsiang Montaggio / Editing Liao Ching Sung Musica / Music Kay Huang Interpreti / Cast Sylvia Chang, René Liu, Lee Sinje, Tony Leung, Anthony Wong Produzione / Production Red on Red Production Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 107'

20:30:40 tratta della complessità che caratterizza le relazioni umane, attraverso le esperienze di tre donne: Xiao Jie, Xiang Xiang e Lily Zhao, rispettivamente di 20, 30 e 40 anni. In una Taipei tormentata dai terremoti, le loro vite sono imprevedibili quanto le scosse telluriche. Xiao Jie, fuggita dai dispotici genitori, insegue il sogno di una carriera da pop star. Fra le difficoltà della vita indipendente, risveglia in sé nuove e rischiose emozioni. Xiang Xiang, la cui vita è un'inebriante miscela di passioni e conflitti, è divisa tra la turbolenta relazione con un uomo sposato e quella più frivola con un giovane amante. Lily, quarantenne divorziata, affronta coraggiosamente la sua nuova vita da single e si dedica con impeto agli incontri galanti, spesso con risultati imbarazzanti ... 20:30:40 deals with the universal complexity of modern relationships as experienced by three women: 20 year-old Xiao Jie, 30 year-old Xiang Xiang and 40 year-old Lily Zhao. Set in Taipei, against the background of minor earthquakes, their lives are as unpredictable as the earth tremors they endure. Xiao Jie steals away from her overbearing parents' house to pursue her dream of a pop music career. As she goes through the hardships of independence for the first time, she experiences new, risky emotions. Xiang Xiang, whose lifestyle is a heady mixture of conflict and passion, is caught between a turbulent affair with a married man and a younger lover she doesn't take too seriously. Lily, a 40 year-old divorcee, bravely faces her new life as a single woman and throws herself into the dating scene with often embarrassing results ...

USA INDIA

BORN INTO BROTHELS

Figli dei bordelli

Ross Kauffman / Zana Briski

Ross Kauffman Ha lavorato al montaggio di documentari dal 1992 al 2000. Di recente, si è dedicato alla regia e alla produzione di documentari indipendenti. Nel 2001, comincia a lavorare con la premiata fotoreporter Zana Brisky al progetto Born into Brothels, documentario sui figli delle prostitute di Calcutta. Has worked as a documentary film editor from 1992-2000. Recently, he has begun producing and directing independent documentaries. In 2001, Kauffman teamed up with award winning photojournalist Zana Briski to make Born into Brothels, a feature documentary about the children of Calcutta's prostitutes. Zana Brisky Nata a Londra, studia fotografia documentaria a New York. Nel 1995, si reca per la prima volta in India e, nel 1997, avvia un progetto riguardante la prostituzione nel quartiere a luci rosse di Calcutta. È stata insignita di numerosi premi e onorificenze fra cui la New York Foundation for the Arts Fellowship, la Howard Chapnick Grant for the Advancement of Photojournalism e il primo premio alla World Press Photo Foundation Competition. Born in London, studied documentary photography in New York. In 1995, she took her first trip to India and, In 1997, she started a project concerning the prostitutes of Calcutta's red light district. She has won numerous awards and fellowships including the New York Foundation for the Arts Fellowship, the Howard Chapnick Grant for the Advancement of Photojournalism and first prize at the World Press Photo Foundation Competition. Sceneggiatura / Screenplay Ross Kauffman, Zana Briski Fotografia (colore) / Photography (colour) Ross Kauffman, Zana Briski Montaggio / Editing Nancy Baker, Ross Kauffman Musica / Music John McDowell Produzione / Production Ross Kauffman, Zana Briski Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 83'

Le persone più stigmatizzate nel quartiere a luci rosse di Calcutta non sono le prostitute, bensì I loro figli. Preda della povertà, della violenza e della disperazione, i bambini hanno scarse probabilità di sfuggire al destino delle madri. I registi Zana Briski e Ross Kauffmann ne raccontano la sorprendente trasformazione. Zana impartisce loro lezioni di fotografia, attizzando il fuoco latente del genio artistico di bambini che vivono in un mondo abbietto e, apparentemente, senza speranza. Scevro di sentimentalismo, Born into Brothels non obbedisce allo stereotipo della commovente ripresa fotografica degli oppressi, Zana ha vissuto con questi bambini per anni ed è parte della loro vita. Le loro fotografie non sono curiosità antropologiche ma specchio delle loro anime, autentica testimonianza del vigore dell'indelebile spirito creativo umano. The most stigmatized people in Calcutta's red light district, are not the prostitutes, but their children. In the face of poverty, abuse, and despair, these kids have little chances to escape their mother's fate. Directors Zana Briski and Ross Kauffman chronicle their amazing transformation. Briski gives them photography lessons, kindling the latent fire of artistic genius in these children, who live in the most sordid and seemingly hopeless world. Devoid of sentimentality, Born into Brothels defies the sterotypical tear-stained snapshot of the downtrodden. Briski has spent years with these kids and has become part of their lives. Their photographs are not anthropological curiosities, but rather mirror images of their souls and a true testimony of the power of the indelible creative spirit of man.

UZBEKISTAN

DEV BILAN PAKANA

Il gigante e il piccoletto/ The giant and the squab

Djahongir Kasimov

Djahongir Kasimov È nato in Uzbekistan, nel 1958. Nel 1984 si è diplomato in regia teatrale e cinematografica presso l'Istituto d'arte drammatica del Tashkent. Dal 1984 ha scritto e diretto un numero considerevole di telefilm (Love and Gold, 1986), serie TV (On the Great silk road, 1996; Murders, 2002), documentari (Triad; Ramazan ­ Khait; History of the national Uzbek music ­ 1994/95) e lungometraggi (Poor Boys, 1991; The Bomb, 1992; Pack, 1999; The Giant and the Squab, 2004). Was born in Uzbekistan, in 1958. In 1984, he graduated from the Tashkent Theatrical-Art Institute, as a drama and film director. Since 1984, he has written and directed a remarkable number of teleplays (Love and Gold, 1986), TV serials (On the Great silk road, 1996; Murders, 2002), documentaries (Triad; Ramazan ­ Khait; History of the national Uzbek music ­ 1994/95) and feature movies (Poor Boys, 1991; The Bomb, 1992; Pack, 1999; The Giant and the Squab, 2004)

Sceneggiatura / Screenplay Iskander Fainbergenoc Nasriddin Kkodjaev Fotografia (colore) / Photography (colour) Hamidulla Hasanov Montaggio/ Editing Djahongir Kabimov Musica / Music Anvar Ergashev Interpreti / Cast Bahodir Tuldasmev, Farkhnad Fayized, Tuichi Oripov, Maiam Ikthierova, Said Mukhtorov Produzione / Production Uzbekkino Company Uzbekfilm Studios Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 143'

Dal villaggio natio, il grande e grosso Palvan si trasferisce in una grande città. Di natura semplice e schietta, non ha alcuna ambizione e il suo unico scopo è guadagnare denaro sufficiente a provvedere agli anziani genitori, rimasti al villaggio. Palvan incontra quindi Zulfikar, un ometto che, sebbene squattrinato quanto lui, si ritiene assai scaltro e intraprendente. A dispetto dei tempi duri, egli continua a fantasticare su tutti i modi possibili per arricchire in fretta. I due fanno squadra ma ogni tentativo di Zulfikar di sistemare Palvan con un lavoro ben pagato falliscono a causa dell'onestà e schiettezza del compagno ... L'astuto Zulfikar e il semplice Palvan, tuttavia, s'accordano assai bene. Da un lato, sotto l'influsso di Palvan, l'onestà si risveglia nel cuore di Zulfakir; dall'altro, quando l'omone finisce preda di tristezza e frustrazione, l'inesauribile inventiva dell'amico viene in suo aiuto. Palvan, a great big and wholeheartedly honest fellow, moves to a big city from his native village. He has no ambitions at all and his only purpose is to earn enough money to support his old parents who remained at the village. He then stumbles on Zulfikar, a small man who, although as broke as Palvan, holds himself very crafty and enterprising. In the face of hard times, he fancies all possible ways of making money fast. The two of them team up but all attempts by Zulfikar to provide his partner with a better paid job are frustrated by Palvan's straightforwardness ... Sly Zulfikar and simple-hearted Palvan get along very well though. On the one hand, honesty awakes in Zulfikar under the influence of Palvan; on the other, when `big fellow' feels sad and frustrated, the inexhaustible inventiveness of his partner comes to his aid.

