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FAC-SIMILE DI RICORSO PRESENTATO ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DA PARTE DEL RAG. GAETANO SALVATORE ZITO

ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI M.......... ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI ............................ OGGETTO: RICORSO Avverso Provvedimento di diniego rimborso IVA anno 2000 protocollo xxxx emesso il 16/01/2006 e notificato il 24/01/2006 Ill.mo Signor Presidente e Signori Giudici Il sottoscritto xxxxxx nato a xxxx il xxxxx e residente in xxxx (..) Via xxx cod. fisc xxxxxxxxx elettivamente domiciliato in ..... via ..... presso lo Studio del Rag

Io sottoscritto xxntonino delego a rappresentarmi e difendere, in ogni stato e grado del presente processo nell'eventuale giudizio cautelare, di ottemperanza ed esecutivo con facoltà di conciliare, il Rag. Gaetano Salvatore Zito del Collegio dei Ragionieri di ..... ____________________

Gaetano Salvatore Zito, Commercialista, il quale lo rappresenta e difende giusta procura rilasciata a margine al presente atto. PREMESSO Che in data 14/02/2005 a seguito controllo formale del modello UNICO 2002 relativo all'anno 2001, l'Agenzia delle Entrate ufficio di S.A.M. emetteva avviso bonario di contestazione / rettifica per euro 13.866,39 recuperando IVA per euro 11.746,75 oltre sanzioni ed interessi, per mancato riconoscimento del credito anno

e vera ed autentica

precedente in quanto non risultava presentato il modello UNICO 2001 relativo all'anno 2000. Che in data 07/03/2005, il ricorrente, riconoscendo l'addebito provvedeva a pagare l'importo richiesto. Che in data 11/04/2005 protocollo 2005/13347, giusta previsione normativa in caso di omissione della dichiarazione, avanzava istanza di rimborso dell'iva relativa

all'anno 2000 per lire 22.746.000 pari ad euro 11.747,33 quale credito non riconosciuto in detrazione nell'anno successivo. Ciò premesso Pagina 1 di 1

Il sottoscritto xxxxx Antonino, come in atto rappresentato e difeso RICORRE Verso il provvedimento di diniego 2754 emesso il 16/01/2006 e notificato il

24/01/2006 esponendo in via preliminare, per maggiore chiarificazione i seguenti fatti: In data 31/07/2001, nei termini previsti dal DPR 322/98 art 3 (modalità di

presentazione delle dichiarazioni), consegnava all'intermediario responsabile della trasmissione "xxxxxxxxxxxx" sede di ..... codice fiscale ..........., il modello UNICO 2001 dallo stesso predisposto per mezzo di altra associata interna di ....." con sede in T., tenutario delle scritture contabili. Che a seguito reiterare richieste della ricevuta di presentazione, l'intermediario, come sopra identificato, avendo omesso a suo tempo la trasmissione del modello, trasmetteva il modello Unico in data 10/03/2005 giusto protocollo ......280 la cui ricevuta viene allegata. Che nella dichiarazione la cui copia a suo tempo era stata consegnata al ricorrente, non veniva chiesto rimborso ma riporto dell'eccedenza in detrazione e/o compensazione, come in effetti è avvenuto. L'ufficio nelle motivazioni di diniego solleva le seguenti eccezioni: dichiarazione prodotta fuori termine e quindi omessa. Il rimborso ai sensi degli artt 30 e 38 bis poteva essere richiesto nei tempi previsti e cioè dal 2/2/2001 e fino al 31/10/2001 direttamente al Concessionario per mezzo di apposito modello VR 2001. anche in caso di omissione della dichiarazione. In difetto e in caso di mancata presentazione della dichiarazione il xxxxxxx Dell'area

rimborso andava richiesto direttamente all'Agenzia delle Entrate entro i termini di cui all'art. 21 del D.Lgs 546/92 cioè entro il termie di due anni.

