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INDICE GENERALE

PARTE I STRUTTURA DELLA PROPOSIZIONE

1 Predicato e complementi obbligatori 2 Per approfondire: Attanti e valenza verbale 2 1.1 Il predicato 3 1.2 Il soggetto 4 1.3 L'oggetto 5 1.4 Le concordanze del soggetto con il predicato 6 2 Il nome nella proposizione 2.1 Apposizione e attributo 2.2 Sostantivi e aggettivi in funzione predicativa

Impariamo a tradurre: I predicativi

2.3 Altri verbi che richiedono la costruzione personale (nominativo con l'infinito) 2.4 Il vocativo

Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

40 43 44 46 47 47 48 50 51 53 56 59 61 62 62 65 68 68 69 70 70 72 74 76 77 77 78 80 81 84 85 87 88 90 92 94

9 9 10 11 13 15 15 16 16 17 18 19 21 23

3 Genitivo 3.1 Genitivo soggettivo e oggettivo 3.2 Genitivo di specificazione e di appartenenza 3.3 Genitivo partitivo 3.4 Genitivo con gli aggettivi (funzione di relazione) 3.5 Genitivo con i verbi

Come si traduce? Alcuni termini del lessico giudiziario Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

2.3 Usi diversi in latino e in italiano

3 3.1 3.2 3.3 3.4 3.5 3.6

Il verbo nella proposizione Verbi transitivi e intransitivi La valenza verbale Attivo, passivo e medio Il passivo impersonale I verbi servili Verbi ed espressioni con valore causativo (fare + infinito)

Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

4 4.1 4.2 4.3

Dativo Dativo di termine Dativo di attribuzione e interesse Dativo di fine e doppio dativo

Come si traduce? Espressioni con il dativo di fine

4.4 Verbi con l'oggetto in dativo

Lessico di base: I principali verbi con l'oggetto in dativo Costrutti da ricordare: Suadeo e persuadeo

PROPOSTA OPERATIVA: VISUALIZZIAMO LA STRUTTURA DEL PERIODO

1 2 3 La struttura del periodo Costruzione del grafico Esempi modello 28 28 29

4.5 Passivo impersonale dei verbi con l'oggetto in dativo

Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

5 Accusativo 5.1 Accusativo dell'oggetto diretto

Latino/Italiano: Verbi transitivi latini con corrispettivi intransitivi in italiano Costrutti da ricordare: Il verbo deficio

PARTE II FUNZIONI DEI CASI

1 Il caso 1.1 Casi retti e casi obliqui 1.2 Le funzioni dei casi 2 Nominativo e vocativo 2.1 Il doppio nominativo 2.2 Il verbo videor

33 33 34 35 35 36

5.2 Accusativo con i verbi impersonali 5.3 Accusativo di relazione 5.4 Doppio accusativo

Costrutti da ricordare: Rogo

5.5 Accusativo di movimento nello spazio e nel tempo

Latino/Italiano: Misure di lunghezza Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

III

INDICE GENERALE

6 Ablativo 6.1 Funzione di origine e di allontanamento

Costrutti da ricordare: I verbi prohibeo e laboro

95 95 97 100 102

1.4 Uso dei tempi dell'indicativo

Come si traduce? L'indicativo perfetto

1.5 Lo stile epistolare

159 162 163 167 167 168 170 171 173 175 176 176 178

6.2 Funzione strumentale

Latino/Italiano: Ablativo di mezzo e complemento di mezzo Costrutti da ricordare: Espressione della necessità e del bisogno

Nota lessicale: Libïdo

7 Particolarità sintattiche e stilistiche 7.1 Comparativi e superlativi

Come si traduce? L'espressione della sproporzione Italiano/Latino: «Quanto più..., tanto più...»

116 116 117 118 119 127 128 129 129 130 132 134 135 140

2.6 Congiuntivo suppositivo e irreale Riepilogo dei congiuntivi indipendenti

7.2 Particolarità sull'uso dei pronomi

Come si traduce? Alius e alter ripetuti

7.3 Uso delle congiunzioni coordinanti

Come si traduce? La congiunzione et Come si traduce? La congiunzione vel Come si traduce? Le congiunzioni autem e vero Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva Esercizi di ricapitolazione sulle funzioni dei casi

3 Proposizioni indipendenti all'imperativo 3.1 Imperativo presente 3.2 Imperativo futuro 3.3 Imperativo negativo (riepilogo) 3.4 IL PUNTO SU Le particelle negative non e ne

