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La ricarica

- Martino Bianchi

Il bossolo

Attrezzatura per la ricarica

Proverete sulla vostra pelle, se vorrete cimentarvi nella follia della ricarica, che esistono tante regole, leggi scientifiche e formule matematiche che vengono sistematicamente disattese dalla pratica. L'unica certezza forse sempre valida in questa disciplina, si chiama "COSTANZA", cioè l'eliminazione il più possibile delle variabili che rendono diverso un colpo dall'altro nella suo processo di sparo. I bossoli, in inglese "cases", sono, in primis, i maggiori responsabili di queste variazioni e debbono essere il più possibile, in un set di ricariche, uguali tra loro: marca, lunghezza, peso, pulizia, diametro del foro di vampa, dimensione della sede dell'innesco, spessore del colletto, sono gli elementi che vanno verificati con cura. Per prima cosa bisogna reperire almeno un centinaio di bossoli della stessa marca. Di solito preferisco comprare una scatola da 100 bossoli nuovi che sono ricavati tutti dallo stesso lotto di produzione e la stessa mescola di ottone. Poi si deve verificare la lunghezza di una gran parte di essi e scegliere il più corto come testimone, in modo da tornirli tutti ( trimming in termine tecnico o italianizzando trimmare) a quella misura, passarli con il "Deburring tool" per asportare la bava di tornitura, poi svasare il foro di vampa con una fresettina per il foro di vampa, il "flash hole deburring tool", stando attenti ad asportare pochissimo materiale da ognuno. Per trimmare i bossoli ci sono in commercio diversi torniteti, che più o meno svolgono egregiamente la stessa funzione, cioè quella di avere un meccanismo che sorregge il bossolo e una fresa che va in battuta su di un fermo che viene regolato alla giusta misura prestabilita. Per misurare i bossoli nella tornitura, vale la pena di misurare quello della misura prescelta (testimone) e azzerare su di esso il calibro o il comparatore a colonna, in modo da non perdere tempo in calcoli e verificare solo le variazioni tra uno e l'altro (foto6). Per svasare il foro di vampa si deve procedere solo dopo la tornitura e la pulizia delle bave del colletto, in quanto la fresina preposta utilizza la lunghezza del bossolo come riferimento della propria profondità di lavoro; qualora i bossoli fossero di lunghezza diversa tra loro, anche la svasatura avrà una diversa profondità, con il conseguente risultato che la fiammata dell'innesco sarà diversa da cartuccia a cartuccia e così anche la conseguente accensione della polvere, quindi: DISASTRO! (foto 9) 1 - "Realoding bench", il tavolo da ricarica

2 - Bossoli tra i più famosi calibri da caccia; nell'ordine da sin. a destra: 223 / 5,6X52R / 22-250 / 5,6X57 / 6PPC / 243W / 6X62R Frères / 25-06 / 257WBY Mag. / 6,5X55 / 6,5X65R / 270W / 270WSM / 7X64 / 7X65R / 7Rem. Mag. / 7,62X39 / 308 W / 30.06 / 300 WSM / 300W Mag. / 8X57JS / 8X68S / 9,3X 62 / 375 H&H Mag. / 416 Rem. Mag.

3 - "Thumbler": macchina per pulire e lucidare i bossoli, conosciuta anche come burattatrice

