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Marco Noce, Elisabetta Valfrè di Bonzo

Lingua madre

Corso di latino

1 ESERCIZI

Sigle degli autori citati Acta Mart. Scill. Amm. Marc. Apic. Apul. Aug. August. Beda Bell. Afr. Bell. Alex. Bell. Hisp. Caes. Cat. Catull. Cels. Cic. Col. Curt. Eutr. Enn. Fl. Fronto Gaius Gell. Hirt. Hist. Aug. Hor. Hyg. Iust. Iuv. Liv. Lucr. Marc. Aurel. Mart. Min. Fel. N.T. Nep. Ov. Petr. Phaedr. Plaut. Plin. Plin. Iuv. Prop. Publ. Syr. Q. Cic. Quint. Sall. Sen. Rhet. Sen. Suet. Tac. Ter. Tib. V.T. Val. Max. Varr. Vell. Pat. Verg. Vitr. XII Tab. Acta Martyrum Scillitanorum (II sec. d.C.) Ammiano Marcellino (IV sec. d.C.) Celio Apicio (IV sec. d.C.) Apuleio (II sec. d.C.) Ottaviano Augusto (I a.C.-I sec. d.C.) Agostino (IV-V sec. d.C.) Beda il Venerabile (VII-VIII sec. d.C.) Bellum Africum (I sec. a.C.) Bellum Alexandrinum (I sec. a.C.) Bellum Hispanicum (I sec. a.C.) C. Giulio Cesare (I sec. a.C.) M. Porcio Catone il Censore (III-II sec. a.C.) C. Valerio Catullo (I sec. a.C.) A. Cornelio Celso (I sec. d.C.) M. Tullio Cicerone (I sec. a.C.) L. Giunio Moderato Columella (I sec. d.C.) Q. Curzio Rufo (I sec. d.C.) Eutropio (IV sec. d.C.) Q. Ennio (III-II sec. a.C.) L. Anneo Floro (II sec. d.C.) M. Cornelio Frontone (II sec. d.C.) Gaio (II sec. d.C.) A. Gellio (II sec. d.C.) A. Irzio (I sec. a.C.) Historia Augusta (IV sec. d.C.) Q. Orazio Flacco (I sec. a.C.) Igino (II-III sec. d.C.) M. Giuniano Giustino (III sec. d.C.) D. Giunio Giovenale (I-II sec. d.C.) Tito Livio (I a.C.-I sec. d.C.) T. Lucrezio Caro (I sec. a.C.) Marco Aurelio (II sec. d.C.) M. Valerio Marziale (I-II sec. d.C.) M. Minucio Felice (II-III sec. d.C.) Nuovo Testamento (Vulgata IV-V sec. d.C.) Cornelio Nepote (I sec. a.C.) P. Ovidio Nasone (I a.C.-I sec. d.C.) Petronio (I sec. d.C.) Fedro (I sec. d.C.) T. Maccio Plauto (III-II sec. a.C.) C. Plinio Secondo (il Vecchio) (I sec. d.C.) C. Plinio Secondo (il Giovane) (I-II sec. d.C.) Sesto Properzio (I sec. a.C.) Publilio Siro (I sec. a.C.) Q. Tullio Cicerone (I sec. a.C.) M. Fabio Quintiliano (I sec. d.C.) C. Sallustio Crispo (I sec. a.C.) L. Anneo Seneca retore (il Vecchio) (I sec. a.C.) L. Anneo Seneca (il Giovane) (I a.C.-I sec. d.C.) C. Svetonio Tranquillo (I-II sec. d.C.) Cornelio Tacito (I-II sec. d.C.) P. Terenzio Afro (II sec. a.C.) Albio Tibullo (I sec. a.C.) Antico Testamento (Vulgata IV-V sec. d.C.) Valerio Massimo (I sec. d.C.) M. Terenzio Varrone Reatino (I sec. a.C.) Velleio Patercolo (I sec. d.C.) P. Virgilio Marone (I sec. a.C.) Vitruvio Pollione (I sec. a.C.) Leges duodecim tabularum (V sec. a.C.)

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1 Esercizi

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Ristampe 5 2010 4 2009 3 2008 2 2007 1 2006 N

Lingua madre è il risultato di un lavoro comune dei due autori, che ne hanno insieme progettato e discusso ogni parte. Per quanto riguarda la stesura, Marco Noce ha elaborato e curato il volume di Grammatica, la sezione antologica di autori latini e le schede grammaticali delle Unità 28-39 del secondo volume Esercizi. Elisabetta Valfrè ha elaborato e curato il primo e il secondo volume degli Esercizi (ad eccezione delle schede grammaticali delle Unità 28-39 del secondo volume Esercizi).

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Coordinamento editoriale: Giuseppe Orlandi Redazione: Ktema di Chiara Lasagni, con la collaborazione di Cristina Billò e Stefano Tirone Ricerca iconografica: Emanuela Mazzucchetti Progetto grafico e impaginazione: Byblos - Faenza (RA) Stampa: MP Stampa - Mathi (TO)

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Indice

La colonna in grigio a destra riporta le pagine degli esercizi relativi a ciascun argomento grammaticale it. preso in considerazione nelle Unità. Il simbolo segnala la presenza della sezione Partiamo dall'italiano (esercizi sull'italiano funzionali all'argomento di latino trattato).

ESERCIZI

Unità 1

Nozioni di fonetica latina

Il latino lingua indoeuropea

2 2 4 6 2 5 7

L'alfabeto latino e la pronuncia. Divisione e quantità delle sillabe L'accento

Unità 2

La prima declinazione

La grammatica nei testi

8 8 9 12 13 14 16 17 19 22 23 25 26 28 29

it. 10

I nomi della prima declinazione USO DEL VOCABOLARIO Come risalire al nominativo di un nome della prima declinazione L'aggettivo della prima declinazione Il predicato verbale e il complemento predicativo; il predicato nominale L'indicativo presente del verbo sum `essere' I casi diretti: nominativo, vocativo, accusativo. Apposizione e attributo I casi obliqui (o indiretti): genitivo, dativo, ablativo L'indicativo presente La costruzione della frase latina L'imperativo e l'infinito presente I complementi di luogo I complementi di materia e di argomento NOTE DI LESSICO Le congiunzioni coordinanti e copulative

Versioni

12 14

it. 15 16 it. 18 20 23 24 26 it. 27 it. 29

30

Unità 3

La seconda declinazione

La grammatica nei testi

32 32 33 35 37 40 41 44 34 36 37 it. 40 it. 42 44

La seconda declinazione: nomi maschili e femminili La seconda declinazione: nomi neutri. Particolarità della seconda declinazione USO DEL VOCABOLARIO Come si ricercano i nomi della seconda declinazione I complementi di mezzo (o strumento) e di causa I complementi di tempo e di fine Il dativo di possesso

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III

Indice

ESERCIZI

Le congiunzioni disgiuntive e dichiarative L'indicativo imperfetto. La coniugazione mista (o in -îo) L'indicativo futuro I pronomi personali ego e tu NOTE DI LESSICO I "falsi amici"

NOTE DI LESSICO

Versioni

45 46 48 50 51 52

45 46 49 51

Unità 4

Gli aggettivi della prima classe e gli aggettivi pronominali

La grammatica nei testi

54 54 55 58 60 61 62 63 65 69 70 71 72 75 56

it. 58

Gli aggettivi della prima classe Gli aggettivi sostantivati. Funzioni dell'aggettivo Gli aggettivi possessivi NOTE DI LESSICO L'aggettivo bonus, -a, -um Gli aggettivi pronominali NOTE DI LESSICO Le congiunzioni avversative. Le congiunzioni conclusive L'indicativo perfetto, piuccheperfetto e futuro anteriore Gli avverbi provenienti da aggettivi della prima classe Il pronome riflessivo di 3a persona e il pronome is, ea, id NOTE DI LESSICO Le voces mediae Le subordinate temporali. Le subordinate causali

Versioni

USO DEL VOCABOLARIO

60 61 62 64 66 69 70

it. 73 74

Il tema del perfetto

Scheda di verifica Unità 2-3-4

77

Testi di civiltà Le abitazioni dei Romani

LESSICO SPECIALISTICO

80 80 81 83 84 85

La domus

L'insula

La villa

Letture Versioni

IL LATINO E LE LINGUE MODERNE

Unità 5

La terza declinazione: 1° e 2° gruppo

La grammatica nei testi

86 86 87 89 88 90

La terza declinazione. 1° e 2° gruppo USO DEL VOCABOLARIO Come risalire al nominativo dei sostantivi della terza declinazione