EUROPA VS. ASIA

EUROPA VS. ASIA Francia

QUOTIDIEN BAGHDAD QUOTIDIEN

Un giorno a Baghdad / Daily Baghdad

Romain Goupil

Romain Goupil Nato a Parigi, nel 1951, esordisce come assistente alla regia di Chantal Akerman, Roman Polanski e Jean-Luc Godard. Nel 1967, gira I primi due cortometraggi, L'exclu e Ibizarre, trasmessi dalla ortf prima di essere censurati. Dopo un numero considerevole di cortometraggi, Goupil debutta alla regia di lungometraggi nel 1982: Mourir a trente ans vince la Caméra d'or a Cannes e il premio César come miglior opera prima. Fra gli altri titoli del regista ricordiamo I lungometraggi La Java des Ombres (1983), Maman (1989), A mort, la mort! (1998), Une Pure Coïncidence (2002) e i documentari Coluche Président (1981), Madame Lita (1987) e Paris est à nous (1994). Was born in Paris, in 1951. He starts off as an assistant director to Chantal Akerman, Roman Polanski and Jean-Luc Godard. In 1967, he directs his two first short movies, L'exclu and Ibizarre, broadcasted by ortf before being censored. Following a good number of shorts, Goupil directs his first feature films in 1982: Mourir a trente ans earns the Caméra d'or at the Cannes International Film Festival and the César award as best debut feature film. Among his other works we mention the features La Java des Ombres (1983), Maman (1989), A mort, la mort! (1998), Une Pure Coïncidence (2002) and the documentaries Coluche Président (1981), Madame Lita (1987) and Paris est à nous (1994).

Sceneggiatura / Screenplay Romain Goupil Fotografia (colore)/ Photography (colour) Romain Goupil Montaggio / Editing Guy Lecorne Interpreti / Cast Abbas Shihan Matroud- Yassamin Sayd KaderProduzione / Production Les Poissons Volants - Arte France Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 104'

Come vivono oggi gli iracheni a Baghdad, a un anno dallo scoppio di una guerra che ha debellato la tirannia di Saddam Hussein e l'ha rimpiazzata con l'occupazione militare americana? Il veterano documentarista Romain Goupil offre una cronaca, in stile "cinema-verità", della vita quotidiana di Abbas ad Roubay, ex-membro della Guardia Repubblicana di Saddam che ora sbarca il lunario come fattorino, di sua moglie Yasmine e dei loro quattro figli. What is daily life like for the Iraqi people in Baghdad, a year after the beginning of a war that ousted the oppressive regime of Saddam Hussein but replaced it with the occupation by U.S. troops? Veteran documentary filmmaker Romain Goupil chronicles, in a `reality-cinema' fashion, the daily lives of Abbas ad Roubay, a former member of Saddam's Republican Guard who now struggles to make ends meet as a deliveryman, his wife Yasmine and their four children.

EUROPA VS. ASIA Germania

RAD DER ZEIT

Werner Herzog

La ruota del tempo/Wheel of time

Werner H. Stipetic, alias Werner Herzog È nato a Monaco di Baviera, nel 1942. Cresciuto in uno sperduto villaggio fra le montagne bavaresi, durante l'infanzia non vide mai un telefono, un televisore e nemmeno un film. Arrivato alle scuole superiori, cominciò a lavorare di notte, come saldatore in un'acciaieria, allo scopo di finanziare i suoi progetti cinematografici. Realizza il suo primo film nel 1961, all'età di diciannove anni. D'allora, ha scritto, diretto e prodotto più di quaranta film (Fitzcarraldo, Nosferatu, Woyzeck, Where the Green Ants Dream, Wings of Hope, Wodaabe Herdsmen of the Sun etc.), pubblicato più di una dozzina di libri e diretto altrettante opere. Werner H. Stipetic, alias Werner Herzog, was born in Munich, Germany, in 1942. He grew up in a remote mountain village in Bavaria and never saw any films, television, or telephones as a child. During high school, he worked the nightshift as a welder in a steel factory to get enough money to start producing movies. He carried out his first one in 1961, at the age of 19. Since then he has produced, written, and directed more than forty films (Fitzcarraldo, Nosferatu, Woyzeck, Where the Green Ants Dream, Wings of Hope, Wodaabe - Herdsmen of the sun etc.), published more than a dozen books, and directed as many operas.

Sceneggiatura / Screenplay Werner Herzog Fotografia (colore) / Photography (colour) Peter Zeitlinger Montaggio / Editing Joe Bini Musica / Music Prem Rana Autari, Sur Sudha-Autari, Prem RanaVaidya, Bihaya-Shrestha, Surendra, Florian Fricke - Popol Vuh, Lhamo Dolma Interpreti / Cast Con la partecipazione straordinaria di Sua Santità il XIV Dalai Lama Produzione / Production Werner Herzog Film GmbH Anno di produzione / Year of production 2002 Durata / Running time 80'

Wheel of Time è un documentario che illustra il più grande rituale buddista di promozione della pace e della tolleranza, officiato dal Dalai Lama a Bodh Gaya, in India e a Graz, in Austria, nel 2002. L'opera presenta inoltre interviste esclusive a Sua Santità, rituali segreti ripresi per la prima volta e sequenze di un pellegrinaggio al sacro Monte Kailash, in Tibet. Wheel of Time is a documentary film about the largest Buddhist ritual promoting peace and tolerance, held by the Dalai Lama in Bodh Gaya, India and Graz, Austria, in 2002, including exclusive interviews with His Holiness, secret rituals for the first time on film as well as footage of a pilgrimage to the Holy Mount Kailash in Tibet.

EUROPA VS. ASIA Italia

INDIRA, UN INCONTRO

Silvano Agosti

Sceneggiatura / Screenplay Silvano Agosti Fotografia (colore) / Photography (colour) Silvano Agosti Montaggio / Editing Silvano Agosti Produzione / Production Silvano Agosti Anno di produzione / Year of production 1980 Durata / Running time 30'

Silvano Agosti Nato nel 1938, studia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Nel 1963 è a Mosca per la specializzazione in montaggio. I pugni in tasca è distribuito nel 1965 (sceneggiatura di Agosti e Bellocchio, regia di Bellocchio, montaggio di Agosti). Il successo è inatteso e duraturo, tanto che i suoi artefici finiranno con l'esservi identificati. Agosti è testimone della resistenza greca e, nel 1973, realizza ad Atene Altri seguiranno. Nel 1974, gira a Brescia un documentario sulla Strage di Piazza della Loggia. Nel 1975 gira, presso l'ospedale psichiatrico di Colorno, Matti da slegare, diretto con Marco Bellocchio. Alla fine degli anni Settanta, nasce Il pianeta azzurro che sarà proiettato a Venezia nel 1982. Della vasta filmografia citiamo inoltre: Il giardino delle delizie (1967), Il segreto (1970), Nel più alto dei cieli (1976). Born in 1938, studied at the Centro Sperimentale di Cinematografia in Rome. In 1963, he moved to Moscow to specialize in editing. I pugni in tasca was distributed in 1965 (screenplay by Silvano Agosti and Marco Bellocchio, directed by Bellocchio, edited by Agosti). The movie achieved such an unexpected and long-lasting success that its makers ended up being identified with it. In 1973, Agosti was in Athens to document the Greek resistance (Altri seguiranno). The following year, in Brescia, he shot a documentary about the slaughter of Piazza della Loggia and, in 1975, Matti da slegare, co-directed with Marco Bellocchio and set in a psychiatric hospital. Towards the end of the '70s he carried out Il pianeta azzurro, screened in Venice in 1982. His extensive filmography includes: Il giardino delle delizie (1967), Il segreto (1970), Nel più alto dei cieli (1976).

L'incontro avvenne nella residenza privata del premier indiano, sotto gli occhi della nipotina. Mi sentii, come sempre, libero di porre qualsiasi domanda e, all'improvviso le dissi: "Ho una domanda un po' delicata. Qualcuno mi ha detto che prima le faranno conoscere la prigione, poi la uccideranno". Indira, sicura di se, mormorò: "Cosa c'è di delicato nel fatto che mi uccideranno? Io sono pronta. So che mi vogliono eliminare con qualsiasi mezzo." Tra Indira e me si stabilì rapidamente un sentimento tale di intimità che mi permise, al momento del congedo, di farle una carezza. We met in the premier's private residence, in the presence of her little niece. As usual, I felt free to ask whatever question and, suddenly, I told her: "I have a rather embarrassing question for you. I was told that they will put you in jail first and then they will kill you". Indira looked very self-confident and whispered: "What is so embarrassing in that? I know they want to use any means necessary to kill me and I am ready". The feeling of intimacy that quickly grew between the two of us was so strong that, before leaving, I went so far as to caress her.