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Successivamente vanno pesati tutti i bossoli in modo da suddividerli in 3-4 lotti uniformi, con un margine di peso di +0- un grano (cioè lotti ricompresi in due grani). Il fatto di pesare i bossoli significa indirettamente valutarne lo spessore, e quindi poter disporre di bossoli con la medesima capienza per ogni lotto di ricarica (foto 11). Personalmente scrivo con un pennarello indelebile, sul fianco del bossolo, il peso in modo da non commettere errori. Per fare questa suddivisione è utile prendere un blocchetto portabossoli, nastrarlo alla base con nastro-carta da pittore, e scrivere su di esso i gruppi di peso. Se invece i bossoli sono sparati, bisogna per prima cosa selezionarli in funzione della marca di fabbrica, poi pulirli facendoli girare per 2-3 ore nel thumbler, (foto 3) e successivamente ricalibrarli eliminando l'innesco sparato, trimmarli e svasare il foro di vampa come spiegato in precedenza, ma in aggiunta, è molto importante, pulire attentamente la sede dell'innesco, che sarà sporca per i residui della precedente detonazione. Eventualmente, la prima volta, si può anche passare una fresettina per uniformare la sede dell'innesco, (foto 10) stando attenti a non andare troppo in profondità perché altrimenti i primers si abbasseranno troppo e la cartuccia farà cilecca. Da qui selezionare i bossoli in base al peso come sopra. Prima di ricalibrare ricordarsi sempre di lubrificare, (foto 4) con appositi componenti non oleosi, il corpo e il colletto anche internamente, ma non le spalle del bossolo. Eccessiva lubrificazione può creare spiacevoli deformazioni dell'ottone. Il controllo della lunghezza del bossolo è un fattore importante per la precisione di ricarica, ma diventa anche motivo di sicurezza quando la lunghezza supera il limite della camera di scoppio, il cosiddetto headspace, che è la distanza tra la bocca del colletto e la spalla. In questo caso il rischio grosso per il tiratore è che il colletto eccedente si incastri nell'inizio della rigatura, stringendosi e comprimendo più del dovuto la palla, "crimpandola" e creando sovrapressioni inattese che possono provocare seri danni al-

l'arma e al tiratore. Quindi la regola d'oro: CONTROLLARE SEMPRE LA LUNGHEZZA MASSIMA DEL BOSSOLO RIPORTATA IN OGNI LIBRO DI RICARICA PRIMA DI OGNI RIUTILIZZO. I bossoli, infatti, dopo ogni sessione di tiro e di ricalibratura, soprattutto quando questa è "full lenght", si allungano di qualche decimo di millimetro perché il "die" nel suo lavoro trasporta materiale dal fondello al colletto. Fanatici del bench-rest torniscono anche la parte esterna del colletto nella sua interezza per uniformare lo spessore dell'ottone che va a contatto con la palla, e riescono quindi a dare uniformità all'attrito di tenuta di quest'ultima e concentricità della palla, guadagnando qualche cosa in precisione. Tuttavia questo ulteriore lavoro richiede attrezzi supplementari, tempo, e soprattutto una certa maestria, senza la quale si rischia decisamente di peggiorare le cose. Tornando alla cura dei bossoli, il primo controllo deve essere fatto al poligono subito dopo lo sparo. Con calma, intanto che aspettiamo che si raffreddi la canna, osserviamo con attenzione i bossoli appena sparati. Per prima cosa controlliamo l'innesco che non sia annerito, che non fuoriesca da solo dalla propria sede, che non sia estroflesso o eccessivamente schiacciato e appiattito, tutti sintomi di eccessiva pressione e quindi segnali d'allarme che ci devono far interrompere subito la sessione di tiro accantonando il lotto di cartucce che dovrà poi essere studiato per comprenderne le cause (foto 16). Poi osserviamo attentamente il fondello e i colletto per rilevare eventuali tagli, crepe o spaccature. Infatti per effetto dell'allungamento dei bossoli conseguentemente alle continue ricalibratura, sono questi i punti in cui si assottiglia maggiormente l'ottone. In caso vengano rilevati difetti del genere, prendere una pinza a pappagallo e schiacciare immediatamente il bossolo gettandolo, in modo da evitare di riutilizzarlo inavvertitamente. Pochi centesimi di ottone non valgono la vita di una persona. Il bossolo oltre a svolgere la funzione di contenere la polvere e la palla, funge da guarnizione durante la detonazione espandendosi e andando

4 - Panno per lubrificare: si può usare anche un semplice straccio purché il lubrificante sia appropriato e non si unga la spalla del bossolo

5 - Pressa per ricalibrare

6 - Comparatore per misurare l'altezza

7 - Tornio

8 - "Deburring tool": fresina per eliminare le bave di tornitura all'esterno e all'interno del colletto del bossolo