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IV

Indice

ESERCIZI

Città, borgo, villaggio I pronomi personali nos e vos Il pronome e aggettivo dimostrativo hic, haec, hoc Altri complementi indiretti (di interesse; partitivo; di qualità; di limitazione) NOTE DI LESSICO I valori di pro I composti di sum Le proposizioni concessive all'indicativo NOTE DI LESSICO Falsi amici: imperator e princeps

NOTE DI LESSICO

92 93 93 95 97 98 100 102 105

92 93 94

it. 96 97 99 it. 101

Versioni

NOTE DI LESSICO

103 Congiunzioni correlative

Unità 6

La terza declinazione: 3° e 4° gruppo

La grammatica nei testi

106 108 111 113 it. 115 117 it. 119 it. 121 123

106 La terza declinazione. 3° e 4° gruppo 107 USO DEL VOCABOLARIO Struttura di una voce 110 I pronomi e aggettivi dimostrati ille, illa, illud e iste, ista, istud 112 Il congiuntivo presente. Il congiuntivo esortativo 114 Il congiuntivo imperfetto 116 I complementi di pertinenza e di stima e prezzo 118 La proposizione finale. Le proposizioni completive al congiuntivo 120

Versioni

NOTE DI LINGUA E STILE

Il presente storico

125

Unità 7

Gli aggettivi della seconda classe

La grammatica nei testi

126 126 127 130 131 132 133 135 136 138 140 142 128 130 131 132 134 it. 135 137 it. 138 141 142 142

Gli aggettivi della seconda classe. Le concordanze NOTE DI LESSICO Omnis, totus, cunctus, universus: `tutto' Gli aggettivi indeclinabili Gli avverbi provenienti da aggettivi della seconda classe Il participio presente Il complemento di abbondanza e privazione Il congiuntivo perfetto e piuccheperfetto La proposizione consecutiva NOTE DI LESSICO Valori di ut L'imperativo negativo

Versioni

USO DEL VOCABOLARIO

Abbreviazioni e segni convenzionali 145

del vocabolario

Scheda di verifica Unità 5-6-7

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147

V

Indice

ESERCIZI

Testi di civiltà L'alimentazione dei Romani

LESSICO SPECIALISTICO

150 150 151 153 154 155

I pasti

Il vino

Letture Versioni

IL LATINO E LE LINGUE MODERNE

Unità 8

La quarta declinazione

La grammatica nei testi

156 156 157 159 160 162 165 168 169 158 160 161 it. 163 it. 165 168 169 170

La quarta declinazione NOTE DI LESSICO Cornus, -us Il participio perfetto Le proposizioni dipendenti con il congiuntivo Cum e congiuntivo USO DEL VOCABOLARIO Preposizioni, avverbi, congiunzioni NOTE DI LESSICO Valori di cum

Versioni

Unità 9

La quinta declinazione

la grammatica nei testi

174 174 175 178 179 182 183 176 178 it. 180 182 185

La quinta declinazione NOTE DI LESSICO Acies, -ei La diàtesi passiva Il complemento d'agente e di causa efficiente NOTE DI LESSICO L'onomastica romana

Versioni

Unità 10

Particolarità della declinazione dei sostantivi

La grammatica nei testi

188 188 189 190 191 192 194 195 196 198 190 190 192 193 195 195 197 it. 200 204

I nomi composti NOTE DI LESSICO Falsi amici: sacer, celeber, frequens I nomi indeclinabili e difettivi. I nomi greci L'infinito con funzione di verbo e di sostantivo NOTE DI LESSICO Iubeo, impero e veto Il sistema dell'indicativo perfetto passivo Il passivo impersonale Le proposizioni infinitive

Versioni

VI

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Indice

ESERCIZI

Unità 11

Comparativi e superlativi

La grammatica nei testi

208 208 209 213 214 216 218

it. 211 it. 214 216

Il grado comparativo dell'aggettivo Il grado superlativo dell'aggettivo. Complemento partitivo Comparativi e superlativi particolari NOTE DI LESSICO Espressioni particolari al comparativo e al superlativo Il grado comparativo e superlativo dell'avverbio

Versioni

217 218 220

Scheda di verifica Unità 8-9-10-11 Testi di civiltà La religione dei Romani

LESSICO SPECIALISTICO

223

226 226 227 230 232 233

Gli dèi

I riti

I prodigi

Le religioni straniere

Letture Versioni

IL LATINO E LE LINGUE MODERNE

Unità 12

I pronomi personali, possessivi, dimostrativi e determinativi

La grammatica nei testi

234 234 235 237 238 239 240 236 237 239 240 241 244 244 245 247 248 251 252 246 248 250

it. 252

I pronomi personali. I pronomi riflessivi Pronomi e aggettivi possessivi Pronomi e aggettivi dimostrativi Pronomi e aggettivi determinativi NOTE DI LESSICO Varius e vastus

Versioni

Unità 13

I pronomi indefiniti. I pronomi relativi

La grammatica nei testi

Pronomi e aggettivi indefiniti. Quis, quid e qui, qua, quod; Composti di quis; Composti di uter; Usi di quisque Pronomi e aggettivi indefiniti negativi Altri pronomi e aggettivi indefiniti. Alius e alter; Cetêri, cetêrae, cetêra e relîqui, relîquae, relîqua; Plerïque, pleraeque, plerâque; Omnis, totus, universus, cunctus I pronomi relativi. La concordanza; L'antecedente del relativo La proposizione relativa

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VII

Indice

ESERCIZI

Il nesso relativo La prolessi del relativo. Relative improprie Avverbi di luogo derivati da pronomi NOTE DI LESSICO Il cursus honorum

Versioni

255 256 257 258

255 257 258 259

Unità 14

I pronomi relativi-indefiniti e interrogativi

La grammatica nei testi

262 262 263 264 265 266 270 271 273 263 265 266 it. 267 271 273 274 275

Pronomi e aggettivi relativi-indefiniti Pronomi e aggettivi interrogativi Le particelle interrogative Le proposizioni interrogative Le proposizioni esclamative I verbi deponenti NOTE DI LESSICO Vocaboli simili: maereo/mereo e quaero/queror

Versioni

Unità 15

I numerali e il calendario

La grammatica nei testi

278 278 279 282 283 285 286 288 289 290 291

it. 280 282 it. 284

Gli aggettivi numerali. I numerali cardinali; I numerali ordinali; I numerali distributivi Le cifre romane I complementi di età, estensione, distanza Avverbi moltiplicativi e avverbi derivati dai numerali ordinali. Le frazioni Il calendario. I mesi; I giorni; Il computo delle ore Le unità di misura e il sistema monetario NOTE DI LESSICO Lo stile epistolare L'imperativo futuro Il congiuntivo, l'imperativo e il participio dei verbi deponenti

Versioni

286 287 288 289 291 293 294 297

Scheda di verifica Unità 12-13-14-15 Testi di civiltà Abiti, monili, acconciature

LESSICO SPECIALISTICO

300 300 301 304 306 307

L'abbigliamento

La toeletta

Letture Versioni

IL LATINO E LE LINGUE MODERNE

VIII

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Indice

ESERCIZI

Unità 16

Il verbo

La grammatica nei testi

308 308 309 310 312 313 314 315 316 319 309 311 312 it. 313 315 316 318 320

Sum e i suoi composti La coniugazione attiva e passiva Forme verbali particolari Il participio perfetto dei verbi deponenti Il participio futuro La perifrastica attiva L'ablativo assoluto NOTE DI LESSICO Otium e negotium

Versioni

Unità 17

I verbi deponenti e semideponenti. La coniugazione mista

La grammatica nei testi

322 322 323 325 326 327 328 324 326 326 327 it. 329 331

I verbi deponenti e semideponenti I verbi a coniugazione mista (in -îo e -îor) NOTE DI LESSICO I composti di gradior Il supino Il periodo ipotetico indipendente

Versioni

Unità 18

I verbi anomali

La grammatica nei testi

334 334 335 336 338 339 342 343 344 346 350 336 337 339 341 342 343 344 it. 348 350 351

I verbi anomali o atematici e composti NOTE DI LESSICO I significati di fero Il verbo eo. I composti di eo Il verbo fio. I composti di facio; Deficio I verbi volo, nolo, malo Il verbo edo Il gerundio Le proposizioni completive con ut/ut non/ne NOTE DI LESSICO I verbi di timore

Versioni

Unità 19

I verbi difettivi e impersonali

La grammatica nei testi

354 354 355 358 357 359

I verbi difettivi. Forme isolate. I verbi impersonali

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IX

Indice

ESERCIZI

Il gerundivo La perifrastica passiva Costrutti con valore finale Le proposizioni completive con quin, quominus, quod NOTE DI LESSICO Da mens a monstrum