EUROPA VS. ASIA Italia

IMPERMANENCE

Impermanenza

Goutam Ghose

Sceneggiatura / Screenplay Goutam Ghose Fotografia (colore) / Photography (colour) Goutam Ghose Montaggio / Editing Animesh Bose, Danilo Scavuzzo, Ed Nadalin Musica / Music Goutam Ghose Interpreti / Cast Sua Santità il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso Produzione / Production Indrapur Cinematographica Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 60'

Goutham Ghose Nato nel 1950 è uno dei più autorevoli registi indiani contemporanei, esordisce nel 1974, con un coraggioso documentario sulla carestia che colpì il Bengala quello stesso anno, vincendo il primo premio al Festival di Hoberhausen. In seguito, dirige alcuni film senza mai dimenticare il suo amore per i documentari. Fra i suoi soggetti preferiti vi sono le biografie dei protagonisti contemporanei di cultura, filosofia e solidarietà. La sua vasta filmografia comprende i documentari Land of Sand Dunes (1986, miglior documentario indiano dell'anno), Beyond the Himalayas (1995,miglior documentario indiano), Ray (1999, evento speciale al Festival di Venezia e miglior documentario indiano) e i lungometraggi Dakhal (1982, Premio Nazionale come miglior film e Gran Premio della Giuria all'XI Festival dei Diritti Umani di Strasburgo), Paar (1984, Premio Unesco per i valori umanitari al Festival di Venezia), Gudia (1997, Premio Nazionale come miglior film). Born in 1950 is one of the major contemporary Indian film makers, started off as documentary director in 1974, winning first prize at the Hoberhausen Festival with a daring documentary about the terrible famine that hit Bengal that year. Later on he worked as a fiction film maker, never forgetting his love for documentaries. Among his favored subjects are the portraits of outstanding personalities in contemporary culture, philosophy and solidarity. His extensive filmography includes the documentaries Land of Sand Dunes (1986, Best Indian Documentary), Beyond the Himalayas (1995, Best Indian Documentary), Ray (1999, Special Event at the Venice Film Festival and Best Indian Documentary) and the features Dakhal (1982, Best Movie National Award and Special Jury Award at the Strasbourg Human Rights Festival), Paar (1984, Unesco Award at the Venice Film Festival), Gudia (1997, Best Movie National Award).

Girato in aree diverse del Tibet ­ alcune delle quali mai riprese prima d'ora ­ e a Dharmsala, India, Impermanence è il viaggio di Tenzin Gyatso, il quattordicesimo Dalai Lama, un uomo che ha perso la sua libertà quando aveva quindici anni e vive esule dall'età di ventiquattro. Le notizie della madrepatria sono sempre rattristanti ma Tenzin Gyatso sembra sempre in pace con se stesso. Parlando di responsabilità universale, Sua Santità ha affermato: "Non si può negare che la nostra felicità sia inestricabilmente legata a quella degli altri e non si può negare che se la società nel suo complesso soffre, anche noi soffriamo. Possiamo respingere la religione, le ideologie, la stessa saggezza. Non possiamo, tuttavia, sfuggire alla necessità d'amore e compassione". La transitorietà dei fenomeni è una verità universale. Siamo tutti destinati a morire ma il problema fondamentale dell'esistenza è come vincere la sofferenza tra la nascita e la morte. Poiché il cinema ha la facoltà di "preservare" i fatti transitori per la posterità, Goutam Ghose ha voluto, attraverso le esperienze e la saggezza del Dalai Lama, aiutare l'umanità a comprendere... Shot in different areas of Tibet ­ some of which never before filmed ­ and in Dharmsala, India, Impermanence is the journey of Tenzin Gyatso, the fourteenth Dalai Lama and a man who lost his freedom when he was fifteen and had to live as an exile since the age of twenty-four. News from his homeland is always saddening. However, he always seems to be at peace. Speaking of universal responsibility, His Holiness says: "There is no denying that our happiness is inextricably tied to that of others. There is no denying that if society at large suffers we ourselves suffer. We can reject religion, ideology and wisdom. But we cannot escape the necessity of love and compassion". Impermanence of phenomena is a universal truth. We are all bound to die but the basic question of life is how to overcome suffering between birth and death. Since cinema has the power to "preserve" impermanent facts for posterity, director Ghose has tried to record the Dalai Lama's experience and wisdom to help mankind understand...

EUROPA VS. ASIA Italia

IL SECONDO NAXALITA

The Second Naxalite

Paolo Grassini

Paolo Grassini Realizza il suo primo lungometraggio Doppio movimento nel 1979-80. Nel 1981 si trasferisce a Parigi, poi ad Amsterdam, dove dirige il cortometraggio L'uomo della folla. Nel 1985-86 fonda la società di produzione Videoset e collabora con RaiUno. Nel 1989-90 scrive, dirige e produce con Italo Spinelli il film Roma Paris Barcellona. Nel 2002 dirige Il piccolo gioco insieme con Beniamino Natale e Timor Hakimiyar. Made his first feature Doppio movimento in 1979-80. in 1981 he moved to Paris and Amsterdam, where he wrote and directed his first short film L'uomo della folla. In 1985-86 he founded the production company Videoset and collaborated with Rai, the national broadcasting company. In 1989-90 he wrote, directed and produced with Italo Spinelli the film Rome Paris Barcelona. In 2002 he directed Il piccolo gioco together with Beniamino Natale and Timor Hakimiyar. Fotografia (colore) / Photography (colour) Paolo Grassini Montaggio / Editing Roberta Cruciani Produzione / Production VideoSet Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 30'

Kanu Sanyal è il secondo naxalita, l'ultimo superstite del gruppo che nel 1969 fondò il partito comunista indiano marxista leninista i cui militanti sono noti come "naxaliti". Il documentario è un'intervista con Sanyal che racconta la storia di un movimento che oggi e' diviso in sei gruppi di cui due clandestini, molto forti in tutto il nord est indiano. Kanu Sanyal is the second Naxalite, the last survivor of a group that in 1969 founded the Indian Marxist Leninist Comunist party, the militants of which are known as the naxalite. The documentary is a interview with Sanyal who describes a movement that today is divided in six groups, two of which are clandestine, that are very strong in all of North-East India.

EUROPA VS. ASIA Italia

LE CENERI DI GANDHI

The ashes of Gandhi

Massimiliano Troiani

Massimiliano Troiani Esordisce accanto al padre, direttore della fotografia, in occasione di diverse inchieste televisive rai e sul set di vari film. In anni più recenti, gira documentari in numerosi paesi africani e poi in India, dove si reca più volte e dove, nel 2002, riceve un invito della Darpana Academy di Ahmedabad. Qui, alterna l'attività di documentarista a quelle di fotografo e regista teatrale. Troiani è collaboratore della rivista India e della trasmissione Radio 3 mondo. Nel maggio 2003, nella foresta amazzonica, gira i documentari Gli indios Guajà e la foresta interrotta e Vite interrotte, un'inchiesta sulla schiavitù. Recentemente ha pubblicato una raccolta di fotografie e appunti di viaggio dal titolo Voci dal cortile. Has started off his career as an assistant to his father, a director of photography, contributing to several movies and RAI television reports. Later on, he has traveled extensively and shot documentaries in Africa and India, where he received an official invitation by the Darpana Academy of Ahmedabad. Here, he has worked as a documentary filmmaker, photographer and stage director. Troiani is also a regular contributor to the magazine India and to the broadcast Radio 3 mondo. In 2003, he carried out two documentaries in the Amazonian rainforest: Gli indios Guajà e la foresta interrotta and a report about slavery entitled Vite interrotte. He has recently published Voci dal cortile, a collection of photographs and travel notes. Sceneggiatura / Screenplay Massimiliano Troiani Fotografia (colore) / Photography (colour) Massimiliano Troiani Montaggio / Editing Riccardo Micalizio Musica / Music Fabio Rossini e Stefano Santoni Voce / Voice Gianni Musi Produzione / Production La Grande Opera Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 35'

Il 30 gennaio 1948 Gandhi fu assassinato. Il giorno successivo Nerhu accese la pira funeraria. Dove finirono le ceneri del Mahatma? Come raccogliere l'eredità politica e spirituale di un uomo che, attuando una strategia senza precedenti, ebbe ragione dell'imperialismo britannico ma, al tempo stesso, fu sconfitto dall'intolleranza politica e religiosa? All'epoca, l'India e Gandhi non riscuotevano grande interesse in Italia, ma qualcuno ricorda ancora il giorno in cui fu diffusa la notizia che il `fachiro mezzo nudo', come Winston Churchill definì il Mahatma, era stato ucciso. Mario Luzi, Mrinalini Sarabhai, Carlo Della Casa, Rossana Gatteschi e militanti indiani della resistenza antibritannica, ripercorrono oggi le ore in cui tre colpi di pistola misero fine alla vita di Gandhi. Gandhi was assassinated on January 30th, 1948. The following day, Nehru set the funeral pile on fire. What happened to the Mahatma's ashes? How to live up to the legacy of a man who, by means of an unprecedented strategy, got the upper hand of British imperialism but, at the same time, was overcome by political and religious intolerance? In Italy, at that time, India and Gandhi did non kindle any special interest, but someone still remembers the day when the news was spread that the `half-naked fakir', as Winston Churchill once called the Mahatma, had been killed. Mario Luzi, Mrinalini Sarabhai, Carlo Della Casa, Rossana Matteschi and some Indian militants of the anti-British movement, recall the time when three gunshots put an end to Gandhi's life.