180 180 181 182 183

4 Proposizioni indipendenti all'infinito 184 4.1 Infinito storico o narrativo 184 4.2 Infinito esclamativo 184 Versioni di ricapitolazione 185 Invito all'analisi contrastiva 187

RIPASSO E RECUPERO I-II

PARTE III PROPOSIZIONI INDIPENDENTI

1 Proposizioni indipendenti all'indicativo 1.1 Proposizioni enunciative

Latino/Italiano: Non sempre falso condizionale

PARTE IV NOMI VERBALI E PROPOSIZIONI SUBORDINATE IMPLICITE

1 1.1 1.2 1.3 Funzioni sintattiche dell'infinito Infinito sostantivato e infinito semplice La proposizione infinitiva Costrutti da ricordare e particolarità

Latino/Italiano: I verbi «di comando»

151 151 153 155 157 157

189 189 190 192 193

1.2 Proposizioni interrogative dirette

Come si traduce? Quid in funzione avverbiale

1.3 Proposizioni esclamative e incidentali

2 Funzioni sintattiche del participio 196 2.1 Tempi e diàtesi 196 2.2 Participio attributivo 198 Latino/Italiano: Il participio attributivo 199 2.3 Il participio con il verbo sum 199 2.4 Participio predicativo 200

IV

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104 6.3 Funzione sociativa 106 6.4 Funzione locativa 108 6.5 Riepilogo delle determinazioni di tempo 110 Versioni di ricapitolazione 113 Invito all'analisi contrastiva 115

2 Proposizioni indipendenti al congiuntivo 2.1 Congiuntivo esortativo e imperativo negativo 2.2 Congiuntivo concessivo 2.3 Congiuntivo desiderativo o ottativo

Latino/Italiano: Desideri realizzabili e irrealizzabili

2.4 Congiuntivo dubitativo o deliberativo 2.5 Congiuntivo potenziale e di modestia

INDICE GENERALE

2.5 Participio congiunto

Latino/Italiano: Traduzione del participio congiunto

202 203 204 206 208 208 209 214 216 218

Latino/Italiano: La legge dell'anteriorità nelle proposizioni temporali

3.3 Proposizioni narrative 3.4 3.5 3.6 3.7 3.8 3.9

2.6 Ablativo assoluto

Latino/Italiano: Traduzione dell'ablativo assoluto

3 Funzioni sintattiche di gerundio, gerundivo e supino 3.1 Gerundio 3.2 Gerundivo 3.3 Supino

Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

269 274 Come si traduce? La proposizione narrativa 274 Proposizioni avversative 276 Proposizioni concessive 277 Facciamo il punto: Le funzioni di cum 279 Proposizioni finali 280 Proposizioni consecutive 283 Proposizioni comparative 285 Impariamo a tradurre: Quasi, un falso amico 288 Proposizioni condizionali 290 Facciamo il punto: Le funzioni di ut 291 Versioni di ricapitolazione 293 Invito all'analisi contrastiva 295 296 296 300 302 305 307 308

PARTE V PROPOSIZIONI SUBORDINATE ESPLICITE

1 Uso dei modi e dei tempi 1.1 Uso dei modi 1.2 Uso dei tempi: la consecutio temporum

Latino/Italiano: Legge dell'anteriorità Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

4 4.1 4.2 4.3

219 219 223 224 237 239

Proposizioni relative Relative proprie Relative improprie (circostanziali) Strutture e costrutti tipici

Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

RIPASSO E RECUPERO III-V

2 Proposizioni completive 2.1 Le proposizioni completive esplicite 2.2 Dichiarative introdotte da quod

2.3 2.4 2.5 2.6 2.7 2.8

240 240 240 Approfondimenti: Dico quod... 242 Come si traduce? Quod all'inizio di periodo 242 Dichiarative introdotte da ut/ut non 243 Volitive introdotte da ut/ne 245 Costrutti da ricordare: Facio ed efficio 246 Completive con i verba timendi 248 Completive con non dubito ed espressioni analoghe 250 Completive con i verba impediendi e recusandi 252 Interrogative indirette 255

Come si traduce? Le particelle -ne, num, nonne nelle interrogative indirette Costrutti da ricordare: Dubito e non dubito Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva

PARTE VI PERIODO IPOTETICO E DISCORSO INDIRETTO

1 Il periodo ipotetico 1.1 Caratteristiche generali

Per approfondire: Un antico costrutto paratattico

322 322 323 323 328 329 330 334 337 337 337 341 343 344 350

1.2 Periodo ipotetico indipendente

Latino/Italiano: Come tradurre i periodi ipotetici misti Latino/Italiano: Il periodo ipotetico indipendente in italiano