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ad aderire alla perfezione alla camera di scoppio, impedendo in tal modo la fuoriuscita dei gas di scoppio dalla chiusura dell'arma. Proprio questo aspetto del bossolo è molto importante perché può essere uno degli elementi essenziali della ricarica. Infatti se le cartucce commerciali sono, di regola, un po' più piccole della camera di scoppio, la cartuccia sparata assume la forma esatta di quest'ultima, calzando come un guanto nell'arma. I ricaricatori, infatti, approfittando di ciò ricalibrano solo il colletto del bossolo sparato nella propria arma, in modo da eliminare tutte le tolleranze e gli agi, che sono causa di differenziali pressori e quindi di minor precisione di tiro. Tuttavia talvolta accade che l'arma, per questioni meramente costruttive, abbia delle piccole differenze di allineamento tra canna e camera di scoppio, cosicché in questi casi ricalibrare il solo colletto diviene controproducente perchè il bossolo verrà ricaricato con tale difetto. C'è chi si ricorda di volta in volta ad ogni sparo di inserire il bossolo sempre nella stessa posizione segnando dei riferimenti sull'arma e sulla cartuccia, annullando tali inconvenienti. Ritengo che se ricalibrando il solo colletto, l'arma non spara bene, sia più semplice utilizzare "dies full" e ricalibrare l'intero bossolo. Anche per le armi semiautomatiche, le pistole, i grossi calibri, non conviene stare a ricalibrare il solo "neck", ma conviene ricalibrare tutto il bossolo. Se invece si decide di ricalibrare solo il colletto, ma si sono comprati bossoli nuovi, occorre fare il cosiddetto "fireforming", cioè sparare le cartucce nella propria arma affinché queste prendano la forma della relativa camera di scoppio. Onde evitare di gettare soldi in palle e sporcare e consumare canne, ho escogitato un piccolo trucco, che consiste nel ricaricare con 1/3 delle dosi circa, i bossoli nuovi chiudendoli con del semplice cotone idrofilo. Lo sparo di queste salve sarà sufficiente a formare i bossoli sulla propria arma. Attenzione! Sebbene si spari del semplice cotone, l'effetto è comunque quasi uguale ad un proiettile, ed è in grado di ammaccare una lamiera, pertanto SPARARE SEMPRE VERSO TERRAPIENI E ZONE SGOMBRE FRANGIPALLA. L'ultima operazione consiste nell'in-

serimento degli inneschi "Primers". Per farlo si può usare l'innescatore presente nella pressa, che però ha il difetto di togliere all'operatore un po' di sensibilità, che nella fattispecie è essenziale. L'innesco non deve deformarsi e deve alloggiare sempre alla medesima profondità in leggera battuta, col fondo della propria sede nel fondello, cosa che si riesce a fare solo adottando sempre la medesima pressione con buona sensibilità di mano. Per questo personalmente preferisco utilizzare gli innescatori manuali. ATTENZIONE! IL PRIMER NON DEVE MAI SPORGERE DAL BOSSOLO, A RISCHIO DI ACCIDENTALI DETONAZIONI! (Ogni volta che si inseriscono gli inneschi verificare ogni singola cartuccia, vedere foto 14).

9 - "Flash hole uniformer": fresina per uniformare il foro di vampa

10 - "Pocket uniformer": fresina per uniformare la profondità della sede dell'innesco

Ricapitolando: 1. Per i bossoli nuovi sempre che si voglia ricalibrare il solo colletto, fare prima il "Fire Forming nell'arma" 2. Burattare i bossoli con un Thumbler o in lavastoviglie 3. Lubrificare 4. Ricalibrare 5. Trovare il bossolo "campione" più corto 6. Trimmare tutti i bossoli alla stessa misura 7. Pulire con deburring tool le bave interne ed esterne 8. Uniformare il foro di vampa 9. Uniformare la sede dell'innesco 10. Pesare i bossoli per dividerli in lotti 11. Innescare.

11 - Pesatura dei bossoli e suddivisione in lotti

Il punto 1 va eseguito solo la prima volta. I punti da 5 a 9 vanno eseguiti ogni tanto quando dopo alcune ricalibratura si nota un sensibile allungamento dei bossoli. Il punto 10 è necessario ripeterlo se non si tengono separati i lotti dopo lo sparo.