EUROPA VS. ASIA Paesi Bassi

SANDCASTLES: BUDDHISM AND GLOBAL FINANCE

Alexander Oey

Castelli di sabbia: buddismo e finanza globale

Nato nel 1960, dopo una lunga attività nel campo del montaggio, Alexander Oey esordisce come regista televisivo per l'emittente nazionale olandese. I primi documentari trattano soprattutto d'arte ma, a partire dalla metà degli anni '90, l'interesse del regista si sposta su tematiche sociali. Secondo Oey, l'arte ha perso gran parte della sua energia provocatoria, in aperta contraddizione con il momento storico contemporanea, in cui problematiche come la globalizzazione, la migrazione e le divisioni sociali sono più importanti che mai. La cospicua filmografia di Oey comprende: The Sound of Progress (1988, Rotterdam International Film Festival), The End of Art (1990), World Reformers (1998), Hard Normal Weird (1998, Rotterdam International Film Festival), The End of Ego (2000, Rotterdam International Film Festival), Two philosophers about Zen (2004), The Sound of Contemplation (2004) Born in 1960, Alexander Oey, after a long-running activity in the field of editing, started off as a director with the Dutch national broadcasting company. His early work dealt mainly with arts but, as from the mid nineties, the director's interest shifted to social issues. According to Oey, art has lost a great deal of its provocative power, an overt contradiction in our time, when the issues of globalization, migration and social gaps are more relevant than ever. His extensive filmography includes: The Sound of Progress (1988, Rotterdam International Film Festival), The End of Art (1990), World Reformers (1998), Hard Normal Weird (1998, Rotterdam International Film Festival), The End of Ego (2000, Rotterdam International Film Festival), Two philosophers about Zen (2004), The Sound of Contemplation (2004)

Fotografia (colore) / Photography (colour) Alexander Oey, Marlou van den Berge Montaggio / Editing Alexander Oey Interpreti / Cast Dsongsar Khyentse Rinpoche, Saskia Sassen, Arnoud Boot Produzione / Production Buddhist Broadcasting Foundation Anno di produzione / Year of production 2002 Durata / Running time 30'

L'insegnante tibetano Dzongsar Khyentse Rinpoche (regista del lungometraggio The Cup), il sociologo Americano Saskia Sassan e l'economista olandese Arnoud Boot espongono le loro idee riguardanti il denaro, la realtà e l'economia della compassione. Basata sull'illusione, la globalizzazione può distruggere interi sistemi economici, come abbiamo costatato in occasione della recente crisi asiatica. Tibetan teacher Dzongsar Khyentse Rinpoche (director of the feature film "The Cup"), American sociologist Saskia Sassan and the Dutch economist Arnoud Boot explain their ideas about money, reality and compassionate economy. Based on illusion, global finance is able to destroy entire economies, as we have seen with the crisis in Asia.

EUROPA VS. ASIA Regno Unito

THE BOY WHO PLAYS ON THE BUDDHAS OF BAMIYAN

Phil Grabsky

Il bambino che gioca sui Buddha di Bamiyan

Phil Grabsky Autore e regista di documentari, ha fondato la premiata Seventh Art Productions. Con sede a Brighton, Inghilterra, la Seventh Art Productions realizza documentari per la televisione (BBC, National Geographic e altre emittenti) e per il cinema. Le opere più recenti hanno illustrato una grande varietà di temi, dalla storia della schiavitù in Brasile, ai templi di Borobudur, alla biografia di Pelé.Nel 2001 Grabsky ha diretto Muhammad Ali: Through the Eyes of the World, che ha inaugurato lo Sheffield International Documentary Festival dello stesso anno. The Boy who Plays on the Buddhas of Bamiyan, girato da Grabsky nel 2002/03, è stato presentato e più volte premiato in occasione di rassegne cinematografiche internazionali. Grabsky è anche autore di quattro libri che accompagnano i suoi documentari, oltre ad articoli per le principali testate britanniche, come The Independent e BBC History Magazine. Is a documentary filmmaker who established the award-winning production company, Seventh Art Productions. Based in Brighton, England, Seventh Art Productions makes films for television (BBC, National Geographic and others) and cinema. Recent films have covered subjects such as the history of Brazilian slavery, the temple of Borobudur and a biography of the footballer Pelé. In 2001 Phil directed Muhammad Ali: Through the Eyes of the World, which opened that year's Sheffield International Documentary Festival. The Boy who Plays on the Buddhas of Bamiyan, which Phil filmed in 2002/03, has been selected for competition, and won awards, in film festivals worldwide. Phil has also written four books to accompany his films as well as articles for the major UK newspapers and magazines, such as The Independent and BBC History Magazine.

Fotografia (colore) / Photography (colour) Phil Grabsky Montaggio / Editing Phil Reynolds Musica / Music Dimitri Tchamouroff Produzione / Production Seventh Art Productions Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 96'

"Il loro campo di battaglia è il suo campo di gioco". Per più di 25 anni l'Afghanistan è stato un Paese in guerra. Più di due milioni di civili sono stati uccisi. Nel marzo del 2001, i Talebani hanno raso al suolo la più grande attrazione turistica del Paese, i Budda di Bamiyan. Il documentario illustra, lungo l'arco di un anno, la storia di uno dei profughi, il piccolo Mir Hussain, di otto anni, che vive in una grotta fra le rovine. Their battleground is his playground". For over 25 years, Afghanistan has been at war. Over two million civilians have been killed. In March 2001, the ruling Taliban destroyed Afghanistan's foremost tourist attraction, the Buddhas of Bamiyan. Over the course of a year, this film follows the story of one of the refugees who lives in a cave among the ruins, an eight-year-old boy named Mir Hussain.

EUROPA VS. ASIA Svizzera

FORGET BAGHDAD

Dimenticare Baghdad

Samir

Sceneggiatura / Screenplay Samir Fotografia (colore) / Photography (colour) Nurith Aviv, Philippe Bellaiche Montaggio / Editing Nina Schneider, Samir Musica / Music Rabih Abou-Kahlil Interpreti / Cast Shimon Ballas, Moshe (Moussa) Houri, Sami Michael, Samir , Ella Habiba Shohat Produzione / Production Dschoint Ventschr Filmproduktion, Zurich Anno di produzione / Year of production 2003 Durata / Running time 112

Samir

Nato a Baghdad nel 1955, Samir cresce in Svizzera. Debutta come autore e regista nel 1982. Nel 1994 fonda, insieme al regista Werner Schwizer, la Dschoint Ventschr Filmproduktion. La casa di produzione, con sede a Zurigo, promuove i nuovi talenti cinematografici elvetici. Negli anni '90, oltre a concentrarsi sui suoi progetti come produttore e regista indipendente, dirige numerosi lungometraggi e serie televisive per emittenti private tedesche. Con i suoi film ha ottenuto premi nazionali e internazionali e meritato riconoscimenti per l'aspetto innovativo del suo lavoro. Oggi, Samir è conosciuto per l'unicità della sua opera per il video e il cinema elettronico con oltre quaranta film come Morlove ­ an Ode for Heisenberg (1986), Babylon 2 (1993, Zurich Filmprice), Angelique (1998, Swiss Film price for the best short film) e Forget Baghdad (2002, Award of the Ciritics Week, Locarno). Born in Baghdad in 1955, Samir grew up in Switzerland. He made his debut as a freelance author and director in 1982. In 1994, he cofounded Dschoint Ventschr Filmproduktion with filmmaker Werner Schweizer. The Zurich located production company builds up new Swiss film talents. In the Nineties, besides concentrating on his own projects as an independent producer and director, he worked for German private broadcasting companies, directing several features and series for private channels. His films received national and international awards and also won him recognition for the innovative aspect in his work. Today Samir is well known for his unique work on video and electronic cinema in over 40 films, such as Morlove ­ an Ode for Heisenberg (1986), Babylon 2 (1993, Zurich Filmprice), Angelique (1998, Swiss Film price for the best short film) and Forget Baghdad (2002, Award of the Ciritics Week, Locarno).