1.3 Periodo ipotetico dipendente

Latino/Italiano: Il periodo ipotetico dipendente in italiano

256 258 260 262 263 263 266 267

2 Il discorso indiretto 2.1 Oratio recta e oratio obliqua 2.2 Struttura sintattica della oratio obliqua

Versioni di ricapitolazione Invito all'analisi contrastiva VERSIONI DI RICAPITOLAZIONE GENERALE Strumenti per l'autocorrezione

3 Proposizioni circostanziali 3.1 Proposizioni causali

Facciamo il punto: La congiunzione quod

3.2 Proposizioni temporali

V

INDICE GENERALE

APPENDICE

Costrutti verbali notevoli 356

3 1 2 3

Dalle Verrinae di Cicerone Cicerone e il processo contro Verre Dalla Actio prima Dalla Actio secunda

382 382 384 385 388 388 389 392 394 397 397 401 402

ANTOLOGIA DI TESTI LATINI

1 Dalle Fabulae di Fedro 1 Vizi e debolezze umane

Scheda: Il modello esopico: la cagna che portava la carne (Fab. 136)

4 Dal De coniuratione Catilinae di Sallustio

362 363 364 366 367 371 371 375 377 378 379

Scheda: La lingua di Sallustio

2

Deboli, potenti e prepotenti

Scheda: L'agnello infurbito di Trilussa

1 2 3

Catilina e i congiurati La scoperta della congiura La tragica conclusione

2 Dal De bello Gallico di Cesare 1 Cesare e la Gallia 2 Cesare e la Britannia

Scheda: Filius e liber Scheda: Lo stile del De bello Gallico Scheda: Naves onerariae e naves longae

5 Dai Carmina di Catullo 1 L'amore per Lesbia

Scheda: Traduzioni a confronto

2

Frammenti di vita

INDICE ANALITICO

407

VI

STRUTTURE SINTATTICHE E USI STILISTICI

PARTE I STRUTTURA DELLA PROPOSIZIONE

In latino, come peraltro in italiano, elemento irrinunciabile di una proposizione (indipendente o dipendente) è il predicato, costituito da un verbo che, da solo o accompagnato da una parte nominale, enuncia («predica») un'azione, un processo, un modo di essere. Il predicato talvolta costituisce da solo un atto comunicativo completo (è, cioè, un enunciato), come nel caso di pluit «piove»; nella maggior parte dei casi, tuttavia, per trasmettere un'informazione completa esige la presenza di altri elementi, da uno a tre, detti attanti o complementi obbligatori, o anche «argomenti del verbo». Hanno sempre funzione di attante il soggetto, l'oggetto, il complemento di termine; hanno occasionalmente funzione di attante anche altri complementi indispensabili per dare senso al verbo, come, ad esempio, il complemento di stato in luogo in frasi del tipo Marcus est in horto «Marco è in giardino». Si può dunque dire che il predicato e i complementi obbligatori (attanti) costituiscono la frase minima, cioè una proposizione completa sia sul piano grammaticale sia su quello semantico, formata dal minor numero possibile di elementi. Ma una proposizione è raramente una frase minima: nella maggior parte dei casi, infatti, oltre ai complementi obbligatori, sono presenti anche complementi liberi, detti anche circostanti, che hanno la funzione di circostanziare l'azione espressa dal verbo precisando, ad esempio, il luogo e il tempo in cui si svolge o si è svolta l'azione (complementi di luogo e di tempo), le cause, le finalità, i mezzi (complementi di causa, di fine, di mezzo) ecc.

Per approfondire: Attanti e valenza verbale

La presenza di uno, due o tre attanti (questo è il numero massimo) dipende esclusivamente dal verbo che costituisce il predicato, o meglio dalla sua valenza, intendendo per valenza verbale la esigenza di un verbo a unirsi, per avere senso, a uno, due o tre attanti. Un verbo può quindi essere monovalente (richiede solo un attante, il soggetto), bivalente (richiede oltre al soggetto anche un oggetto o altro complemento indispensabile), o trivalente (richiede, oltre al soggetto e all'oggetto, anche un terzo attante); può infine essere zerovalente (o «a valenza zero») se si tratta di un verbo assolutamente impersonale. Sull'argomento v. anche pag. 16.