Versioni

360 364 366 368 370

362 365 it. 367 369 371

Unità 20

Avverbi, preposizioni, congiunzioni, interiezioni

La grammatica nei testi

374 374 375 376 377 379 375 376 it. 378 380 380

Gli avverbi Le preposizioni Le congiunzioni Le interiezioni

Versioni

Scheda di verifica Unità 16-17-18-19-20

383

Testi di civiltà L'esercito romano

LESSICO SPECIALISTICO

386 386 387 390 391 392

L'esercito romano La riforma di Caio Mario L'esercito sotto Augusto Il trionfo

Letture Versioni

IL LATINO E LE LINGUE MODERNE

Vocabolario Latino-Italiano Vocabolario Italiano-Latino

393 428

X

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esercizi

Volume

sommar i o

Esercizi sulla fonetica Esercizi sulla morfologia del nome Esercizi sulla morfologia del verbo

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1

un i tà

Nozioni di fonetica latina

Sommario Alfabeto e pronuncia Accento

Il latino lingua indoeuropea

Il latino appartiene al gruppo delle cosiddette lingue indoeuropee, al pari del greco, del sanscrito (India) e di molti altri idiomi, anche tra loro lontani nel tempo e nello spazio, ma tuttavia caratterizzati da notevoli somiglianze per ciò che riguarda il lessico, la fonetica, la morfologia delle parole o la sintassi. Le concordanze rilevabili sono tali da far supporre che tutte queste lingue abbiano un'origine comune: un idioma preistorico, ricostruito per via ipotetica, denominato appunto indoeuropeo. Oltre a essere "figlia" dell'indoeuropeo, la lingua latina è, a sua volta, "madre" delle lingue romanze, o neolatine, come l'italiano, il francese o lo spagnolo. Per i concetti e le nozioni necessarie allo svolgimento dei seguenti esercizi, consulta l'Introduzione al latino nel volume di Grammatica (u pp. 1 e segg.)

1

Rispondi alle seguenti domande.

L'indoeuropeo è una lingua storica / preistorica È attestata da epigrafi o rinvenimenti archeologici /

È ricostruita in via ipotetica

Dove sarebbero state stanziate originariamente le cosiddette "genti indoeuropee"?

2

Evidenzia, sottolineandola, quale tra le seguenti lingue storiche non ha origine indoeuropea.

avestico (Iran) ~ arabo ~ sanscrito (India) ~ armeno ~ ittita ~ ebraico ~ latino ~ greco ~ albanese ~ celtico ~ germanico ~ fenicio ~ aramaico ~ baltico ~ slavo ~ italico ~ tocario (Turkestan).

3

Ecco alcune sequenze di parole appartenenti a lingue diverse. Esse afferiscono a vari campi semantici (famiglia, religione, clima ecc.). Sulla base delle tue conoscenze linguistiche, fornisci una traduzione al termine indoeuropeo ricostruito.

lat. mater ~ greco méter ~ sanscr. matar ~ ingl. mother ~ ted. Mutter ~ slavo mati indoeur. *mater = lat. frater ~ greco fráter (membro di una "fratria", ovvero di un gruppo di famiglie con un capostipite in comune) ~ sanscrito bhrátar ~ ingl. brother ~ ted. Bruder ~ russo Brat indoeur. *bhrater = lat. ovis ~ greco ois ~ sanscr. avih ~ got. awistr ~ slavo ovica indoeur. *owi- = lat. suinus ~ got. swein ~ ted. Schwein ~ ingl. Swine ~ slavo suinu indoeur. *swino- = 2

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Nozioni di fonetica latina unità 1

|

lat. septem ~ greco heptá ~ sanscr. sedmi ~ ingl. seven ~ ted. sieben ~ slavo saptá ´ indoeur. *s eptm = lat. octo ~ greco októ ~ ingl. eight ~ ted. acht indoeur. *okto = lat. nebula ~ greco nephéle/néphos ~ sanscr. nábha ~ ted. Nebel ~ slavo nebo indoeur. *nebh = lat. ursus ~ greco árktos ~ sanscr. rksa ~ avest. arsa ~ armeno arj ~ irl. art indoeur. *rksos = lat. (g)anser ~ greco chén ~ sancr. hamsáh ~ ingl. goose ~ ted. Gans indoeur.*ghans = lat. ager ~ greco agrós ~ sanscr. ájrah ~ ingl. acre ~ ted. Acker indoeur. *agro = lat. iugum ~ greco zygón ~ sanscr. yugám ~ ingl. yoke ~ ted. Joch ~ slavo igo indoeur. *yugóm =

Campo semantico: area di significato alla quale sono riconducibili le parole prese in considerazione.

4

Evidenzia sottolineandola quale tra le seguenti lingue non è romanza o neolatina.

romeno ~ sardo ~ tedesco ~ inglese ~ ladino ~ italiano ~ turco ~ finnico ~ provenzale ~ svedese ~ albanese ~ francese ~ catalano ~ spagnolo ~ arabo ~ portoghese.

5

Scrivi una o più parole italiane che siano derivate dalla parola latina indicata.

candeo `rifulgo', `splendo', `brucio' candido, incandescente, candidato arbor `albero' miles `soldato' albus `bianco' nepos `nipote' domus `casa' opto `desidero' divinus, `divino' pes `piede' diligo `amo' reddo `restituisco' equus `cavallo' senex `vecchio' fera `bestia selvaggia' testis `testimone' grex `gregge' tango `tocco' hospes `ospite' urbs `città' ignis `fuoco' vir `uomo' ludus `gioco' volvo `avvolgo'

6

Nei seguenti elenchi di autori c'è un "intruso": individualo, aiutandoti eventualmente con la consultazione di un'enciclopedia.

autori arcaici: autori classici: autori post-classici o imperiali: autori tardi: autori cristiani:

Plauto, Catone, Terenzio, Ennio, Varrone, Cesare. Cicerone, Nepote, Sallustio, Cesare, Agostino, Livio, Svetonio. Virgilio, Seneca, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane, Tacito. Ovidio, Gellio, Macrobio. Tertulliano, Minucio Felice, Agostino, Fedro. 3

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sezione 1

sezione 1 Fonetica

|

L'alfabeto latino e la pronuncia grammatica

[u Gramm. pp. 6-14]

Le lettere dell'alfabeto latino classico erano 23: a, b, c, d, e, f, g, h, i, k, l, m, n, o, p, q, r, s, t, v, x, y, z. Il latino presenta: sei vocali: a, e, i, o, u, y; sette dittonghi: ae, au, eu, oe, ei, ui, yi (nota che la dieresi posta sulla seconda vocale, ad es. ae, indica, al contrario, l'assenza di dittongo, ovvero lo iato). ¨ due semivocali: i e u, quando sono all'inizio di parola e seguite da vocale o quando sono tra due vocali all'interno di parola.

Divisione e quantità delle sillabe

Per la divisione in sillabe valgono in latino all'incirca le stesse regole che nell'italiano; si osservino tuttavia le seguenti eccezioni: ia, ie, io, iu, ea, se preceduti da consonante, non costituiscono mai dittongo e appartengono quindi a sillabe diverse (es. fa-mi-li-a); la i semivocalica fa sillaba con la vocale che la segue (es. io-cus); i gruppi qu e gu (dopo n) formano un'unica sillaba con la vocale successiva (es. lin-gua); in un gruppo di due o più consonanti comprese fra due vocali, la prima consonante costituisce sillaba con la vocale che precede, le altre con la vocale che segue (es. ser-po); se le due consonanti intervocaliche sono però la prima una muta (cioè p, b, t, d, c, g) o f e la seconda una liquida (r, l), entrambe fanno sillaba con la seconda delle due vocali (es. pu-bli-cus); se la parola è composta con una preposizione, questa costituisce sillaba a sé (es. ad-iu-va-re). La sillaba che termina per vocale si dice aperta, quella che termina per consonante si dice chiusa (ad es., li-ber: li- = sillaba aperta, -ber = sillaba chiusa). In latino la quantità della vocale di una sillaba determina in genere la quantità della sillaba stessa. In particolare: una sillaba è breve se è aperta e contiene una vocale breve una sillaba è lunga se contiene una vocale lunga o un dittongo (quanto a durata, il dittongo equivale infatti a una vocale lunga). Tuttavia: una sillaba è sempre lunga quando è chiusa (cioè termina per consonante), anche quando contiene una vocale per natura breve: ad esempio, nel sostantivo li-ber-tas la sillaba -ber- è lunga perché è chiusa, benché la sua vocale e sia breve per natura (si dice allora che questa e è lunga per posizione); in altri termini, si può dire che una sillaba è sempre lunga per posizione quando è seguita da due consonanti (che non siano muta + liquida) o da una consonante doppia; poiché una vocale lunga per natura si abbrevia se è seguita da un'altra vocale con la quale non forma dittongo, anche la sillaba cui tale vocale appartiene è da considerarsi breve (per posizione): ad esempio, il verbo vidëre presenta la e finale del tema lunga per natura (vidë-), ma tale vocale si abbrevia nella prima persona singolare del presente indicativo in quanto è seguita dalla desinenza vocalica -o: vidêo. 4

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Nozioni di fonetica latina unità 1

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Leggi il seguente brano seguendo la pronuncia "ecclesiastica" (quella di gran lunga più in uso presso le scuole italiane); poi, secondo la pronuncia restituta o "classica" (u Grammatica, pp. 9-10).

Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam, qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis, legibus inter se differunt. Gallos ab Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et Sequana dividit. Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate provinciae longissime absunt, minimeque ad eos mercatores saepe commeant atque ea, quae ad effeminandos animos pertinent, important, proximique sunt Germanis, qui trans Rhenum incolunt, quibuscum continenter bellum gerunt.

Cesare De bello Gallico I (metà I secolo a.C.)

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La Gallia nel suo complesso è divisa in tre parti: la prima è abitata dai Belgi, la seconda dagli Aquitani, e la terza da quelli che nel loro idioma si chiamano Celti, nel nostro Galli. Per lingua, per istituzioni, per leggi, sono tutti differenti tra loro. Il fiume Garonna divide i Galli dagli Aquitani, la Marna e la Senna dai Belgi. Di tutti costori i più forti sono i Belgi, per il fatto che sono lontanissimi dalla cultura e dalla civiltà della Provincia, e raramente i mercanti riescono a commerciare con loro e a importare quei beni di lusso che rammolliscono i caratteri; inoltre sono vicinissimi ai Germani che abitano oltre il Reno, con i quali vivono in perenne stato di guerra.

Sottolinea i dittonghi presenti nelle seguenti parole latine.

caedo (faccio a pezzi) ~ maestus (triste) ~ Claudius (Claudio) ~ claudo (chiudo) ~ poena (pena) ~ aureus (aureo) ~ huic (a questo) ~ rei publicae (dello Stato) ~ saepe (spesso) ~ Paulus (Paolo) ~ plaustro (con il carro) ~ oboedio (obbedisco).

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Sottolinea le semivocali (o semiconsonanti) presenti nelle seguenti parole latine.

iuvenis (giovane) ~ Maius (Maggio) ~ nauis (nave) ~ euado (evado) ~ iocus (gioco) ~ iam (già) ~ uiuere (vivere).

10 Dividi in sillabe le seguenti parole.

poeta ~ Cicero ~ regina ~ homo ~ sapientia ~ philosophus ~ pater ~ debeo ~ caelum ~ aer ~ ¨ ¨ flumine ~ Terentius ~ Asia ~ Europa ~ equites ~ domicilium ~ venustus ~ astra ~ taeterrimus ~ celerrime ~ comprimere ~ esse.

11 Dividi in sillabe la parola latina e quella italiana corrispondente. Motiva le eventuali differenze nei criteri di sillabazione.

castellum libertas regnare adgredior aequus luxuria familia amicitia vespa

castello libertà regnare aggredisco equo lussuria famiglia amicizia vespa

( ( ( ( ( ( ( ( (

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) ) ) ) ) ) ) ) ) 5

sezione 1

sezione 1 Fonetica

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12 Nelle seguenti parole, sottolinea le sillabe aperte con una linea, quelle chiuse con due.

debere ~ libertus ~ ancilla ~ domina ~ familia ~ libertas ~ castrum ~ fenestra ~ casa ~ domus ~ arbor.

L'accento grammatica

[u Gramm. pp. 14-15]

La collocazione dell'accento latino ­ che in latino era quasi sicuramente melodico e non tonico come in italiano ­ è regolata da tre leggi fondamentali: 1. legge del trisillabismo: l'accento di una parola latina non può risalire più indietro della terzultima sillaba; indícîum, exáspêro, omnípôtens, innóxîus 2. legge della baritonèsi: l'accento latino non può mai cadere sull'ultima sillaba; cónsul, ménsis, rósa, língua 3. legge della penultima: l'accento latino cade sulla penultima sillaba se essa è lunga; cade invece sulla terzultima se la penultima è breve. amïcus si legge: "amícus" perché la sillaba -mi- è lunga facîlis si legge: "fácilis" perché la sillaba -ci- è breve Ne consegue che:

nei bisillabi l'accento cade sempre sulla penultima sillaba; lúpus, máter, cúrrus; non esistono parole plurisillabe tronche, cioè accentate sull'ultima sillaba, ad eccezione di pochi termini; nelle parole con più di due sillabe, la sillaba regolatrice dell'accento latino è la penultima. L'accento cade sempre sulla terzultima sillaba se la penultima è breve, ma sulla penultima se la penultima stessa è lunga: pericûlum `pericolo' si legge: "perículum" littêra `lettera' si legge: "líttera"

Se ad una parola si unisce un monosillabo enclitico, cioè privo di un suo accento proprio, come ad esempio l'indefinito quis `qualche', le congiunzioni -que `e' e -ve `o' o la particella rafforzativa -met, si viene a creare una nuova entità fonica, di fatto una nuova parola, con un nuovo accento, detto comunemente accento d'ènclisi, collocato sulla sillaba che precede l'enclitica, anche quando essa sia breve. Pertanto: filiâque `e la figlia' si legge: "filiáque" lupûsve `o il lupo' si legge: "lupúsve" Assai complessi sono i fenomeni che provocano mutamenti nei suoni vocalici. Fra essi spicca per rilevanza la cosiddetta apofonia o alternanza vocalica (u Gramm., p. 16), spesso associata allo spostamento dell'accento della parola, che provoca in genere il mutamento della vocale della sillaba interna, un fenomeno questo particolarmente evidente nei verbi composti con preposizione. 6

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Nozioni di fonetica latina unità 1

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13 Prendendo in considerazione la quantità della penultima sillaba, individua l'esatta collocazione dell'accento tonico nelle seguenti parole e leggile.

debëre ~ fortüna ~ indïgnus ~ indolentîa ~ philosophîa ~ indocîlis ~ scribêre ~ persuadëre ~ denôto ~ gratuïtus ~ tëla ~ regêre ~ protêgo ~ ignörans ~ movëre ~ Darïus ~ persöna ~ regnätor ~ sordîdus ~ träma ~ transbîbo ~ suspîcax.

14 In base alla posizione dell'accento tonico, stabilisci la quantità della penultima sillaba (indicandovi sopra il segno diacritico di lunga ¯ o di breve ).

súspicor ~ ácriter ~ sácer ~ fáveo ~ favórem ~ glómero ~ indígnitas ~ cónveho ~ cóctilis ~ auréolus ~ austére ~ ácies ~ egéstas ~ égens ~ incómmodum ~ intérsero ~ macéllum ~ próditor ~ pródromus ~ proélium ~ tricórpor ~ tríquetra.

15 Traduci le seguenti parole in italiano e osserva la diversa posizione dell'accento.

16 A ogni parola aggiungi la particella enclitica e leggi con il giusto accento. ´ ego -met egomet sua -pte populus -que credis -ne filiae -que tu -te

domini -ve casa -que consules -ve ades -ne tanto -ne multi -que

17 Forma una nuova parola usando la preposizione e il vocabolo indicati. Quindi leggila, prestando attenzione all'accento.

ad + câpio (prendo) = accìpio in + câpio = ad + câdo (cado) = de + câdo = de + caedo (taglio) = ad + caedo =

in + ârs (capacità) = ex + pârs (parte) = in + âptus (adatto) = re + claudo (chiudo) = ex + claudo =

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sezione 1

régîmen regìme indiffêrens incolumîtas elaböro corrîgo

filiôla monarchîa philosophîa divîdo confüto

2

un i tà

La prima declinazione

Anticipazioni

l'aggettivo della

I declinazione

verbo sum e predicato

nominale

costruzione della frase

latina

indicativo presente,

imperativo e infinito delle 4 coniugazioni complementi di luogo, materia e argomento

la grammatica nei testi

Queste poesie sono state composte più di duemila anni fa dal giovane poeta Catullo, che si struggeva d'amore per la bella Lesbia. In rosso sono evidenziate le parole ed espressioni che costituiscono l'argomento principale di questa Unità: la I declinazione dei sostantivi, con gli aggettivi corrispondenti, il presente del verbo "essere" e di verbi della I, II, III coniugazione, il complemento di argomento.