Il figlio dello sceicco, Jud Süss, Exodus, True Lies: la star del cinema muto Valentino nei panni del "nobile beduino"; un "avido ebreo" al servizio della causa nazista; Paul Newman dagli occhi blu come ebreo-paladino della libertà in Palestina; il terrorista arabo dal naso adunco e la pelle scura "terminato" da Arnold Schwarzenegger ... un bel pasticcio di memorie cinematografiche! Forget Baghdad riflette sui cliché di cui ebrei e arabi sono stati oggetto in un secolo di cinema e, parallelamente, illustra le biografie di alcuni personaggi straordinari. Negli ultimi anni, si è aperto un vivo dibattito in Israele, soprattutto fra gli intellettuali "mizrahim" (gli ebrei del Medio Oriente). Le loro critiche sono rivolte alla politica di alienazione e strumentalizzazione degli ebrei-arabi, nata con le pretese coloniali della generazione fondatrice del Paese, sotto linfluenza euro-americana. Son of the Sheikh, Jud Süss, Exodus, True Lies: silent film star Valentino as the noble Bedouin; the "greedy Jew" serving the Nazi cause; Paul Newman as the blue-eyed Jewish freedom-fighter in Palestine; the dark-skinned, hook-nosed Arab terrorist annihilated by Arnold Schwarzenegger ... a muddled composite of cinematographic memories! Forget Baghdad is a film reflecting upon the clichés of "the Jew" and "the Arab" in the last hundred years of cinema, combined with the biographies of some extraordinary individuals. Over the past few years, there has been a lively debate in Israel, mainly among intellectual "Mizrahim" (Middle Eastern Jews). Their criticism is directed against the policy of alienation and exploitation of Arab Jews, stemming from the colonial claims asserted by Israels Euro-Americaninfluenced founding generation.

OMAGGIO YOICHI SAI

OMAGGIO A YOICHI SAI

JUKKAI NO MOSUKITO

the Tenth Floor

Una zanzara al decimo piano / A Mosquito on

Sai Yoichi Nato nel 1949, lavora come assistente alla regia di autorevoli maestri quali Nagisa Oshima Nagisa e Murakawa Toru. Nel 1983, debutta alla regia con Jukkai no Mosuquito, presentato alla quarantesima edizione del Festival di Venezia e vincitore di riconoscimenti come miglior regista esordiente al Mainichi Film Contest e al Festival del Cinema di Yokohama. Successivamente, gira un numero considerevole di film per la televisione. Nel 1989, dirige Via Okinawa, film che vince per la miglior sceneggiatura al Festival di Yokohama. Sai Yoichi sale improvvisamente alla ribalta nel 1993, con il film All under the Moon, vincitore di ben cinquantatre premi cinematografici, fra il quali il più prestigioso riconoscimento giapponese, il Kinema Junpo. Il suo successo alla regia seguita con vari titoli, fra i quali Marks Mountain (1995), Buta no Mukui (1998 ­ Premio Don Quixote al Festival di Locarno) e Doing Time (2002, vincitore del Blue Ribbon Director Award e dello Hochi Film Best Film Award). Born in 1949, has worked as an assistant director with such authoritative masters as Oshima Nagisa and Murakawa Toru. He started off his own directorial career in 1983, with Jukkai no Mosuquito, presented at the 40th Venice International Film Festival and award winner in the new directors' category at the Mainichi Film Contest and Yokohama Film Festival. Thereafter, he made a goodly number of TV movies. In 1989, he directed Via Okinawa, which brought him the Best Screenplay Award at the Yokohama Film Festival. In 1993, Sai Yoichi was in limelight nearly overnight: his All under the Moon won fifty-three film awards, including the Kinema Junpo, the most prestigious recognition in Japan. Thenceforth, he has directed successful movies such as Marks Mountain (1995), Buta no Mukui (1998 - Don Quixote Award at the Locarno Film Festival) and Doing Time (2002 ­ winner of the Blue Ribbon Director Award and Hochi Film Best Film Award).

Sceneggiatura / Screenplay Uchida Yuya, Yoichi Sai Fotografia (colore) / Photography (colour) Mori Masaru Musica / Music Ono Katsuo Interpreti / Cast Uchida Yuya, Yoshiyuki Kazuko, Ann Luice, Koizumi Kyoko, Nakamura Reiko, Sato Kei, Miyashita Junko, Kazamatsuri Yuki Produzione / Production New Century producers Anno di produzione / Year of production Durata / Running time 108'

Tokyo. Jukkai no Mosukito è la tragica storia di un poliziotto che ha fallito in tutto e sembra irrimediabilmente condannato a continui insuccessi. Vive in una stanza al decimo piano di un condominio, una sorta di santuario aereo nel quale trova rifugio. Passa qui tutto il suo tempo libero, bevendo sakè scadente, giocando con il suo computer o facendo l'amore con Keiko, una ragazza conosciuta in un bar. Non ha un soldo ed è molto depresso. Braccato dagli usurai, in un accesso di disperazione, finisce per commettere una rapina a mano armata in un ufficio postale ... Nota: Il film si basa su fatti realmente accaduti. Colpito dalla notizia, il cantante rock Uchida Yuya raccoglie i fondi per la produzione, scrive la sceneggiatura insieme a Sai Yoichi ed interpreta il ruolo principale. Tokyo. Jukkai no Mosukito is the tragic story of a policeman who has never succeeded in anything in life and seems to be hopelessly bound to failure in all his undertakings. He lives in small room on the tenth floor of an apartment building, an aerial sanctuary where he seeks refuge. He spends all his spare time there, drinking cheap sake, playing computer games or making love with Keiko, a girl he has met in a bar. He is broke and depressed. Chased by loan-sharks, in a fit of despair he commits an armed robbery in a post office... Note: The movie is based on a true story. Impressed by this incident, Japanese rock singer Uchida Yuya raised production funds, wrote the script together with director Sai Yoichi and acted as chief character.

OMAGGIO A YOICHI SAI

TSUKI WA DOCCHI NI DETE IRU

Tutto sotto la luna / All under the Moon

Sceneggiatura / Screenplay Chong Ui Shin, Yoichi Sai Fotografia (colore) / Photography (colour) Fujisawa Jun'ichi Musica / Music Sakuma Masahide Interpreti / Cast Kishitani Goro, Ezawa Moeko, Ruby Moreno, Ogi Shigemitsu, Arizono Yishiki, Endo Ken'ichi, Maro Akaji, Kunimura Jun, Serizawa Masakazu, Kaneda Akio, Hagiwara Masato, Furuoya Masato Produzione / Production Cine Qua Non Films Anno di produzione / Year of production 1993 Durata / Running time 109'

Kang Nam Chung, nord-coreano nato in Giappone, lavora come autista per Kim Seil, un ex compagno di scuola, ora titolare di un'azienda di taxi a Tokyo. I suoi compagni di lavoro formano una squadra davvero singolare: un nuovo autista senza alcun senso dell'orientamento, un ex pugile che afferma di odiare i coreani e un immigrato clandestino iraniano. Chung Nam occupa il suo tempo con le donne. A causa degli infruttuosi tentativi con le coreane e di una madre che non gradisce le giapponesi, Chung Nam finisce per corteggiare Connie, una recalcitrante ragazza filippina. Intanto, Kim Seil investe una fortuna in un terreno da golf. L'impresa fallisce e Kim Seil è costretto a cedere la sua azienda a un malvivente. Inizialmente, Kim Seil decide di dar fuoco allo stabile ma, ripensandoci... Il regista, a sua volta coreano nato sotto la bandiera del sol levante, si occupa spesso dei problemi affrontati dagli stranieri nel Paese ma, astenendosi dalle polemiche, preferisce dipingere con ironia le assurdità del Giappone contemporaneo. Kang Chung Nam, a Japan-born North Korean, works as a driver for Kim Seil, a former schoolmate who now owns a cab company in Tokyo. Chung Nam's fellow workers make up an odd team indeed, including a newly employed driver with no sense of direction, a former boxer who claims a bitter aversion to Koreans and an illegal immigrant from Iran. Chung Nam keeps busy running after women. Because of fruitless attempts with Koreans and his mother objecting to Japanese women, Chung Nam ends up courting Connie, a reluctant Filipino girl. Meanwhile, Kim Seil determines to invest a fortune in a golf course. The venture is a failure and Kim Seil is forced to hand his company over to a gangster. At first, Kim Seil determines to burn the building down but, on second thoughts ... Director Sai, himself a Japan-born Korean, often deals with the problems faced by foreigners living in Japan but, refraining from diatribe, he rather uses irony to depict the absurdities of contemporary Japan.