2

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1

PREDICATO E COMPLEMENTI OBBLIGATORI

1. PREDICATO E COMPLEMENTI OBBLIGATORI

1.1

Il predicato

Il predicato costituisce il nucleo fondamentale e irrinunciabile della proposizione e, in latino come in italiano, può essere verbale o nominale.

PREDICATO MODALITÀ

verbale nominale

è costituito da un verbo attivo, passivo o deponente è costituito dal verbo sum in funzione di copula oppure da un verbo copulativo e da una parte nominale (es. melior fio «divento più buono»)

Nessun enunciato può essere privo di predicato; si possono però avere frasi prive di verbo perché questo è sottinteso e facilmente ricavabile dal contesto (es. Ubi est aurum? In arca [sott. est] «Dov'è l'oro?» «Nella cassaforte»). Sono inoltre prive di verbo le frasi nominali, nelle quali il predicato è rappresentato da una espressione nominale semplicemente apposta al soggetto: si tratta in genere di espressioni proverbiali (come Summum ius, summa iniuria «Assoluta giustizia, assoluta ingiustizia» o Quot homines, tot sententiae «quante persone, tanti pareri»), o di locuzioni esclamative come O factum male! «che disgrazia!».

ESERCIZIO

1

Traduci le seguenti frasi e analizza i complementi dipendenti dal verbo precisando se si tratta di attanti (complementi obbligatori) o di circostanti (liberi complementi).

Es. Populus magna cum laetitia praemium athletis dedit propter victoriam. Il popolo con grande gioia diede un premio agli atleti per la vittoria. Attanti: populus (sogg.); praemium (compl. ogg.); athletis (compl. di termine) Circostanti: magna cum laetitia (compl. di modo); propter victoriam (compl. di causa)

1. Romulus Romam condîdit. 2. Roma a Romulo condîta est. 3. Cras Mediolano Romam proficiscar. 4. Propter aegritudinem domi maneo. 5. Caesar legionibus laborantibus Labienum cum auxiliis misit. 6. Per totum mensem cotidie pluit. 7. Galli post Romanorum victoriam Caesaris fidei (= «alla protezione») se commiserunt. 8. Agricolae non sibi sed posteritati arbôres serunt. 9. Pontius Telesinus ad portam Collinam cum Sulla dimicavit. 10. Agesilaus admôdum senex in Aegyptum cum tribus comitibus ivit.

ESERCIZIO 2

Traduci le seguenti frasi, individua il predicato delle singole proposizioni; se una proposizione è priva di verbo, stabilisci se questo è sottinteso o se si tratta di una frase nominale.

Predicato e frasi nominali

1. Ipsi testes sumus! (Sen.) 2. Non sumus in ullius potestate! (Sen.) 3. Iturus sum domum. (Plaut.) 4. Multa sunt quae dici possunt. (Cic.) 5. Mens sana in corpore sano. (Iuv.) 6. Dion adeo admiratus est Platonem, ut se ei totum tradêret. (Nep.) 7. Omnes qui rei publicae consûlunt nobis cari esse debent. (Cic.) 8. Quamquam sum iratus Metello, tamen haec quae vera sunt dicam. (Cic.) 9. Haec obscura esse possunt. (Cic.) 10. Multa in corporibus nostris incidêre consuevërunt quae sine medicamentis ad sanitatem pervenire non possunt. (Cels.) 11. Quot homines, tot sententiae: suus cuique mos. (Ter.) 12. Quo agis te? Domum. (Plaut.) 13. Tecum est Deus, intus est. (Sen.) 14. Factus es tribunus plebis. (Cic.)

3

PARTE I

STRUTTURA DELLA PROPOSIZIONE

1.2

Il soggetto

Il soggetto (espresso o sottinteso) è richiesto da tutti i verbi, ad eccezione di quelli assolutamente impersonali, e costituisce il primo attante. La funzione di soggetto può essere svolta, oltre che da un nome o un pronome, anche da monemi appartenenti ad altre parti del discorso (verbo all'infinito, avverbi, congiunzioni ecc.) o da una proposizione completiva soggettiva esplicita o implicita.

POSSONO SVOLGERE LA FUNZIONE DI SOGGETTO ESEMPI

un sostantivo un aggettivo sostantivato un pronome un infinito in funzione nominale qualsiasi altra parte del discorso (avverbio, congiunzione, preposizione ecc.) una proposizione completiva soggettiva, infinitiva o di forma esplicita in caso nominativo

Puer currit. Il ragazzo corre. Boni laudantur. Gli onesti vengono lodati. Accurrit quidam. Accorse un tale. Saepe tacëre optimum est. Spesso stare zitti è la cosa migliore. Ibi adverbium est. Ibi è un avverbio. Nuntiatum est fugisse Antonium. Fu annunciato che Antonio era fuggito.