È la mia ragazza la più bella! (Catullo, Carme 86)

Quintia è un nominativo della I declinazione, così come formosa, candida, longa, recta aggettivi femminili facenti parte del predicato nominale e riferiti al nominativo. nulla è un aggettivo femminile e significa `nessuna'. È riferito a mica `briciola', nominativo.

Quintia formosa est multis, mihi candida, longa, recta est. Haec ego sic singula confiteor, totum illud formosa nego: nam nulla venustas, nulla in tam magno est corpore mica salis. Lesbia formosa est, quae cum pulcherrima tota est, tum omnibus una omnis subripuit veneres. Per molti Quinzia è bella, per me è chiara, slanciata, diritta. Questi singoli pregi glieli riconosco, ma non posso dire che è bella: non c'è nessuna grazia, nessuna briciola d'intelligenza in quel corpo tanto superbo. Bella è Lesbia, che non solo è tutta bellissima, ma ha tolto alle altre donne ogni possibile grazia.

est è la 3a persona singolare dell'indicativo presente del verbo sum `essere'. pulcherrima è il superlativo dell'aggettivo femminile pulchra.

Morissi se non l'amo (Catullo, Carme 92)

Lesbia è un nominativo singolare della I declinazione.

Lesbia mihi dicit semper male nec tacet umquam de me: Lesbia me dispeream nisi amat. Quo signo? Quia totidem mea: deprecor illam assidue, verum dispeream nisi amo. Lesbia sparla sempre e non tace mai di me: morissi se Lesbia non mi ama. Come lo so? Perché faccio anch'io così: la copro d'insulti in continuazione, ma morissi se non l'amo.

de me è un complemento d'argomento «su di me», «riguardo a me».

dicit, tacet, amat `dice', `tace', `ama' sono indicativi presenti alla 3a persona singolare, rispettivamente della III, della II, della I coniugazione.

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La prima declinazione unità 2

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I nomi della prima declinazione grammatica

[u Gramm. pp. 26-29]

Alla I declinazione appartengono soprattutto nomi femminili e pochi nomi maschili. La caratteristica identificativa dei nomi della I declinazione è quella di presentare la desinenza del genitivo singolare in -ae.

CASO SINGOLARE PLURALE

Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

rosâ rosae rosae rosâm rosâ rosä

la rosa della rosa alla rosa la rosa o rosa con la rosa

rosae rosärum rosïs rosäs rosae rosïs

le rose delle rose alle rose le rose o rose con le rose

ricorda

Particolarità della prima declinazione

il nome familia può presentare una forma arcaica di genitivo singolare, in -as anziché in -ae, soprattutto in formule tratte dal diritto, come ad esempio pater familias, che si traduce con `il padre di famiglia', `il capofamiglia'; alcuni nomi possono avere il genitivo plurale in -um anziché in -arum, come ad esempio: drachmum o drachmarum `delle dracme' (la dracma è una moneta ateniese); terrigenum o terrigenarum `degli abitanti della terra'; i cosiddetti pluralia tantum, ovvero i nomi «soltanto plurali», sono declinati al solo plurale e non al singolare, come, ad esempio: deliciae, -arum gioia divitiae, -arum ricchezza nuptiae, -arum nozze Athenae, -arum Atene insidiae, -arum trappola Syracusae, -arum Siracusa i cosiddetti singularia tantum, ovvero i nomi «soltanto singolari», sono declinati al solo singolare e non al plurale; in genere si tratta di sostantivi astratti, come ad esempio: diligentia `diligenza', iustitia `giustizia', superbia `superbia'; alcuni nomi hanno infine un significato diverso, a seconda che siano al singolare o al plurale: copia, -ae abbondanza copiae, -arum truppe littera, -ae lettera dell'alfabeto litterae, -arum lettera (= missiva), letteratura vigilia, -ae veglia vigiliae, -arum sentinelle alcuni sostantivi femminili possono presentare il dativo e l'ablativo in -äbus anziché in -is: ad es. deabus `alle dee', filiabus `alle figlie'.

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sezione 2

1. Attenzione a non confondere la desinenza dell'ablativo singolare -ä (lunga!), con quella del nominativo e del vocativo singolari -â (breve!). 2. Le desinenze del genitivo e dativo singolari e del nominativo e vocativo plurali (-ae), così come quelle del dativo e dell'ablativo plurali (-is), sono uguali. Solo un'attenta analisi del contesto permetterà di distinguere di volta in volta la funzione logica di tali forme.

sezione 2 Morfologia del nome

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Partiamo dall'italiano

1

LA FLESSIONE E I CASI bili del discorso. (u Grammatica, p. 20-25) Distingui tra parti variabili e invaria-

bene ~ caddi ~ maestre ~ allievi ~ o ~ casa ~ chiese ~ per ~ tre ~ ottima ~ ragionevoli ~ verso ~ chiami ~ ohimè ~ affinché ~ è ~ sintassi ~ facilmente ~ facile ~ faccio ~ se ~ che ~ il quale ~ poiché ~ oh ~ non ~ scrissi ~ nella ~ il ~ sempre ~ sono ~ compagnia ~ tracce ~ alcuni ~ quando ~ i quali ~ chiunque ~ spesso ~ sotto ~ sa ~ secoli ~ da ~ inoltre ~ propriamente.

2

LA FLESSIONE E I CASI (u Grammatica, p. 20-25) Nelle seguenti parole italiane distingui tra radice, tema e desinenza.

RADICE TEMA DESIN. RADICE TEMA DESIN.

1. genitore primogenito generare gentile 2. terrore atterrito deterrente 3. parte particolare partigianeria

4. amica amore amorevole amichevolmente 5. terra terracotta atterrare 6. padre padrone padroneggiare

Indica la radice comune alla seguente famiglia di parole e stabilisci a quale area semantica esse appartengono.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

RAD, COM.

AREA SEM.

regnum, regina, regêre, regûla, regius, dirîgo, interregem, regio ducem, conduco, deduco, ducto, ductilis, induco, reductio ratio, ratiocinatio, rationale, irrationalis, irrationabiliter ludus, ludêre, illudêre, deludêre, alludêre, colludêre, ludibrium, ludio longe, longinquus, longipes, longitudo, longaevus, longus, longurio pugna, pugnare, pugnus, repugnare, expugnare, pugnax, pugnator servitium, servire, servus, servilis, adservio, servîtus fluctus, fluêre, fluîdus, flumen, fluxus, fluvius, fluctuans, refluus

La famiglia di parole è un insieme di vocaboli costruiti sulla stessa radice.

3

Distingui i nomi concreti dagli astratti contrassegnandoli con una C ovvero con una A.

padrona ~ serva ~ figlia ~ giustizia ~ avidità ~ maestro ~ bontà ~ alunno ~ marinaio ~ governo ~ onestà ~ agguato ~ sapienza ~ guerra ~ comandante ~ poeta ~ poesia ~ assedio ~ accampamento.

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La prima declinazione unità 2

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Quali di questi nomi italiani non hanno plurale e sono quindi dei singularia tantum?

saggezza ~ amicizia ~ aridità ~ cecità ~ grandine ~ Roma ~ fame ~ fine ~ letteratura ~ veglia ~ onestà ~ città ~ aiuto ~ umanità ~ Atene ~ patria ~ matematica ~ arte ~ dovere ~ piacere.

5

Elenca almeno 5 parole che in italiano siano dei pluralia tantum.

6

Declina per iscritto i seguenti nomi femminili della prima declinazione.

filia (figlia) ~ domina (padrona) ~ serva (schiava) ~ dea (dea) ~ iustitia (giustizia) ~ avaritia (avidità).

7

Declina oralmente i seguenti nomi femminili della prima declinazione.

8

Indica, usando i segni grafici corrispondenti, se le desinenze dei seguenti vocaboli sono brevi () oppure lunghe (¯).

puella (abl.) ~ puellas ~ puella (nom.) ~ puellis (dat.); regina (nom.) ~ regina (voc.) ~ reginarum ~ reginis (abl.); rosis (abl.) ~ rosam ~ rosarum ~ rosa (abl.); agricola (abl.) ~ agricola (nom.) ~ agricola (voc.); aquis (dat.) ~ aquam ~ aqua (abl.) ~ aquis (abl.).

