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Sesso senza segreti

Di Valeria Palermi Romantici ma pratici. Fedeli, sulla carta. Soddisfatti tra i 35 e i 44 anni, in crisi a 45, di nuovo sereni a 55. Un sondaggio esclusivo de 'L'espresso'. Per scoprire la sfera erotica degli italiani. Tra sogni, fantasie, passioni, tic e tabù Di cosa parliamo quando parliamo di sesso? Di un'ossessione nazionale. Da Certosaland, strepitosa materializzazione in pietra sarda dell'immaginario erotico del maschio italiano medio, a Moana Santa Subito, beatificazione a novembre su Sky con il film diretto da Alfredo Peyretti, fino al parlamento con meno donne d'Europa (a meno di usare Cipro e Malta come foglia di fico) però con il più alto coefficiente erotico della Ue, Sex is in the Air nella Penisola. Siamo quelli che a un bel paio di gambe prima regalavano uno sgabello e una trasmissione, adesso una carriera politica, le Frattocchie sono roba old fashioned. Quelli della tv più nuda del mondo, dove destri e sinistri in fondo su una cosa concordano, agli uni le veline agli altri le letteronze, e contenti tutti. Popolo di santi, navigatori e scambisti, parrebbe. Parlare, ne parliamo: ci teniamo informati. Sui sex toys sappiamo tutto, ora stiamo per scoprire le meraviglie del Tenga, giocattolo per lui, arriva dal Giappone dove ne vendono 100 mila al mese e promette stupori. Quelli che guardano stampa e siti stranieri sanno che bisogna informarsi bene sul perineo: su quel muscolo lavora assiduamente Nicolas Sarkozy grazie alla sua personal coach, Julie Imperiali, che usa il metodo Tectonic. Qui non daremo dettagli, ma sappiate che se è in forma il perineo, la soddisfazione è generale. Le signore, invece, da Lipstick Jungle hanno appreso che il punto G va potenziato con punturine di acido ialuronico. Sì, servivano per il viso, ma sono diventate più maliziose. Se si vuole una remise en beauté radicale, c'è la chirurgia: su vaginoplastica.it assicurano che si fa in day hospital, tre giorni e si torna al lavoro, per il sesso serve qualche settimana. Chi bella vuol comparire. Sulla teoria andiamo forte. E sulla pratica? Quella è un'altra storia. Per questo 'L'espresso' ha commissionato un'indagine ad Axis Market Research & Technology: un sondaggio telefonico su un campione di 800 casi, dai 18 ai 64 anni, rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne per area geografica e dimensioni del comune di residenza, sesso ed età. Abbiamo posto domande su amore e sesso, fedeltà e piacere, bisogni e fantasie. Alcune molto esplicite, e hanno avuto risposte esplicite. Questi i risultati: una fotografia delle abitudini sessuali degli italiani, nell'anno di grazia 2009. Romantici ma pratici Prima domanda Axis, quanto conta la fedeltà? Per tre su quattro è fondamentale. "I più convinti sono i 25-34enni", dice Laura Castelnuovo, partner di Axis Market Research & Technology e Responsabile area ricerche: "Ma se poi gli si chiede se potrebbero far l'amore senza essere innamorati, il 28 per cento dice 'Sì, e l'ho già fatto'". Più sale l'età meno si pensa possibile il sesso senza amore: è così per due italiani su tre, però sono le donne a far massa critica: l'85 per cento contro il 49,5 dei maschi. "Ma cosa intendono con innamoramento?", si chiede Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano: "Per molti è attrazione fisica, per la maggior parte delle donne affettività. Sotto i 40 è passione, quindi se non c'è, non fai l'amore; verso i 50-60 esser preso emotivamente è fondamentale, fa parte del bisogno di sicurezza. Quanto al dato sulla fedeltà, idealmente il modello resta monogamico, basato su fiducia, progettualità, investimento. Le acque profonde dell'inconscio collettivo sono molto più stabili di quanto i movimenti d'onda superficiali farebbero pensare".