(la completiva infinitiva fugisse Antonium ha la funzione di soggetto di nuntiatum est)

Placuit Caesari ut ad Ariovistum legatos mittêret. Piacque a Cesare (Cesare decise) di mandare ambasciatori ad Ariovisto.

(la completiva ut... mitteret ha la funzione di soggetto di placuit)

Nullum dubium est quin venias. Non c'è alcun dubbio che tu venga.

(la completiva quin venias ha la funzione di soggetto di nullum dubium est)

Quaesïtum est ubi esses. Fu chiesto dov'eri.

(l'interrogativa indiretta ubi esses ha la funzione di soggetto di quaesitum est)

Quando il soggetto è un pronome personale viene di solito omesso a meno che non abbia un rilievo particolare: Huius belli semen tu fuisti. Di questa guerra tu fosti il seme.

4

1. PREDICATO E COMPLEMENTI OBBLIGATORI

1.3

L'oggetto

L'oggetto è un complemento obbligatorio richiesto da numerosi verbi e costituisce pertanto il secondo attante. La funzione di oggetto può essere svolta, oltre che da un nome o un pronome, anche da monemi appartenenti ad altre parti del discorso (verbo all'infinito, avverbi, congiunzioni ecc.) o da una proposizione completiva oggettiva esplicita o implicita.

POSSONO SVOLGERE LA FUNZIONE DI OGGETTO ESEMPI

un sostantivo un aggettivo sostantivato un pronome un sostantivo

Careo pecuniä. Sono privo di soldi. nel caso richiesto da alcuni verbi intransitivi1

(il verbo careo esige un oggetto indiretto in ablativo)

un pronome un aggettivo sostantivato

Tibi persuadeo. Ti persuado.

(il verbo persuadeo esige un oggetto in dativo)

Memini tuorum. Mi ricordo dei tuoi.

(il verbo memini esige un oggetto in genitivo)

un infinito in funzione nominale (infinito sostantivato) una proposizione completiva oggettiva, infinitiva o di forma esplicita

Cupio proficisci. Desidero partire. Puto te bonum esse. Penso che tu sia buono.

(la completiva infinitiva te bonum esse ha la funzione di oggetto di puto)

Curo ut bene facias. Mi preoccupo che tu agisca bene.

(la completiva ut... facias ha la funzione di oggetto di curo)

Timeo ne hostes veniant. Temo che arrivino i nemici.

(la completiva ne... veniant ha la funzione di oggetto di timeo)

Non dubito quin venias. Non dubito che tu venga.

(la completiva quin venias ha la funzione di oggetto di non dubito)

Ex te quaero num venias. Ti chiedo se vieni.

(l'interrogativa indiretta num venias ha la funzione di oggetto di quaero)

1. Dall'oggetto in caso diverso dall'accusativo si parlerà nei capitoli dedicati ai singoli casi.

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5

in caso accusativo dopo un verbo transitivo (oggetto diretto)

Magister laudat discipulum. Il maestro loda lo scolaro. Bonos laudamus. Lodiamo gli onesti. Quosdam vidîmus. Abbiamo visto dei tali.

PARTE I

STRUTTURA DELLA PROPOSIZIONE

ATTENZIONE

Non si confonda la funzione oggetto con il complemento oggetto (oggetto diretto) in accusativo richiesto di norma da un verbo transitivo! Possono, infatti, avere funzione di oggetto anche sostantivi posti in genitivo, in dativo o in ablativo (es. memini tui «mi ricordo di te», persuadeo tibi «ti persuado», careo pecuniä «sono privo di denaro»).

Traduci le seguenti frasi e individua gli elementi (nomi, pronomi espressi o sottintesi, proposizioni soggettive ecc.) che hanno la funzione di soggetto e di oggetto.