9

Indica il significato delle seguenti parole senza ricorrere al dizionario. Puoi tradurre i vocaboli che ancora non conosci italianizzandoli per assonanza.

iustitia giustizia amphora lucerna mensa villa tunica ancilla filia discipula diligentia fabula

magistra silva umbra furia aqua viola dea ara statua corona rosa

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sezione 2

vita (vita) ~ statua (statua) ~ casa (capanna) ~ rosa (rosa) ~ tuba (tromba) ~ tabula (quadro) ~ mensa (tavola).

sezione 2 Morfologia del nome

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uso del vocabolario

Come risalire al nominativo di un nome della prima declinazione

Se incontri un vocabolo della I declinazione di cui non conosci il significato, devi innanzitutto esaminarne il caso e il numero: ad es., rosis = dativo o ablativo plurale. Per risalire al nominativo devi togliere alla parola rosis la desinenza -is, in modo da ottenere così il tema, ros-. Al tema devi poi aggiungere la desinenza -a del nominativo singolare della prima declinazione: rosa (se fosse un plurale tantum dovrai aggiungere la desinenza -ae del nominativo plurale). Ricorda che nella I declinazione le uscite dei nomi femminili (f.) e dei nomi maschili (m.) sono sempre identiche.

lessico di base

SOSTANTIVI DELLA PRIMA DECLINAZIONE

agricola, -ae, m.: agricoltore aqua, -ae, f.: acqua aquila, -ae, f.: aquila Africa, -ae, f.: Africa ara, -ae, f.: ara balaena, -ae, f.: balena belua, -ae, f.: belva bestia, -ae, f.: bestia Cannae, -arum, f.: Canne causa, -ae, f.: causa collega, -ae, m.: collega columba, -ae, f.: colomba concordia, -ae, f.: concordia copia, -ae, f.: abbondanza copiae, -arum, f.: truppe deliciae, -arum, f.: gioia diligentia, -ae, f.: diligenza discipula, -ae, f.: allieva formica, -ae, f.: formica fortuna, -ae, f.: fortuna fortunae, -arum, f.: beni, ricchezze

gloria, -ae, f.: gloria Graecia, -ae, f.: Grecia herba, -ae, f.: erba homicida, -ae, m.: omicida incola, -ae, m.: abitante insidiae, -arum, f.: trappola insula, -ae, f.: isola Italia, -ae, f.: Italia littera, -ae, f.: lettera dell'alfabeto litterae, -arum, f.: epistola, letteratura magistra, -ae, f.: maestra mensa, -ae, f.: mensa nauta, -ae, m.: marinaio nuptiae, -arum, f.: nozze opera, -ae, f.: lavoro operae, -arum, f.: manodopera, operai ora, -ae, f.: costa paeninsula, -ae, f.: penisola perfuga, -ae, m.: fuggiasco

pigritia, -ae, f.: pigrizia pirata, -ae, m.: pirata planta, -ae, f.: pianta po¨ta, -ae, m.: poeta e porta, -ae, f.: porta puella, -ae, f.: fanciulla regina, -ae, f.: regina rosa, -ae, f.: rosa Sardinia, -ae, f.: Sardegna schola, -ae, f.: scuola sententia, -ae, f.: opinione Sicilia, -ae, f.: Sicilia silva, -ae, f.: selva statua, -ae, f.: statua Syracusae, -arum, f.: Siracusa terra, -ae, f.: terra via, -ae, f.: via victoria, -ae, f.: vittoria vigilia, -ae, f.: veglia vigiliae, -arum, f.: sentinelle

10 Indica il significato dei seguenti nomi maschili della prima declinazione.

poeta ¨ incola

nauta perfuga

agricola homicida

pirata collega

11 Traduci i seguenti vocaboli in tutti i modi possibili, tenendo conto delle forme omografe.

concordiae ~ diligentiae ~ herbis ~ mensis ~ plantae ~ pigritia ~ statuas ~ aqua ~ copia ~ scholas ~ Graeciae ~ Siciliae ~ insularum ~ paeninsularum ~ columbas ~ arae ~ portis ~ causam ~ aquilam ~ balaenarum ~ formicarum ~ bestias ~ incolis ~ perfugis ~ gloriam ~ Sardiniam ~ Italia ~ reginam.

Si dicono omògrafe (dal greco homós `uguale' e graphé `scrittura') le parole che presentano una forma uguale pur avendo un significato diverso. In latino, un vocabolo può avere le stesse desinenze pur essendo declinato in casi diversi: ad esempio, la parola rosis indica sia l'ablativo plurale sia il dativo plurale del sostantivo rosa; due sono le possibili traduzioni, "alle rose" o "con/per le rose".

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La prima declinazione unità 2

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12 Traduci i seguenti pluralia tantum.

nuptiae, -arum insidiae, -arum

divitiae, -arum Syracusae, -arum

deliciae, -arum Athenae, -arum

13 Traduci i seguenti vocaboli, ricordando che assumono significati diversi nel passaggio da singolare a plurale.

vigilia opera copia fortuna

14 Volgi al plurale e traduci.

vigiliae operae copiae fortunae

15 Volgi al singolare e traduci.

fabulis (abl.) ~ fabulis (dat.) ~ fabulas ~ fabulae ~ fabularum; perfugae ~ perfugarum ~ perfugis (dat.) ~ perfugas; deae ~ deabus (abl.) ~ dearum ~ deas; servae ~ servarum ~ servis (dat.) ~ servis (abl.).

L'aggettivo della prima declinazione grammatica

Si declinano seguendo la I declinazione gli aggettivi femminili che appartengono alla cosiddetta prima classe. L'aggettivo si accorda al sostantivo nel genere, nel caso e nel numero. Rivediamo, ad esempio, il primo verso della poesia di Catullo (u supra, p. 8): Quintia formosa est, candida, longa. Formosa, candida e longa sono aggettivi. Essi fanno parte del predicato nominale e sono concordati con il soggetto Quintia (nom. femm. sing.) al quale si riferiscono: sono pertanto femminili e declinati al nominativo singolare. lessico di base

AGGETTIVI FEMMINILI

alba: bianca beata: felice bona: buona cara: cara certa: certa clara: famosa densa: fitta dubia: incerta fessa: stanca firma: solida

foeda: brutta impia: empia improba: cattiva ivcunda: piacevole iusta: giusta grata: gradita laboriosa: faticosa laeta: lieta magna: grande mira: straordinaria

molesta: sgradita multa: molta nigra: nera necessaria: necessaria opaca: ombrosa parva: piccola pauca: poca pia: pia pigra: pigra plena: piena

proxima: vicina pulchra: bella rotunda: rotonda rustica: campestre sedula: diligente splendida: splendente superba: altera timida: timida tuta: sicura vera: vera

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sezione 2

filia (nom.) ~ filiae (gen.) ~ filiam ~ filia (voc.); viae (dat.) ~ viam ~ via (nom.) ~ via (abl.); victoriae (gen.) ~ victoria (nom.) ~ victoria (abl.); casa (abl.) ~ casa (voc.) ~ casa (nom.) ~ casae (gen.) ~ casae (dat.) ~ casam.

sezione 2 Morfologia del nome

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16 Risali al nominativo femminile singolare dei seguenti aggettivi e scrivine il significato.

magnarum da magna `grande' iustae clarae

multarum pulchris molestarum

parvae tuta grata

17 Traduci le seguenti espressioni in tutti i modi possibili, tenendo conto delle forme omografe.

vitae rusticae ~ multae insulae ~ sedularum puellarum ~ densis umbris ~ bonas deas ~ silvae opacae ~ amica cara ~ scholam molestam ~ magnae aquilae ~ clara domina ~ columbis timidis ~ stellas pulchras ~ urticam foedam ~ alaudis parvis ~ laetarum puellarum ~ rotundae terrae ~ firma casa.

18 Traduci le seguenti espressioni in tutti i modi possibili.

delle belle fanciulle ~ alle dee illustri ~ o buona regina ~ o buone ancelle ~ delle schiave operose ~ la timida colomba ~ della modestia necessaria ~ alla pigrizia sgradita ~ le rose gradite ~ i boschi ombrosi ~ la vita rustica ~ della padrona pia ~ delle buone maestre ~ alle belle statue ~ la via incerta.