OMAGGIO A YOICHI SAI

MAKUSU NO YAMA

Marks mountain

Sceneggiatura / Screenplay Maruyama Shoichi, Sai Yoichi Fotografia (colore) / Photography (colour) Hamada Takeshi Montaggio / Editing Kenji Goto Musica / Music Tim Donahue Interpreti / Cast Ki-Chi Nakai, Masato Hagiwara, Masato Furuoya, Ittoku Kishibe, Takuzo Kakuno Produzione / Production Shochiko Co. Ltd Anno di produzione / Year of production 1995 Durata/Running time 105'

Tokyo: un gangster di nome Hatakeyama Hiroshi è stato assassinato a Yagumo, un quartiere chic di Tokyo. La morte è stata causata da un'arma assai singolare. La Settima Squadra Omicidi è incaricata delle indagini. Nelle sue fila è Aida Yuchiro, un agente molto dotato ma incline ad agire solo. Nel giro di pochi giorni, nel quartiere di Oji, è commesso un secondo omicidio. La vittima, l'ispettore capo Matsui Koji, è stata apparentemente uccisa con la stessa arma usata per sopprimere Hatakeyama. Il delitto infervora la Settima Squadra ma il nuovo caso è stato affidato alla Decima. Fra le due rivali cominciano i dissapori e un terzo omicidio viene a complicare ulteriormente le indagini. Rimane la questione di quale legame sussista fra tre vittime che, a prima vista, sembrano non aver niente in comune. Chi c'è dietro i brutali omicidi? Le risposte sono nelle mani di "Marks" ... Tokyo: a mobster named Hatakeyama Hiroshi is found murdered in Yagumo, a classy residential area, his death caused by an odd kind of weapon. The Seventh Homicide Squad takes charge of the investigations. Among them is Aida Yuchiro, a very skilled officer but one who tends to act as a loner. Within a few days, a second murder is committed, this time in the district of Oji. The victim, chief detective Matsui Koji, was apparently killed in much the same way as Hatakeyama. The crime stirs the Seventh Squad up but is turns out that the Tenth Squad has been assigned the new case. The rival teams start squabbling and a third murder comes to make things even more complicated. The question remains as to what is the link between the three seemingly unrelated victims. Who is behind these brutal killings? The answers lie in the hands of "Marks"...

OMAGGIO A YOICHI SAI

KEIMUSHO NO NAKA

Scontando la pena / Doing Time

Sceneggiatura / Screenplay Maruyama Shoichi, Nakamura Yoshihiro, Wi Shing Chong Fotografia (colore) / Photography (colour) Hamada Takheshi Montaggio / Editing Kawase Isao Musica / Music Sasaki Tsuguhiko Interpreti / Cast Tsutomu Yamazaki, Teruyuki kagawa, Tomorowo Taguchi, Yutaka Mtsushige, Toshifumi Muramatsu Produzione / Production Be-Wild co., Eilisei Gekijo co. Anno di produzione / Year of production 2002 Durata / Running time 93'

Prigione di Hidaka, Isola di Hokkaido. Hanawa Kazuichi deve scontare una pena di tre anni. Qui, i fatti più insignificanti della vita sono il più grande diletto dei detenuti: come godersi la festa di capodanno, chi ha i capezzoli più grandi, quale sarà il prossimo film proiettato ...? Un giorno, Kazuichi subisce una punizione e, mentre lavora in uno stato d'estasi, si domanda: "Perché la vita è tanto meglio qui che fuori? Potrei passare in carcere il resto dei miei giorni e non pentirmene ... Ah, keimusho no naka! Keimusho no Naka, adattamento di una storia a fumetti basata su una reale esperienza del disegnatore, è una sorta di peep-show sulla vita quotidiana in una prigione. Il film è una pura, irriverente commedia, senza colpi di scena, guardie dispotiche o evasioni. Ironicamente, la prigione sembra il più pacifico dei santuari nel Giappone contemporaneo. Hidaka Prison, Hokkaido. Hanawa Kazuichi has been sentenced to a three-year imprisonment. Here, the most trifling facts of life become the inmates' utmost amusement: how to enjoy their New Year's Eve party, who has the biggest nipples, what movie is going to be screened next ...? One day, Kazuichi is inflicted a punishment. While working in a state of rapture, he wonders: "Why is life so much better here than outside? I could spend the rest of my life here and I wouldn't regret it ... Ah, keimusho no naka! An adaptation of a comic based on the cartoonist's own experience, Keimusho no Naka is a peep-show-like gaze at everyday life in prison. The film is a pure, irreverent comedy with no remarkable incidents, no tyrannical guards and no runaways. Ironically enough, prison seems to be the most peaceful sanctuary in contemporary Japan.

OMAGGIO A YOICHI SAI

QUILL

Sceneggiatura / Screenplay Maruyama Shoichi, Nakamura Yoshihiro Fotografia (colore) / Photography (colour) Fujisawa Junichi Montaggio / Editing Kawase Isao Musica / Music Kuricorder Quartet Interpreti / Cast Kobayashi Kaoru, Shiina Kippei, Kagawa Teruyuki, Natori Yuko, Toda Keiko, Terajima Shinobu, Kurotani Tomoka Produzione/ Production Shochiku Co. Ltd. Anno di produzione / Year of production 2004 Durata / Running time 100'

Quill, un cucciolo di Labrador, è facilmente identificabile per via di una curiosa macchia sul fianco, somigliante a un uccello con le ali spiegate. La vita di Quill cambia drasticamente quando il proprietario, che vuole farne un cane per ciechi, lo separa dalla madre, lo assegna a "genitori adottivi" e, infine, lo affida a un centro d'addestramento. Il docile Quill è quindi affiancato a un uomo che, sulle prime, è riluttante all'idea di un cane-guida. Un incidente, tuttavia, indurrà uomo e animale, apparentemente incompatibili, a contare l'uno sull'altro. Quill sperimenta molti incontri e separazioni nella sua vita di cane-guida e concede a tutti il dono della fiducia e di un amore incondizionato. Il legame con il nuovo padrone/compagno, il quale riscopre la gioia di vivere, si fa ogni giorno più forte. I due, tuttavia, dovranno presto affrontare un'improvvisa e triste separazione ... "Quill, quando cammino insieme a te, comprendo cosa significhi essere vivi". Ispirato a una storia realmente accaduta. Quill, a pup Labrador retriever, is easily identifiable by a curious pattern on its side that resembles a bird spreading its wings. Its owner wants Quill to be trained as a guide dog. The pet's life drastically changes when it is taken away from its mother, assigned to "foster parents" and, eventually, enters a training center. The gentle Quill is then teamed up with a man who, at first, is reluctant to take to a guide dog. Then, an incident causes the seemingly incompatible man and dog to come to rely on each other. Quill experiences many encounters and farewells in his daily life as a guide dog and tenderly gives everyone his unconditional love and trust. The bond between Quill and the owner/partner, who rediscovers the joy of life, grows everyday stronger. The two of them though, will soon have to face a sudden and sorrowful parting... "Quill, When I walk with you, I realize what it is to be alive". Based on a true story.

FOCUS SU TOKIO

FOCUS SU TOKYO

TOKYO NO EIYU

Tokyo hero

Hiroshi Shimizu

Hiroshi Shimizu Nasce nella Prefettura di Shizuoka, nel 1903, e muore a Kyoto, nel 1996. Nel 1922 lavora come assistente alla regia presso gli studi Kamata Shochiku. Promosso alla regia all'età di ventuno anni, il suo primo film, Toge no Kanata (1924), gli vale la reputazione di artista di grande talento. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, fonda gli studi Hachinosu Eiga. Ciò gli permette di lavorare come regista indipendente e di girare film quali Children of the Beehive (1948), in cui recitano piccoli senza tetto da lui stesso adottati e allevati. Dirige inoltre alcuni film per la ShinToho e la Daiei, l'ultimo dei quali, Hana no Omokage, nel 1959. Shimizu ha firmato la regia di ben 163 film nell'arco della sua carriera. Shimizu godeva di una grande reputazione fra gli altri maestri dell'epoca, tra cui Ozu e Mizoguchi che lo consideravano "un genio". I suoi film, caratterizzati da un'arguzia e un umorismo straordinari, posseggono un fascino davvero unico. Was born in Shizuoka Prefecture, in 1903, and passed away in Kyoto, in 1996. In 1922, he join Kamata Shochiku's studios as an assistant director. Raised to the rank of director by the age of 21, his first film, Toge no Kanata (1924), earned him a reputation as a talented director. After World War II, he established the Hachinosu Eiga studios. This allowed him to work independently and to direct films such as "Children of the Beehive" (1948), in which he employed homeless children he had taken in and raised himself. He also directed films for Shin-Toho and Daiei, the last of which, Hana no Omokage, he made in 1959. Shimizu directed a total of 163 films over his career. Shimizu was highly regarded by other master filmmakers of his era, between which Ozu e Mizoguchi, who considered him "a genius". Shimizu's films are uniquely witty and humorous and possesses a charm all their own. Sceneggiatura / Screenplay Arata Masao Fotografia (colore) / Photography (colour) Nomura Ko Musica / Music Saotome Hikaru Interpreti / Cast Yukichi Iwata, Mitsuko Yoshikawa, Jun Yokoyama, Tokkan Kozo Produzione / Production Shochiku Co. Ltd. Anno di produzione / Year of production 1935 Durata / Running time 64'

Per amore della matrigna, che lo ha cresciuto da sola, un giovane diventa corrispondente di un giornale e perseguita il padre, un truffatore senza scrupoli. For the sake of his stepmother, who raised him all on her own, a young man becomes a newspaper reporter and pursues his father, a reckless swindler.