ESERCIZIO

3

a

1. Iustitia praecîpit suum cuique reddêre. (Cic.) 2. Non reprehendo Metellum; pepercit homini amico. (Cic.) 3. Iam parce: verum dixi. (Quint.) 4. Bonum ex malo non fit. (Sen.) 5. Scire iam te oportet quae responsa L. Caesar refêrat a Pompeio. (Cic.) 6. Profecto ita se res habet: maiorum gloria postêris quasi lumen est, neque bona neque mala eorum in occulto patîtur. (Sall.) 7. Fit ut me excutiam atque egrediar domo. (Ter.) 8. Tu regêre imperio populos, Romane, memento. (Verg.) 9. Sic res se habet; te tua, me delectant mea. (Cic.) 10. Peccare certe licet nemîni. (Cic.) 11. Italiae Siciliam coniunctam constat fuisse. (Sall.) 12. Nihil agendo homines male agere discunt. (Cic.) 1. Tarentina victoria ostendit populi Romani fortitudinem. (Flor.) 2. Nuntiatum est Ariovistum ad occupandam Vesontionem contendêre. (Caes.) 3. Ubicumque dulce est, ibi et acidum invenies. (Petr.) 4. Dubium non fuit quin Domitius proelium commissurus esset. (Caes.) 5. Caesar, Alexandriä potitus, regnum Cleopâtrae dedit. (Eutr.) 6. Mearum miseriarum meminêro. (Plaut.) 7. Scio quam aspêra haec res in principio futura sit. (Cic.) 8. Senatus libros Sibyllinos inspîci iussit. (Liv.) 9. Opto ut beatus sis. (Cic.) 10. Pauci te istaque tua vitia norämus (= noveramus). (Cic.)

b

1.4

SOGGETTO

Le concordanze del soggetto con il predicato

Concordanza nel numero

MODALITÀ DI CONCORDANZA ESEMPI

un solo soggetto

nel numero e nella persona

Tu venisti. Tu sei arrivato. Discipulus librum legit. Lo scolaro legge un libro. Athenae floruerunt. Atene raggiunse grande splendore. Tu et vos venistis. Tu e voi siete venuti. Puer et puella currunt. Il ragazzo e la ragazza corrono. Si tu et Tullia valëtis, ego et Marcus valëmus. (Cic.) Se tu e Tullia state bene, io e Marco stiamo bene.

più soggetti della stessa persona

al plurale della stessa persona

più soggetti di persone diverse

al plurale ma la prima persona prevale sulla seconda e sulla terza, la seconda sulla terza

6

1. PREDICATO E COMPLEMENTI OBBLIGATORI

Talvolta, pur in presenza di più soggetti, il verbo è al singolare perché concorda con il termine più vicino o con l'«insieme» dei soggetti, avvertito come un unico concetto. Quid Galli, quid Hispani, quid Aspetto con impazienza (di sapere) Sextus agat, vehementer che cosa facciano i Galli, che cosa gli exspecto. (Cic.) Spagnoli, che cosa Sesto. Senatus populusque Romanus decrevit... Il senato e il popolo romano decisero...

Concordanza nel genere

Com'è noto, l'aggettivo che costituisce la parte nominale del predicato nominale e il participio perfetto nelle forme passive della flessione verbale concordano con il soggetto oltre che nel numero anche nel genere: consilium optimum fuit, discipulus laudatus est, puella laudata est ecc. Ecco alcune importanti precisazioni:

SOGGETTO MODALITÀ DELLA CONCORDANZA ESEMPI

costituito da un infinito o un'intera proposizione costituito da più sostantivi di genere diverso

al neutro se si tratta di soggetti animati prevale il maschile

Libros legêre optimum est. È un'ottima cosa leggere libri. Aquila et aper inedia sunt consumpti. (Phaedr.) Un'aquila e un cinghiale morirono di fame. Iis genus, aetas, eloquentia prope aequalia fuëre. (Sall.) In loro erano quasi pari la nobiltà di nascita, l'età, l'eloquenza.

se si tratta di soggetti inanimati prevale il neutro

Concordanza a senso

Si parla di concordanza a senso (o di sillèssi) quando il predicato concorda non con il soggetto grammaticale ma con quello logico, cioè con le persone o le cose alle quali, al di là dei legami grammaticali, è riferito il verbo. Si può avere la concordanza a senso sia nel numero sia nel genere.

CONCORDANZA MODALITÀ ESEMPI

nel numero

il verbo può essere plurale in presenza di un soggetto singolare che esprime una collettività (pars, multitudo, exercitus ecc.) il nome del predicato o il participio perfetto possono concordare con il soggetto logico

Pars in crucem acti, pars bestiis obiecti sunt. (Sall.) Parte fu messa in croce, parte gettata alle fiere. Nobilitas rem publicam deseruêrant. (Liv.) I nobili avevano abbandonato lo stato. Samnitium caesi sunt tria milia. (Liv.) Furono uccisi tremila Sanniti.