19 Collega gli aggettivi ai rispettivi sostantivi, tenendo conto del significato e delle desinenze.

SOSTANTIVI AGGETTIVI

puellas ancilla silvis dominae fortunarum vita servis villa stellae epistulam reginam

dubiarum claram sedulas opacis rustica piae magna splendidae molestam pigris laeta

grammatica

Il predicato verbale e il complemento predicativo; il predicato nominale

Il predicato verbale è un verbo con il quale si esprime un'azione, uno stato o un modo di essere del soggetto. È attivo se è il soggetto a compiere l'azione: «(Io) ho letto il libro». È passivo se il soggetto subisce l'azione: «Il libro è stato letto dagli studenti». Anche nel seguente esempio il verbo è passivo: «In classe si legge il libro [= il libro viene letto]». In dipendenza dal predicato verbale, si può trovare il complemento predicativo, costituito da un nome o da un aggettivo riferito al soggetto o all'oggetto che completa il significato del predicato. Tale complemento è distinto in: complemento predicativo del soggetto: nome o aggettivo riferito e concordante con il soggetto. Questo complemento è richiesto obbligatoriamente da verbi

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La prima declinazione unità 2

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cosiddetti copulativi, tra cui si distinguono gli effettivi (es. `diventare'), gli appellativi (al passivo, es. `essere denominato'), gli elettivi (al passivo, es. `essere eletto'), gli estimativi (al passivo, es. `essere considerato'). «Giulia piangeva disperata». «È stato eletto sindaco». complemento predicativo dell'oggetto: nome o aggettivo riferito e concordante con l'oggetto. Come il complemento predicativo del soggetto, lo si può trovare con diversi verbi, ma è richiesto in particolare con i verbi appellativi, elettivi, estimativi (all'attivo). «Ho visto Paolo contento». «Lo considerano uno sciocco».

Il predicato nominale è formato dal verbo `essere' (detto copula) e da un nome o aggettivo (nome del predicato), riferito al soggetto. Laura [soggetto] è [copula] una bella ragazza [nome del predicato + attributo].

Partiamo dall'italiano

20 Distingui il predicato verbale da quello nominale.

1. È celebre il motto degli antichi Greci "conosci te stesso". 2. I Romani apprezzavano la cultura dei Greci. 3. Perché studiamo il latino? 4. Osservare è imparare. 5. Io non sono te. 6. Le ragioni sono tre. 7. Il mio no non è un forse. 8. La scena fu straziante. 9. Non mi piace la matematica. 10. Errare è umano, perseverare diabolico. 11. Che cosa facciamo domani? 12. La lezione è mortalmente noiosa. 13. L'insegnante di latino pretende troppo. 14. Dammi una mano. 15. Il blu è un colore freddo. 16. Le fanciulle intrecceranno ghirlande di rose e fiori. 17. Egli non è più. 18. Vi sono delle isole al largo della costa occidentale. 19. C'è la luna. 20. Temistocle era ateniese.

21 Distingui tra complemento predicativo del soggetto e complemento predicativo dell'oggetto.

1. I Romani chiamavano il fiume Po "Padus". 2. Il Po era chiamato "Padus" dai Romani. 3. Ti eleggeranno rappresentante degli studenti. 4. Era considerato il miglior insegnante del liceo. 5. Lo giudico una persona intelligente. 6. Non sarò mai scelto come capoclasse. 7. È stato soprannominato "il Rospo". 8. L'imperatore Giuliano venne detto "l'Apostata". 9. Lucio Emilio Paolo celebrò il trionfo da console e da pretore. 10. Fu eletto amministratore del condominio all'unanimità. 11. Diventerai un grande generale. 12. Mi consideravano il migliore della mia generazione. 13. Si è laureato ingegnere l'anno scorso.

22 Distingui tra nome del predicato e complemento predicativo.

1. La Curia era la sede del Senato romano. 2. Cicerone venne eletto console nel 63 a.C. 3. Catilina fu considerato il capo e ispiratore della congiura contro il Senato romano. 4. Il latino era la lingua parlata dagli antichi Romani. 5. Plinio venne mandato come proconsole in Bitinia. 6. Il Liber di Catullo è un'opera immortale. 7. Sapientissima è la dea Atena. 8. Le Muse erano nove ed erano figlie di Zeus e Mnemosyne, la dea della memoria. 9. Scipione venne detto "l'Africano" dopo la sua vittoria contro Annibale. 10. Dionisio fu tiranno di Siracusa. 11. Beati gli ultimi perché saranno i primi.

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sezione 2 Morfologia del nome

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L'indicativo presente del verbo sum `essere' grammatica

IND. PRESENTE

1a p. sing. 2a p. sing. 3a p. sing. 1a p. plur. 2a p. plur. 3a p. plur.

sum es est sumus estis sunt

io sono tu sei egli è noi siamo voi siete essi sono

Il verbo sum, `essere', assolve in primo luogo alla funzione di copula all'interno del predicato nominale. Puella est sedula. La fanciulla è diligente.

ricorda

In latino il predicato nominale concorda sempre con il soggetto: Aquila magna est. Alaudae parvae sunt. L'aquila è grande. Le allodole sono piccole.

Oltre al valore copulativo, sum può anche assumere quello di predicato verbale, nel significato di `esistere', `esserci', `stare', `accadere', ecc. Analizziamo ad esempio la frase: In Italia multae silvae sunt. Iniziamo dal verbo, per individuare, poi, il soggetto: il verbo è sunt `sono'. Il soggetto deve essere dunque un nominativo plurale: silvae `boschi', del quale multae `molte', è un attributo. Dunque: «molte selve sono». Infine, il complemento di luogo, reso da in + ablativo: in Italia `in Italia'. La traduzione è quindi: «Molte selve sono in Italia» o, molto più correttamente: «In Italia ci sono molte selve». Ricorda che spesso nella traduzione italiana del verbo sum bisogna aggiungere ci, e dunque «c'è», «ci sono», in quanto ci si trova di fronte non alla copula del predicato nominale, bensì a un predicato verbale.

23 Nelle seguenti frasi riconosci e analizza le voci del presente del verbo sum.

1. Cleopatra regina est. 2. Aerumnarum causa, Catilina, es. 3. Numidae sunt Africae incolae. 4. Columbae et agnae sunt aquilarum praeda. 5. Amicus Clodiae non sum. 6. Mox (presto, avv.) est cenae hora. 7. Ubi (dove, avv.) estis, puellae? 8. Ranae sunt fossarum aquarum incolae.

24 Nelle seguenti frasi determina se il verbo sum ha valore di copula o di predicato verbale.

1. Cleopatra pulchra est. 2. Roma in Italia est. 3. Incolarum discordiae sunt lacrimarum causa. 4. Magna est Italia. 5. Densae umbrae in silva sunt. 6. Diana et Minerva superbae deae sunt.

25 Nelle seguenti frasi determina quale sia il soggetto, quale la copula e quale il nome del predicato.

1. Magna est Cleopatrae fama. 2. Multae sunt Tulliae filiae. 3. Non es matrona Romana. 4. Aerumnarum causa saepe (spesso) est invidia. 5. Musae sunt poetarum deae. 6. Tullia amica nostra est. 7. Laetae puellae sumus. 8. Minerva sapientiae est dea.

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La prima declinazione unità 2

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26 Esegui l'analisi logica delle seguenti frasi italiane, quindi prova a tradurle in latino.

1. Minerva è una dea. 2. La ricchezza e la superbia sono sempre (semper) cause di sciagure. 3. Roma non è in Africa (in + abl.). 4. Clodia è una fanciulla romana. 5. Atene è patria di marinai. 6. Tu non sei una regina.

I casi diretti: nominativo, vocativo, accusativo grammatica

Il nominativo è il caso del soggetto, ovvero della persona o cosa a cui si riferisce l'azione o il modo di essere segnalato dal verbo. Se il nominativo è espresso da un pronome personale, spesso si sottintende, come succede anche in italiano. Claudia et Flavia amicae sunt. Claudia e Flavia sono amiche. Il vocativo esprime il cosiddetto complemento di vocazione, ovvero indica la persona o la cosa alla quale si rivolge il discorso. Salve Regina! Salve, o Regina! L'accusativo è il caso del complemento oggetto, che indica la persona o la cosa sulla quale cade l'azione compiuta dal soggetto ed espressa da un verbo transitivo attivo. Pecunia saepe curas parat. Il denaro spesso procura preoccupazioni.

Apposizione e attributo

L'apposizione è un nome che accompagna un sostantivo per determinarlo tramite una qualità o una particolare condizione. In italiano, può essere posta vicino al nome, oppure può essere separata da esso con una virgola, o può essere preceduta da `come' o `da'. Il poeta [apposizione del soggetto] Carducci scrisse un Inno a Satana. Da bambino [apposizione del soggetto] ero molto inquieto. Lo [complemento oggetto] abbiamo eletto rappresentante [apposizione del complemento oggetto] di classe. In latino, l'apposizione ha lo stesso caso del sostantivo al quale è riferita. Dea Minerva Iovis filia est. La dea Minerva è figlia di Giove. Dea è qui riferito al soggetto Minerva ed è in nominativo. Colimus deam Minervam. Onoriamo la dea Minerva.