FOCUS SU TOKYO

GINZA GESHO

Ginza cosmetics

Mikio Naruse

Mikio Naruse (1905-1969), esordisce giovanissimo nel cinema: dal 1920 al 1930 lavora, comE TUttofare prima e come aiuto regista poi, per la casa di produzione Shochiku. Debutta alla regia nel 1930, con due commedie farsesche (Chambara fufu e Junjo). Del 1935 è Tsuma yo bara no yoni, vincitore del premio "Kinema Junpo" e primo film giapponese proiettato a New York. Fra i temi più cari al regista di Tokyo, la famiglia come primo nucleo della società. Cupo e pessimista, si è più volte ispirato alla scrittrice Hayashi Fumiko, traendo dai suoi romanzi alcune delle opere più importanti della sua filmografia come Meshi (1951), Inazuma (1952) e Ukigumo (Floating Clouds, 1956), considerato il suo capolavoro. Ukigumo e Horoki (del 1962, è la trasposizione di un romanzo autobiografico della Hayashi). Midaregumo (1967), una storia d'amore assai toccante, è l'ultimo dei suoi 87 film. Naruse è considerato uno dei più grandi maestri dell'epoca d'oro del cinema giapponese. Born in Tokyo (1905-1969), began his cinematographic career at a very early age: from 1920 to 1930, he worked for Shochiku production, first as a factotum then as an assistant director. He made his debut as a director in 1930, with two comedies (Chambara fufu and Junjo). In 1935, he directed Tsuma yo bara no yoni, winner of the "Kinema Junpo" award and first Japanese movie to be screened in New York. Among the director's favorite themes are the family as the primal nucleus of society. Gloomy and pessimistic, he was often inspired by the writer Hayashi Fumiko, adapting from her novels some of his most important works such as Meshi (1951), Inazuma (1952) and Ukigumo (Floating Clouds, 1956), the latter being regarded as his masterpiece. Ukigumo and Horoki (1962; an adaptation of an autobiographical novel by Hayashi). Midaregumo (1967), a Sceneggiatura / Screenplay Kishi Matsuo Fotografia (B/N) / Photography (B/W) Mimura Akira Montaggio / Editing Hidetoshi kasama Musica / Music Suzuki Seiichi Interpreti / Cast Tanaka Kinuyo, Nishikubo Yoshihiro, Hanal Ranko, Hori Yuji, Kagawa Kyoko, Yanagi Eijiro, Kiyokawa Tamae, Mishima Masao, Tono Eijiro Produzione / Production Shin Toho Anno di produzione / Year of production 1951 Durata / Running time 87'

Yukiko lavora come entraineuse a Tokyo, nel quartiere di Ginza. Intanto, si prende cura di Haruo, il bimbo natole a seguito di una relazione con un uomo sposato. La notte, con riluttanza, Yukiko lascia il piccolo solo: deve badare ai clienti, i cui desideri sessuali, tuttavia, si rifiuta di assecondare. Un giorno, Shizue, l'amante di un uomo d'affari di Kansai, le chiede di accompagnare Kyosuke, un amico giunto a Tokyo proprio mentre vi si trova anche il suo ricco cliente. Yukiko accetta di mostrare la città a Kyosuke, cercando in tutti modi di nascondergli la vera attività sua e di Shizue. Yukiko si sente attratta dalla correttezza dell'uomo e considera l'opportunità di lasciare Tokyo insieme a lui... Ginza Gesho è uno dei primi esempi del ritratto psicologico di donna tormentata ma di gran dignità, cui Naruse si dedicò assiduamente negli anni '50. Yukiko works as a bar hostess in the Ginza area of Tokyo. Meanwhile, she looks after Haruo, a child she gave birth after a liaison with a married man. Yukiko reluctantly leaves Haruo alone to work late at night, tending customers whose sexual wishes, however, she refuses to yield to. One day, Shizue, the mistress of a businessman from Kansai, asks her to attend to Kyosuke, a friend who happens to be in Tokyo at the same time as her patron. Yukiko agrees to show Kyosuke around Tokyo, while taking pains not to reveal her and Shizue's real occupation. Yukiko starts feeling attracted by Kyosuke's earnestness and considers the chance to run away from Tokyo with him... Ginza Gesho is one of the earliest examples of the psychological portraits of troubled but dignified women, which Naruse devoted himself to throughout the 1950s.

FOCUS SU TOKYO

AKASEN CHITAI

Street of shame

Kenji Mizoguchi

Kenji Mizoguchi (1898-1956), "il più grande cineasta del mondo", nasce a Tokyo da una modesta famiglia di artigiani. S'interessa prima al teatro, quindi si rivolge al cinema e lavora come assistente alla regia per la casa di produzione Nikkatsu. Nel 1923, firma la sua prima regia, Il giorno della rinascita dell'amore, ispirato a Resurrezione di Tolstoj, un film purtroppo andato perduto. Il consenso della critica arriva con Osaka Elegy e Sister of the Gion (1936), film di realismo sociale su sceneggiatura di Yoda Yoshikata che diventerà suo stabile collaboratore. Nel 1942, la Shochiku di Kyoto gli affida la realizzazione di un classico della letteratura giapponese, I quarantasette Ronin, considerato uno dei capolavori del regista. Mizoguchi conquista la notorietà internazionale con Vita di O-Haru, donna galante (1952), Tales of Ugetsu (1953, I racconti della luna pallida d'agosto) e L'intendente Sanshô (1954), nuovamente incentrati sulla contrapposizione tra individuo e società. Kenji Mizoguchi (1898-1956), «the greatest filmmaker in the world», was born in Tokyo, the son of modest artisans. Initially, he took interest in drama; then he switched to filmmaking and joined Nikkatsu Production as an assistant director. In 1923, he directed his first and unfortunately lost movie, inspired by Tolstoj's Resurrection. The praise of the critics came with Osaka Elegy and Sister of the Gion (1936), two fine examples of social realism on film, written by Yoda Yoshikata who would then become one of Mizoguchi's steady collaborators. In 1942, Kyoto's production company Shochiku entrusted him with the direction of The Forty-seven Ronins. The movie, based on a classic of Japanese literature, is still considered one of the director's masterpieces. Mizoguchi earned his international fame with Life of O-Haru (1952), Tales of Ugetsu (1953) and Legend of Bailiff Sanshô (1954), again centered on the individual as opposed to society at large. Sceneggiatura / Screenplay Narusawa Masahige Fotografia (colore) / Photography (colour) Miyagawa Kazuo Montaggio / Editing Kanji Sugawara Musica / Music Mayuzumi Toshiro Interpreti / Cast Wakao Azako, Kyo Machiko, Mimasu Aiko, Machida Hiroko, Kogure Michiyo, Kawakami Yasuko, Shindo Eitaro, Sawamura Sadako, Harumoto Fujio, Toake Hisao Produzione / Production Daiei Anno di produzione / Year of production 1956 Durata / Running time 85'

Tokyo 1956: Yumeko, Yasumi, Hanae, "Mickey" e Yorie provvedono al proprio sostentamento lavorando come prostitute in un club di nome "Yume no Sato" (approssimativamente traducibile con "Casa, dolce casa"). Street of Shame narra le loro vicende e traversie nel periodo che precede la ratifica del decreto governativo contro la prostituzione. Mizoguchi aveva già dedicato un film alle prostitute, Yoru no Onnatachi (1948), ambientato nel Giappone dell'immediato dopoguerra. Street of Shame ritrae donne che si battono in difesa dei propri diritti contro una società sciovinista, contrariamente a tanti film girati all'epoca, il più delle volte caratterizzati da una sorta di passiva consapevolezza dei loro problemi. Immediatamente dopo la distribuzione del film, il decreto anti-prostituzione è ratificato. Cinque mesi più tardi, muore Mizoguchi. Tokyo, 1956: Yumeko, Yasumi, Hanae, "Mickey" and Yorie earn their living as prostitutes in a club called "Yume no Sato" (which could be approximately rendered as "Home Sweet Home").Street of Shame narrates their vicissitudes and mishaps just before the ratification of the Anti-Prostitution Act. Kenji Mizoguchi had already portrayed Japanese prostitutes soon after World War II, in Yoru no onnatachi (1948). Street of Shame portrays women who fight for their rights against a male chauvinist society, instead of conveying a feeling of passive awareness of their troubles which, at that time, was common to many Japanese films. It was right after this film had been released that the AntiProstitution Act was finally ratified. Five months later director Mizoguchi passed away.