(il participio caesi concorda con il soggetto logico Samnites, anziché con quello grammaticale tria milia)

nel genere

7

PARTE I

STRUTTURA DELLA PROPOSIZIONE

Concordanza per attrazione

Spesso il predicato concorda non con il soggetto, ma con la sua apposizione (specie quando si tratta di nome geografico) o con il predicativo.

CONCORDANZA ESEMPIO

con l'apposizione con il predicativo

Coriôli oppidum captum est. (Liv.) Fu conquistata la città di Corìoli. Gens universa Veneti appellati sunt. (Liv.) L'insieme delle popolazioni ebbe il nome di «Veneti».

ESERCIZIO

4

Traduci le seguenti frasi e precisa le caratteristiche delle concordanze (nel numero, nel genere ecc.) fra il soggetto e il predicato.

1. A scrivere è Cicerone: tu è riferito alla moglie Terenzia, Tulliôla è la figlia, Cicero è il figlio Marco citato con il solo nomen. 2. Patres sono chiamati «i senatori».

VERSIONE 1

1. Tu et Tullîola nostra, lux nostra, valetis; ego et suavissimus Cicero1 valemus. (Cic.) 2. Decem ingenui (= «ragazzi di famiglia nobile»), decem virgines ad id sacrificium adhibîti sunt. (Liv.) 3. Dux uterque suos adhortatur. (Liv.) 4. Hanc coronam Senatus populusque Romanus Q. Maximo dedit bello Poenorum secundo, quod urbem Romam obsidione hostium liberavit. (Gell.) 5. Ex maxima libertate tyrannus gignîtur et iniustissima et durissima servîtus. (Liv.) 6. Orgetorïgis filia atque unus e filiis captus est. (Caes.) 7. Nobilitas rem publicam deseruêrat. (Liv.) 8. Multitudo clamore ingenti nunc consulum nunc patrum2 fidem implorant. (Liv.) 9. Volsinii, oppidum Tuscorum opulentissimum, totum concrematum est fulmine. (Liv.) 10. Vicit tamen et vetêrum militum virtus et prudentia ducis. (Liv.) 11. Dilîgi et carum esse iucundum est, propterea quia tutiorem vitam et voluptatem pleniorem effîcit. (Cic.) 12. Mihi ante oculos dies noctesque versatur squalor vester et maeror et infirmitas valetudinis tuae. (Cic.) 13. Nec duo Gracchi nec L. Sulla agrum Campanum attingêre ausus est. (Cic.) 14. Cetera classis, praetoria nave amissa, quantum quaeque remis valuit fugerunt. (Liv.) 15. Tradunt Vulturnum, Etruscorum urbem, ab Samnitibus captam esse. (Liv.)

Un episodio della guerra contro i Vosci e gli Equi

Nel V secolo a.C. Roma estese la sua egemonia sul Lazio scontrandosi con le altre popolazioni, e in particolare con gli Equi e i Volsci.

1. Senatui... placuit: «il senato decise», propriamente «piacque al senato». 2. Proelium iustum è «la battaglia regolare» in campo aperto: la superiorità numerica dei Romani induce i Volsci a tentare un colpo a sorpresa. 3. coronä: «con uno schieramento difensivo».

enatui dictatorem creari placuit1, quod consûlum discordia inter ipsos et certamîna in consiliis omnes terrebant. Dictator dictus est A. Postumius Tubertus, qui, diviso cum Quinctio consule exercitu, ad hostes pervënit. Postquam bina castra hostium parvo inter se spatio distantia vidêrant, ipsi quoque mille ferme passus ab hoste castra posuerunt. Hostes, nulla in proelio iusto2 relicta spe, noctu adorti consulis castra proelium committunt. Clamor subito ortus non modo consulis vigiles et exercitum deinde omnem, sed dictatorem quoque ex somno excivit. Consul nec animo defëcit nec consilio: pars militum portarum stationes firmat, pars coronä3 vallum cingunt. Dictator omnia, quae alius imperator prudens et impîger in tali re praecipêret ageretque (= «avrebbe ordinato e fatto»), praecîpit atque agit. M. Geganium cum cohortibus delectis misit ad oppugnanda castra hostium: itaque prius paene cepit castra quam oppugnari hostes satis scirent. da Livio

S

Analisi del testo

Per ogni proposizione individua: ­ gli elementi che hanno la funzione di soggetto e oggetto; ­ il tipo di predicato e le modalità della concordanza con il soggetto (attenzione: c'è una evidente concordanza a senso!).