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Che

il ricorrente, nella nota di richiesta precisava che il modello, anche se

considerato omesso, poteva essere presentato nei tempi e modi previsti dall'art 2 comma 8 DPR 322/98. Il ricorrente, esposte le superiori premesse e circostanze osserva: IN DIRITTO DIRITTO AL RIMBORSO E TERMINI PER LA RICHIESTA L'art. 21 testualmente recita " ...... La domanda di restituzione, in mancanza di

disposizione specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione"

In tal senso a sfavore dei ricorrente la pronuncia della Corte di Cassazione sentenza 16477 del 20/08/2004 in una fattispecie analoga relativa agli anni 1985 e 1986 dove il rimborso veniva chiesto a distanza di ben quattro anni dalla data prescritta per la presentazione. Si sottopone il caso in esame al giudizio dell'Onorevole Commissione alla luce delle seguenti norme successive al caso esaminato dalla Corte di Cassazione e sopra citato.. L'art 3 del DPR 322/98 della dichiarazione, in particolare il comma 8 sulla validità di presentazione

la quale è validamente presentata al momento della

consegnata alla banca o ufficio postale o al momento della trasmissione per tramite gli intermediari, nel primo caso si solleva il dichiarante da eventuali inadempienze della trasmissione; nel secondo caso, atteso che la norma prevede la consegna all'intermediario e successivamente la trasmissione da parte di quest'ultimo, non si solleva il dichiarante da omissioni o inadempienze commesse dall'intermediario. Con chiara disparità tra chi consegna la dichiarazione in banca o ufficio postale e chi in buona fede consegna la dichiarazione ad un intermediario abilitato. A nulla valendo il rispetto della data di consegna.

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L'art. 2 comma 8

DPR 322/98 che, salvo applicazioni di sanzioni, consente la

rettifica delle dichiarazioni entro il termine prescrizionale di cui all'art 43 del DPR 600/73 e cioè entro il 31 dicembre del quarto anno successivo. L'Agenzia delle Entrate ufficio di S.A.M., non osta il rimborso a causa della mancata presentazione o omessa dichiarazione, quindi implicitamente riconosce il diritto al rimborso della somma, giusto orientamento del Ministero e di costante

giurisprudenza, in particolare la circolare 98 del 17/05/2000 punto 8.1.1 capoverso 3 " la dichiarazione rettificativa presentata oltre il termine di novanta giorni dalla

scadenza del termine di presentazione della dichiarazione originaria si considera omessa, ma da' titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in essa indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta. Eventuali crediti emergenti in questa sede possono essere soltanto richiesti a rimborso."

Aggiunge, l'agenzia, e sempre secondo l'orientamento ministeriale Risoluzione 60 del 8/05/2001 "la presentazione del modello VR da diritto al rimborso anche in caso di mancata presentazione della dichiarazione" Il ricorrente non presenta il modello VR (richiesta di rimborso) perché non era nelle sue intenzioni chiedere rimborso ma semplice riporto dell'eccedenza nell'anno successivo. Pertanto il diniego del rimborso iva, per analogia, ha la sua principale origine nella prescrizione del credito maturato entro il termini di due anni, prevista dal sopra citato art 21 del D.Lgs 546/92 tale norma è in antitesi ad una successiva Legge 27/07/2000 n° 212 (Statuto del contribuente) che, adottata in forza agli artt. 3, 23, 53, 97 della Costituzione, all'art 8 (Tutela dell'integrità patrimoniale ) comma 3 recita

"Le disposizioni tributarie non possono stabilire né prorogare termini di

prescrizione oltre il limite ordinario stabilito dal codice civile" che in materia di

prescrizioni e decadenza ordinarie tra l'altro prevede Art 2946 del c.c. "salvo i casi in cui la Legge dispone diversamente , i diritti

si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni."

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Certamente l'incertezza delle norme: l'art. 2 comma 8 DPR 322/98 la dichiarazione può essere presentata entro il

quarto anno successivo; l'art. 21 DPR 546/92 dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione; pur precisando la Legge 212/2000 "oltre il limite ordinario", inducono al diniego l'Ufficio; l'unica certezza della norma è il diritto al rimborso anche in caso di omissione della dichiarazione.

DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE Art 2935 decorrenza della prescrizione " La prescrizione comincia a

decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere"

Art 2936 E' nullo ogni patto diretto a modificare la disciplina legale della

prescrizione.

Fatte queste dovute premesse normative, l'interrogativo che si pone è " quando inizia a decorrere il termine prescrizionale? Dalla data in cui la dichiarazione doveva essere presentata o dalla data in cui è stata presentata o dalla data in cui il contribuente è venuto a conoscenza dei fatti. Il ricorrente, nella dichiarazione sottoscritta all' intermediario e da questi successivamente trasmessa, ha optato per il riporto nell'anno successivo non ha espresso alcuna volontà di chiedere il rimborso come in effetti non lo ha chiesto, anzi avendo adempiuto alla consegna all'intermediario della dichiarazione ed ha regolarmente proceduto alla compensazione del credito nell'anno successivo, come in effetti ha fatto pagando debiti per contributi e varie, con la certezza assoluta di vantare un diritto.. Il ricorrente viene a conoscenza nell'ottobre del 2004 e definisce il 14/02/2005 l'avviso bonario accettando quanto dedotto dall'ufficio ed è in questa sede che viene a conoscenza della mancata presentazione del modello Unico 2001 relativo al 2000 anno di maturazione del credito riportato ed utilizzato nell'anno successivo e

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quindi da questa data tempestivamente si adopera a richiedere il rimborso successivamente a seguito diniego ad inoltrare il presente ricorso.

e

Atteso che la presentazione della dichiarazione da cui nasce il credito doveva essere spedita entro il 31 ottobre 2001 e quale tardiva entro il 30 gennaio 2002, stante l'operato dell'Ufficio i due anni per esercitare il diritto al rimborso scadevano il 30 ottobre 2003 o in difetto il 30 gennaio 2004. Orbene, l'art 36 bis del DPR 600/73 al comma 2 tra l'altro recita " L'Amministrazione procede , entro l'inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all'anno successivo alla liquidazione delle imposte." continuando al comma 3 "Per evitare la reiterazione di errori, e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali" il tutto entro l'inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all'anno successivo e cioè entro il 2 maggio 2003 anno di presentazione del

modello unico 2003 cioè quello successivo al 2002 contestato con l' avviso bonario recapitato nell'ottobre 2004 ! Il ricorrente, atteso che i termini per la richiesta del rimborso decorrono dalla data di presentazione della dichiarazione dell'anno in cui sorge il diritto, ai sensi del citato art. 21 rimborso. Ne discende che l'omissione dell'intermediario prima e dell'Amministrazione dopo, concorrono ad impedire di fatto l'esercizio del diritto di rimborso privando il ricorrente di un elementare diritto sancito dalle norme e cioè i diritto alla restituzione di un credito riconosciuto come tale, ma non utilizzabile nei modi e forme di legge (riporto e/o compensazione) Il ricorrente, come già precisato, nel modello unico 2001 non chiede rimborso ma riporto in compensazione, quindi non commette atti omissivi qualificabili DPR 546/92 aveva tempo fino al 31/10/2003 per inoltrare richiesta di

dall'articolo 2934 del c.c. "ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge"

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Ulteriore considerazione che si sottopone al vaglio dell'Onorevole Commissione è la seguente: costituisce notifica di un diritto vantato l'indicazione del credito IVA riportato dall'anno precedente ? per effetto della regolare presentazione dell'unico 2002 relativo all'anno 2001 con riporto della contestata eccedenza anno 2000 ? Se è così, l'amministrazione finanziaria è a conoscenza del diritto del contribuente quindi può, e in tal senso la valenza del citato art 36 bis, adempiere agli obblighi prescritti dalla Legge 212/2000 meglio nota come "Statuto del Contribuente" in particolare il comma 2 dell'art 6 che recita "l'Amministrazione deve informare il contribuente di ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito" e non facoltà. Ciò è configurabile nell'ipotesi di cui all'art 2944 del c.c. Interruzione per effetto di riconoscimento " la prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere." ? In merito si potrebbe citare anche l'art. 2941 comma 8 del c.c. sospensione della prescrizione "tra il debitore che ha dolosamente occultato l'esistenza del debito e il creditore, finché il dolo non sia stato scoperto" , anche se nella fattispecie in riferimento Si sottolinea il verbo "deve" quale obbligo