FOCUS SU TOKYO

TOKYO NAGAREMONO

Tokyo drifter

Seijun Suzuki

Seijun (Seitaro) Suzuki Nasce a Tokyo nel 1923. Tra il 1956 e il 1968, dirige trentanove lungome-traggi per gli studi Nikkatsu, soprattutto film d'azione e "yakuza", storie tratte da racconti popolari, piene di intrighi e personaggi spericolati, spesso connotate da una forte ironia (Nikutai no mon, 1964; Koroshi no rakuin, 1967). A causa di aspre divergenze, Branded to Kill (1968) conclude la sua collaborazione con la Nikkatsu. Negli anni '80, ormai salutato come un grande maestro, raccoglie un largo consenso, soprattutto con il film Heat-Haze Theatre (1981), ma è con il recente Pistol Opera (2001) che Suzuki torna ad essere un punto di riferimento per pubblico e critica. Was born in Tokyo, in 1923. From 1956 to 1968, he directed thirtynine features for Nikkatsu Studios, mainly action and "yakuza" movies, adapting popular tales with lots of intrigues and daring characters, often with remarkable irony (Nikutai no mon, 1964; Koroshi no rakuin, 1967). Due to bitter disagreements, Branded to Kill (1968) concludes his association with Nikkatsu. By then acknowledged as a master, Suzuki has received enthusiastic reviews in the eighties, especially for HeatHaze Theatre (1981). It is with his recent Pistol Opera (2001), however, that Suzuki has become again a reference point for critics and audiences alike. Sceneggiatura / Screenplay Yasunori Kawauchi Fotografia (colore) / Photography (colour) Mine Shigeyoshi Montaggio / Editing Shinya Inoeu Musica / Music Kaburagi So Interpreti / Cast Watari Tetsuya, Matsubara Chieko, Nitani Hideaki, Kita Ryuji Produzione / Production Nikkatsu Anno di produzione / Year of production 1966 Durata / Running time 83'

Hondo Tetsuya è un giocatore d'azzardo anche noto come "Fushicho-No-Tetsu" ("Tetsu la Fenice"). Tetsuya causa troppi problemi a una gang rivale ed è costretto a lasciare Tokyo per qualche tempo. Intraprende perciò un viaggio che si rivelerà lungo e pieno d'insidie. Prima si dirige a Nord-Est, verso Niigata ma sia la polizia, sia i nemici lo rintracciano e Tetsuya salva a stento la vita. Quindi, si dirige a sud, verso l'isola di Kyushu ma neanche laggiù trova un rifugio sicuro e comincia a pensare che l'unica soluzione sia tornare a Tokyo. The gambler Hondo Tetsuya, alias "Fushicho-No-Tetsu" ("Tetsu the Phoenix"), causes a rival gang too much trouble and is forced to leave Tokyo for a while. He then sets out on a journey that will turn out to be a long and perilous one. First, he heads northeast for Niigata, but both the police and his enemies track him down and he barely escapes death. He then heads south for Kyushu but finds no hideaway there either and starts realizing that the only solution for him is to return to Tokyo.

FOCUS SU TOKYO

TOKYO SENSO SENGO HIWA

The man who left his will on film

Nagisa Oshima

Nagisa Oshima Nasce a Tokyo nel 1932. Nel 1954 vince un concorso indetto dalla Shochiku ed è assunto come aiuto regista. Durante il suo apprendistato, scrive sceneggiature e recensioni cinematografiche. Nel 1960 dirige tre film su gioventù e movimenti politici che lo consacrano uno dei registi più importanti della nouvelle vague giapponese. Dalla seconda metà degli anni '60 produce i suoi film e approfondisce il tema della rivoluzione sociale in relazione a famiglia, autorità e di tradizione, costruendo un complesso quadro ideologico e politico del Giappone. Nei successivi Realm of the Senses (1976), Empire of Passion (1978), Max, My Love (1986), fino al recente Taboo (1999) predilige il tema dell'eros. Nagisa Oshima was born in Tokyo in 1932. In 1954, he won a competition published by Shochiku and was hired as an assistant director. During his apprenticeship, he wrote scripts and film reviews. In 1960, Oshima directed three movies about youth and political movements, which established him as one of the leading directors of the Japanese nouvelle vague. As from the middle Sixties he starts producing his own movies and thoroughly investigated the theme of social revolution as related with family, authority and tradition, drawing a rather complex political and ideological picture of Japan. In the following Realm of the senses (1976), Realm of Passion (1978), Max, my love (1986), up to the recent Taboo (1999), Oshima has had a preference for erotic themes. Nota La copia di The man who left his will on film appartiene alla collezione del National Film Centre (NA Museum of Modern Art), Tokyo. Note The print of The man who left his will on film is from the collection of the National Film Centre (NA Museum of Modern Art), Tokyo Sceneggiatura / Screenplay Nagisa Oshima, Tamura Tsutomu, Sasaki Mamori, Hara Masataka Fotografia(B/N) / Photography (B/W) Narushima Toichiro Montaggio / Editing Uraoka Keiki Musica / Music Takemitsu Toru Interpreti / Cast Goto Katsuo, Iwasaki Emiko, Fukuoka Sugio, Isogai Hiroshi, Hashimoto Kazuo Produzione / Production Oshima Production Anno di produzione / Year of production 1970 Durata / Running time 94'

Uno studente militante di sinistra sparisce in circostanze misteriose. Uno dei suoi compagni teme possa essersi suicidato. Ne parla con la fidanzata ma i due sono troppo diversi e... A leftist militant student disappears under mysterious circumstances. One of his friends is afraid he may have killed himself. He talks to his girlfriend about his worries but they are so different that...

FOCUS SU TOKYO

BOUNCE KO GALS

Leaving - Bouncing young girls

Harada Masato

Harada Masato È uno dei più versatili nel novero dei registi new wave giapponesi emersi fra gli anni '80 e '90. Si è imposto come artista di sicuro talento, con una serie di titoli divenuti ormai cult-movie. Nato nel 1949, si è rivolto alla regia cinematografica dopo una carriera iniziale di critico. Grazie a film come Heartbreak Yakuza (1987) e Kamikaze Taxi (1995), ha infuso nuova vita nel genere "gangster" giapponese. Nel 1988 dirige e firma la sceneggiatura dello storico film cyberpunk Gunhed. Con Bounce ko Gals, Harada è tornato al suo ambito preferito, la cronaca della vita sotterranea nell'odierna Tokyo. Altri film a suo nome sono: Goodbye Flickmania (1979) Windy (1984) Out of focus (a.k.a. Indecent Exposure) (1985) e Rowing Through (1996). One of the most versatile in the number of new wave Japanese directors to emerge in the eighties and nineties, Harada Masato has established himself as proven talent with a series of cult hits to his name. Born in 1949, he turned to film directing in 1979, after an initial career as a critic. Thanks to films such as Heartbreak Yakuza (1987) and Kamikaze Taxi (1995), he breathed new life into the Japanese gangster-movie genre. In 1988, he directed and co-wrote the cult cyberpunk film Gunhed. With Bounce ko Gals, Harada has returned to his favourite milieu, the chronicle of modern-day Tokyo's underside. Other movies to his credit are: Goodbye Flickmania (1979) Windy (1984) Out of focus (a.k.a. Indecent Exposure) (1985) and Rowing Through (1996). Sceneggiatura / Screenplay Harada Masato Fotografia (colore) / Photography (colour) Sakamoto Yoshitaka Montaggio / Editing Abe Hirohide Musica / Music Kawasaki Masahiro Interpreti / Cast Sato Hitomi, Sato Yasue, Okamoto Ykiko, Muratami Jun, Yazawa Shin, Momoi Kaori, Yakusho Koji Produzione / Production Maruyama Hiroshi Anno di produzione / Year of production 1997 Durata / Running time 109'

La giornata comincia alle 15,00 per le ragazze, quando termina la scuola. Mentre Junko incontra gli amici, Raku accompagna Maru alla clinica per abortire. Più tardi andranno a fare spese. Raku se ne va presto quel pomeriggio, per un servizio pornografico. Maru, invece, s'imbatte in un cliente che, più tardi, si rivela un gangster e pretende che la ragazza lavori per lui. Quando Junko incontra il malvivente per negoziare sulle sorti di Maru, riceve a sua volta un avvertimento: o lavorino entrambe per conto della yakuza, o smettano definitivamente. Finora è stata una giornata alquanto ordinaria. Lisa, una ragazza che Raku ha incontrato sul set, sta per cambiare le cose. È diversa da chiunque altro Raku abbia mai incontrato: c'è aria di purezza e di speranza intorno a Lisa, un'aria che la distingue dalle "ko gals" del quartiere di Shibuya. A girl's day begins at 3.00, when school breaks up. While Junko goes to meet her friends, Raku accompanies Maru to the abortion clinic. Later on they go shopping. Raku leaves early to go to a porn shoot. Maru picks up a client who he turns out to be a gangster and wants her to work for him. When Junko goes to negotiate on Maru's behalf, she's warned off too; either they do business on account of the yakuza or quit right away. So far, it's been a pretty ordinary day. Lisa, a girl Raku has met at the shoot, is about to change that. She's not like anyone Raku has met before: there's an aura of purity and hope around her that makes her stand out of the number `ko gals' of Shibuya district.

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