12 - Piatto dell'innescatore: è progettato in modo che scuotendolo disporrà automaticamente tutti gli inneschi rovesciati alla rinfusa con la vampa in alto. Evitate di toccare con le mani i primers onde evitare di ungerli con il sebo della vostra pelle

13 - Innestatura dei "primers"

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Il parere dell'esperto

La ricarica in sé si autoalimenta e si completa con l'esperienza diretta di ognuno di noi e con l'interscambio costante di informazioni. Pertanto la nostra redazione è ben lieta di mettere a disposizione di questi attenti lettori un nuovo spazio di scambio con i lettori, partendo già dal presente numero 14 - Errori di posizionamento degli inneschi: da sx bossolo corretto, primer eccedente, innesco alla rovescia

QUESITI SULLA RICARICA

Le carabine Blaser, come la R93, permettono di avere più canne da utilizzare sullo stesso calcio. Possedendo già un calibro 243W, ottimo per caprioli e camosci, è indicato acquistare un calibro 308W per poter fare anche la caccia al cervo oppure risulterebbe inadeguato? È possibile, con adeguate ricariche, ottenere le stesse prestazioni di un 243 e utilizzare quindi il 308 W come calibro tuttofare? 15 - Bossoli pronti per essere riempiti di polvere. Si noti che i bossoli Lapua sono stati accuratamente scaldati sul colletto (rinvenimento) per acquistare maggior malleabilità

L'arma e i calibri scelti sono indiscutibilmente interessanti. Il 243 Winchester deriva proprio dal 308 Winchester quando, nel '55, la Winchester commercializzò il calibro inventato dal mitico Warren Page allorché decise di restringerne il colletto fino a trattenere una palla da 6 millimetri per una granatura che va dai 90 ai 110 grs., stabilizzata da un passo di rigatura abbastanza corto, di 1 giro per 10 pollici, garantendo elevate prestazioni di precisione ma con traiettorie molto più tese del papà 308 Winchester. Per la caccia svolta in montagna credo che non manchi nulla, in quanto il 243W è sicuramente il calibro più indicato e versatile per la caccia a caprioli e camosci. Diverso è invece l'abbattimento di animali più duri come il cervo, soprattutto il maschio, in quanto con un dimorfismo sessuale importante può agevolmente superare i 220 kg., ed essere in grado di incassare colpi mortali di un calibro 300 WM e percorrere anche più di un centinaio di metri prima di capitolare. Il 308 W con palle adeguate, tipo le RWS H Mantel da 180 grs, o le partition della Nosler, si è dimostrato invece risolutivo purché il tiro sia contenuto nei 150metri; d'altra parte in quasi tutta l'Europa dell'Est i calibri più usati sono indiscutibilmente il 308W e l'8x 57 Mauser, che poi è sempre un lontano parente del primo. Per quanto riguarda la ricarica di palle leggere e veloci, ritengo sia possibile ottenere grandi prestazioni da questo calibro, contrariamente a quello che si possa pensare. Palle da 125grs., Nosler Balistic Tip, sebbene abbiano una densità sezionale decisamente sfavorevole (tozze e corte) caricate con 47 grs di polvere Vithavouri N140, riescono a dare dei risultati di precisione entusiasmanti (vedere foto n°17), cronografando 900mt o più al secondo, con conseguenti interessanti risultati su caprioli e camosci, e un'ottima resistenza al vento di deriva, che in montagna è spesso un problema.

16 - Segnali di eccessiva pressione sugli inneschi, da sx: primer regolare, primer appiattito, primer espulso e bossolo dilatato

17 - 5 colpi a 100 mt in 5,38mm di rosata, ottenuta con Blaser R 93 cal. 308W con palle Balistic Tip da 125 grs. La rosata si misura da centro a centro dei fori più lontani tra loro. Non essendo possibile misurare con precisione il centro dei fori, si misurano i bordi esterni sottraendo da ognuno dei due fori metà diametro del calibro, cioè l'intero dal totale della distanza. Nella foto: distanza massima dei bordi: 13mm - 7,62 = 5,38mm

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