all'Amministrazione Finanziaria non valgono le circostanze in esso indicate in quanto non di dolo si tratta ma di impossibilità ad agire nei termini a causa di una frenetica legiferazione in materia tributaria. Bensì la regola "la Legge non ammette ignoranza" vale sia per l'Amministrazione che per il contribuente. Il riconoscimento del diritto al rimborso per mancata presentazione della dichiarazione annuale e il non riconoscimento del diritto al riporto/compensazione si formalizzano il 14/02/2005, con la definizione dell'avviso bonario o in difetto

nell'ottobre 2004 con la comunicazione dell'avviso bonario. Non si addice al ricorrente il detto "Le leggi giovano a chi vigila, non a chi dorme"

ne tanto meno l'art. 2934 del C.C.; il ricorrente, infatti, tempestivamente:

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Invita l'intermediario a trasmettere la dichiarazione a lui consegnata in data 31/01/2001, la stessa viene trasmessa in data 10/03/2005 Regolarizza l'avviso bonario chiede il rimborso della somma ( 10/04/2005) Alla data del 14/02/2005 il ricorrente sa di non avere diritto al riporto /

compensazione come richiesto, quindi da tale data viene a conoscenza di avere un credito rimborsabile non può esercitare il diritto prima perché sa di non averlo in quanto fruito in compensazione come in effetti è avvenuto. In ultima analisi il citato art. 21 del DPR 546/92 stabilisce il termine di due anni, dalla data del pagamento, per gli altri casi prevede che tale decorrenza avvenga

dalla data in cui si è verificato il presupposto. Nel primo caso giustamente la norma prevede dalla data di pagamento perché il contribuente è attore principale quindi sa, è a conoscenza di aver pagato giusto o errato e quindi deve esercitare il proprio diritto nei termini di prescrizione. Negli altri casi dalla data del presupposto , il ricorrente non sa di non avere diritto al credito chiesto a compensazione fino alla contestazione della controparte che, si ribadisce, avviene oltre l'anno successivo previsto dal citato art 36 bis DPR 600/73 in violazione alla norma a tutela del contribuente sancita dall'art 6 Legge 212/2000. Per quanto espresso così si conclude Piaccia ALL'Ill.mo Signor Presidente e all'Onorevole Commissione adita, ciascuno per quanto di propria competenza, respinta ogni contraria deduzione ed istanza, In via pregiudiziale: annullare il provvedimento di diniego per carenza di motivazioni e perché assunto in palese violazione allo Statuto del Contribuente e quindi disporre il rimborso della somma richiesta. In via principale riconoscere validamente presentata l'istanza e ammettere il ricorrente al rimborso della somma . In via subordinata dell'avviso bonario. disporre il rimborso della somma pagata per la definizione

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Con vittoria di spese e refusione di onorari di causa. Con osservanza

______________________________________ISTANZA DI DISCUSSIONE IN PUBBLICA UDIENZA Si chiede, altresì, ai sensi e per gli effetti dell'art. 33, comma 1, D. Lgs. 31 dicembre 1992 - n. 546, che il presente ricorso venga discusso in pubblica udienza.

Il sottoscritto Rag. Gaetano Zito , in qualità di difensore abilitato dal Sig xxxxxxxxxxxxx Antonino nella presente controversia, attesta, ai sensi dell'art. 22 c. 3 del D.Lgs 546/92, che questo ricorso é conforme all'originale spedito all'Agenzia

delle Entrate ufficio di ........................ con raccomandata n° ______________ del ___________________ Fa riserva di produzione di memorie e allega il fascicolo di parte con la seguente documentazione in fotocopia: 1- Ricevuta presentazione modello UNICO 2001 1. Provvedimento di diniego. 2. Definizione avviso bonario

C................. li ________________ Rag Gaetano Zito

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