Deam è riferito al complemento oggetto Minervam ed è in accusativo.

In latino sono considerati apposizioni anche gli appellativi geografici, laddove l'italiano usa il complemento di denominazione. insula Sardinia oppidum Gergovia l'isola di Sardegna la città di Gergovia L'attributo è un aggettivo che si accompagna al nome per determinarne una qualità. È concordato nello stesso genere, numero e caso del sostantivo cui si riferisce. bonarum reginarum bonis reginis delle buone regine alle buone regine, con le buone regine 17

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Partiamo dall'italiano

27 Nelle seguenti frasi individua il soggetto.

1. Brillavan le stelle. 2. Scriviamo. 3. Antichissima è la città di Roma. 4. Il perché era noto a tutti. 5. Non ritornano i giorni passati. 6. Provvedere è prevedere. 7. Fu il primo. 8. Annoia aspettare. 9. Mi piace mangiare. 10. Sono ignoti il dove e il quando. 11. Non c'è il due senza il tre. 12. Due è un numero. 13. "Da" è una preposizione semplice. 14. Il tuo "poi" è un mai. 15. Cadeva fitta la neve. 16. Giunse un messo da Roma. 17. Ci vuole del coraggio! 18. Non c'era nessuno. 19. Erano in quattro. 20. È avvenuta una disgrazia. 21. C'era dell'acqua sul pavimento. 22. Dove siete?

28 Distingui tra apposizione e attributo.

1. Lisippo, straordinario scultore, scolpì le statue dei cavalieri caduti nella battaglia presso il fiume Granico. 2. Catilina, uomo audace e senza scrupoli, tentò un colpo di stato durante il consolato del famoso oratore Cicerone. 3. Il noto filosofo Socrate non lasciò alcuna opera scritta. 4. Pirro, re dell'Epiro, sbarcò in Italia con un grande esercito. 5. Cartagine, opulenta città africana, fu distrutta definitivamente nel 146 a.C. 6. I fanciulli romani portavano la praetexta, una toga orlata di porpora.

29 Individua il complemento oggetto.

1. 2. 3. 4. 5. 6.

Paola desidera un po' di comprensione. Ha vissuto una vita ricca e interessante. L'ho cercato a lungo, ma non era in città. Non ti amo, Sabidio, e non saprei dire il perché. Davvero ti piace questa musica? Io non la sopporto. Le tue lamentele non mi tangono.

30 Nelle seguenti frasi sottolinea una volta il soggetto e due volte il predicato nominale.

1. Stellae sphaerae sunt. 2. Historia magistra vitae est. 3. Aurora amica Musis est. 4. Asia patria rosarum est. 5. Graecia et Italia terrae Europae sunt. 6. Columbae sunt bestiae iucundae. 7. Vita agricolarum magistra modestiae est. 8. Graecia patria poetarum est. 9. Arabia terra Asiae est. ¨ 10. Aquilae incolae silvarum sunt. 11. Victoria causa gloriae est. 12. Sicilia et Sardinia insulae sunt. 13. Minerva dea sapientiae est. 14. Diana dea beluarum est. 15. Fortuna vitae saepe dubia est.

31 Traduci.

1. Fortuna caeca est. 2. Tua villa pulchra et magna est. 3. Tuam amicitiam impetro (ottengo). 4. Athenae in Graecia sunt. 5. Muscae saepe praeda aranearum sunt. 6. Tunicam albam texo (tesso). 7. Mater familias semper filiabus cara est. 8. Syracusae in Sicilia sunt; Sicilia magna insula est. 9. Ancilla parvam puellam vocat (chiama). 10. Nuptiae servarum gratae superbis dominis non sunt. 11. Puella, tu (tu) es laetitia mea. 12. Germania est Galliae finitima. 13. Litterae amicarum puellis gratae sunt. 14. Vigiliae noctu saepe fessae sunt. 15. Cantilenam canto (canto). 16. Insidiae Scytharum nostris copiis periculosae sunt. 17. In Africa copia simiarum est. 18. Formae gloria fluxa est. 19. Appia longarum viarum regina est.

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La prima declinazione unità 2

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I casi obliqui (o indiretti): genitivo, dativo, ablativo grammatica

Iniziamo qui ad affrontare gli usi più frequenti e basilari del genitivo, del dativo e dell'ablativo. Le informazioni che ti forniremo sulle funzioni logiche dei casi indiretti, sebbene ancora incomplete, ti serviranno a eseguire gli esercizi di queste prime lezioni.

Il genitivo

Il genitivo esprime in primo luogo il complemento di specificazione, il quale determina o circoscrive il significato di ciò a cui è riferito. filia dominae o anche: dominae filia la figlia della padrona Come si nota dagli esempi, il genitivo può precedere o seguire il nome a cui si riferisce, anche se tende più spesso a precederlo. Se il nome è preceduto da una preposizione, il latino tende a "incastonare" il genitivo tra preposizione e nome. In dominae villa non sunt rosae. Nella villa della padrona non vi sono delle rose. Gli altri usi del genitivo, come genitivo partitivo, genitivo di pertinenza, genitivo di qualità, verranno via via indicati nel corso delle lezioni.

Il dativo

Il dativo è innanzitutto il caso del complemento di termine, che indica la persona o la cosa alla quale è indirizzata un'azione, una qualità, una circostanza. Dono tunicam amicae. Dono una tunica all'amica. Altre importanti funzioni del dativo, come il dativo di possesso, il dativo d'agente o il dativo etico, saranno analizzati in seguito.

L'ablativo

L'ablativo è, per iniziare, il caso del complemento di mezzo e del complemento di modo. Altri valori espressi dall'ablativo, come il complemento di qualità, di materia, di argomento, di privazione ecc., saranno mano a mano affrontati nelle unità a seguire. Il complemento di mezzo indica la persona o la cosa (in quest'ultimo caso si parla più precisamente di complemento di strumento) per mezzo della quale si verifica un evento o avviene un'azione. Pilä puellae ludunt. Le fanciulle giocano a palla [«con la palla» / «per mezzo della palla»]. Il complemento di modo, indica il modo in cui avviene un'azione o si verifica una circostanza; si trova in genere in ablativo semplice. Laetitiä amicas meas accipio. Accolgo le mie amiche con letizia. Se però tale complemento è espresso da un sostantivo accompagnato da aggettivo, l'ablativo viene introdotto dalla preposizione cum, di norma frapposta tra sostantivo e aggettivo. Magnä cum laetitiä amicas meas accipio. Con grande letizia accolgo le mie amiche. 19

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Spesso, per esprimere le diverse funzioni logiche, l'ablativo viene preceduto da una preposizione: è il caso, in particolare, del complemento di compagnia e del complemento di stato in luogo. Il complemento di compagnia, espresso da cum + ablativo, indica la persona o la cosa in compagnia della quale si compie un'azione o avviene un fatto. Cum ancillis suis est. È con le sue ancelle. Il complemento di stato in luogo, espresso in genere da in + ablativo (per i vari complementi di luogo, u infra, p. 26) esprime il luogo reale o figurato in cui le persone stanno o in cui si verifica un'azione. Domina in villä est. La padrona è nelle villa.

ricorda

Sine `senza' regge il caso ablativo. Ad esempio: sine amicis meis «senza le mie amiche».

32 Nelle seguenti frasi individua sia il genitivo sia la parola a cui esso è riferito.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12.

Historia magistra vitae est. Agricolarum vita iucunda est. Fama Romae magna est. Ira dominae molesta est. Puellae alauda parva est. Gallia et Italia Europae terrae sunt. Africa et Asia terrae multarum ferarum sunt. Dominae villae filiae sumus. Incolae Cretae piratae sunt. Diana lunae dea est. Musae po¨tarum deae sunt. e Incolae Galliae sumus.

33 Completa le frasi con il complemento adatto.

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13.

20

Domina in villa est. (ancilla) Dianae, deae hastae et sagittae iucundae sunt. (silva) Concordia causa est. (victoria) Dominae et servae sunt. (villa) Athenae sunt. (Graecia) Minerva, clara dea Graeciae, amat. (industria et doctrina) Victoria copiarum parat (procura) gloriam et potentiam. (Roma) herbarum plantarumque copia est. (silva) Athenae clarae sunt et sacrae. (dea Minerva) et multae statuae poetarum sunt. (Graecia, Italia) ¨ Africae multae beluae sunt. (magnae silvae) Non surda es, . (filia mea) Arcula tua plena est . (aranea)

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Lingua madre - Esercizi 1

32 pages

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