Quante volte? La media, per Axis, è cinque volte al mese, ma per la nota storia della statistica e del pollo la questione è più complessa: più volte la settimana un uomo su tre e una donna su quattro, ma un italiano su dieci lo fa meno di due volte al mese e 15 donne su 100 non l'hanno fatto mai nell'ultimo mese. Ecco, le donne. Non se la passano benissimo. Forse perché il mercato guarda soprattutto agli uomini, e a loro ha regalato già da anni il Viagra mentre per flibanserina e pillola per lei siamo sempre in alto mare? Non solo. È che i maschi italiani si sono impigriti. Prendiamo il sesso orale: lo riceve il 71 per cento degli uomini, ma solo il 50 per cento delle donne. Minimo minimo è scortese. "Sta passando tra i giovani una mentalità che non favorisce le donne. Una generazione cresce guardando in tv donne che competono tra loro per conquistare un tronista", commenta Castelnuovo: "È lo schema di un nuovo, sbilanciato rapporto di forza tra i sessi. Il velinismo, il modello dell'harem, sono entrati nella psiche collettiva. Per molte ragazze oggi il sesso è sottomissione". "Quello orale è molto più dato che ricevuto, per le donne. Per molte sotto i 20 è una specie di gioco, poco ricambiato", conferma Graziottin: "In un gruppo crescente di uomini giovani si afferma una sessualità pigra. In passato il maschio era molto attivo e la donna rispondeva, oggi spesso è lei a prendere l'iniziativa. Ma questo disturba, la fa percepire come facile". E aggiunge che i sessuologi vedono non di rado, nelle più giovani, un uso deliberato del corpo per avere vantaggi economici o professionali. Forse non è un caso che sia diventata un cult, premiata da più Golden Globe, la serie tv 'Mad Men', creata per AMC da Matthew Weiner, lo stesso dei 'Sopranos': dove in una New York anni '60 voluttuose donne in camicette abbottonate fino al collo e gonne strette sotto cui si indovina il reggicalze, sono al centro di un eterno, bollente desiderio. Formidabili quegli anni Potendo, non bisognerebbe spostarsi dalla fascia 35-44 anni: la migliore. Spiega Castelnuovo: "Sono soddisfatti della loro vita sessuale, credono nella fedeltà, hanno molti rapporti mensili (sei), vivono il sesso come complicità col partner". Soddisfazione e numero di rapporti sale fino ai 44. Poi, un disastro: tra 44 e 55 soddisfazione e numero vanno al minimo. "I 45 sono un punto di svolta: per le donne si avvicina la menopausa, per gli uomini la 'midlife crisis'", dice Castelnuovo. Graziottin la chiama 'cinquantennite'. "Gli uomini dai 20 in poi perdono solo l'1 per cento l'anno del loro patrimonio di testosterone, quindi mantengono una sessualità vivace: tante crisi di coppia nascono dal fatto che si sentono giovani, ma le loro donne diventano meno desiderabili e l'offerta esterna è alta. Negli uomini l'inattività sessuale è costante tra i 20 e i 60, invece nelle donne triplica tra i 50 e i 60. Magari sono in gran forma, ma non provano desiderio: Ferrari senza benzina, a meno che non ricorrano a terapia ormonale sostitutiva. La teoria dei neuroni-specchio ci dice che se un uomo ha una compagna che è o si sente giovane, si sente giovane anche lui. Comunque, il maschio ha maggiore urgenza fisica (dieci volte più testosterone), ma l'importanza dell'eros è uguale per entrambi". Dai 55 anni la situazione migliora, come se i pezzi del puzzle andassero a posto. Metabolizzati cambiamenti fisici e psicologici, si trova un nuovo equilibrio. I rapporti scendono a tre al mese, ma il livello di soddisfazione è il più alto di tutto il campione. L'età dell'oro, insomma, è quella d'argento. Come dimostra un piccolo film già cult, 'Settimo cielo' di Andreas Dresen, sulle passioni niente affatto tiepide degli over 70 Helga, Werner e Karl. E un testo francese appena uscito, 'La sexualitè des gens heureux', la sessualità della gente felice, di Pascal de Sutter: dove si dice che più a lungo e più spesso si fa l'amore, più a lungo si vive. Fronte del porno Ma come lo fanno, gli italiani? Senza negarsi nulla. In serena controtendenza con gli Usa (dove c'è chi dice che si deve trattare la pornografia come il fumo, Tolleranza Zero, vedi Mary Eberstadt, 'Is pornography the new Tobacco?', su Policy Review), in Italia tre uomini su quattro hanno guardato film porno (donne, una su tre), un terzo è stato in un sex shop (una su sei) e su siti porno. Qui le percentuali sono talebane: quasi un uomo su tre, solo il 6,5 delle femmine. Le donne si rifanno a letto? Mica tanto. Masturbazione? La praticano 4 maschi su 5, una donna su 3.

Sesso anale, un uomo su 3, ma solo il 15 per cento delle donne; relazioni sessuali con più partner, l'11,5 per cento dei maschi contro il 4,5 delle donne. Solo che così i conti non tornano. Questa focosa attività maschile richiede una controparte femminile. Che invece coltiva forse la virtù antica della discrezione: il diavolo è nei dettagli. n

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