8

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PROPOSTA OPERATIVA: VISUALIZZIAMO LA STRUTTURA DEL PERIODO

1

La struttura del periodo

Come sappiamo, più proposizioni poste in rapporto fra loro costituiscono un periodo. Il rapporto fra le proposizioni può essere: 1) di coordinazione, quando le proposizioni sono sintatticamente sullo stesso piano (ad esempio, due principali, due dipendenti di 1° grado ecc.) e hanno la stessa funzione sintattica (ad esempio, due o più completive oggettive o due finali ecc.). La coordinazione è generalmente marcata da una congiunzione coordinante (et, atque, sed ecc.); quando questa si ripete davanti a ogni elemento si parla di polisìndeto; quando il rapporto di coordinazione avviene senza alcuna congiunzione si parla di paratassi o di asìndeto; Odi et amo. (Catull.) Odio e amo.

Le due proposizioni principali sono fra loro coordinate con la congiunzione et.

Veni, vidi, vici. (Caes.) Legati venerunt ut captivos reddêrent et pacem petêrent. (Caes.)

Arrivai, vidi, vinsi. Gli ambasciatori giunsero per restituire i prigionieri e chiedere la pace.

Le tre proposizioni principali sono fra loro coordinate per asindeto.

Le due proposizioni subordinate finali sono fra loro coordinate con la congiunzione et.

2) di subordinazione, quando una proposizione dipende sintatticamente da un'altra, che assume quindi il ruolo di sovraordinata. Quando il rapporto di subordinazione è segnalato da una congiunzione subordinante (ut, cum, quod ecc.) si parla di ipotassi; quando la congiunzione manca si parla di paratassi. Le due frasi Volo ut hoc facias e Volo hoc facias significano entrambe «voglio che tu faccia questo», ma nel primo caso si ha una struttura ipotattica, nel secondo una struttura paratattica. Anche in latino, come in italiano, le proposizioni subordinate possono essere di 1° grado se dipendono direttamente dalla principale, di 2° se dipendono da una subordinata di 1° grado, di 3° se dipendono da una subordinata di 2° e così via.

2

Costruzione del grafico

Per evidenziare i rapporti sintattici fra le varie proposizioni (che nel periodo non si susseguono quasi mai secondo l'ordine della dipendenza) e quindi per poter meglio comprendere il testo, è utile visualizzare la struttura del periodo con un grafico

28

PROPOSTA OPERATIVA VISUALIZZIAMO LA STRUTTURA DEL PERIODO

che si presenta come un albero rovesciato: alla radice sta la proposizione principale, dalla quale si diramano le subordinate di 1° grado; da queste si diramano le proposizioni di 2° grado, da esse quelle di 3° grado e così via. Per indicare la subordinazione si usa un tratto verticale, per marcare invece la coordinazione un tratto orizzontale. Legati venerunt ut captivos reddêrent Gli ambasciatori giunsero per restituire et petêrent pacem. i prigionieri e chiedere la pace. Legati venerunt

ut captivos reddêrent et petêrent pacem.

Le due proposizioni finali ut captivos reddêrent e petêrent pacem sono subordinate di 1° grado fra loro coordinate.

qui pacem petêrent

quas nominavi.

Le due proposizioni sono entrambe subordinate di 1° grado ma non sono fra loro coordinate, poiché hanno diversa funzione sintattica: quas nominavi è una relativa propria, che precisa civitatibus; invece qui pacem petêrent è una finale introdotta dal pronome relativo.

3

VERSIONE 9

Esempi modello

Cavillose interpretazioni del diritto

Cicerone dimostra che l'interpretazione letterale e cavillosa del diritto è sempre causa di ingiustizie (iniuriae), cioè di atti commessi contro lo ius.

(1) Exsistunt etiam saepe iniuriae quae ex malitiosa iuris interpretatione oriuntur. (2) Quo in genere peccavit (= «sbagliò») ille qui, cum triginta dierum indutiae cum hoste essent factae, noctu populabatur agros, quod dierum indutiae essent pactae, non noctium. (3) Eodem modo non est probandus noster Q. Fabius Labeo (= «Labeone») qui arbîter Nolanis et Neapolitanis de finibus a senatu missus erat et, cum ad locum venisset, cum utrisque separatim locutus est, ne cupîde quid agêrent atque ut regrêdi quam progrêdi mallent. (4) Id cum utrique fecissent, aliquantum agri in medio relictum est, quod ille populo Romano adiudicavit. (5) Fabius Labeo illorum fines sic ut ipsi dixêrant terminavit, sed decipêre hoc quidem est, non iudicare. da Cicerone

Il brano è composto da cinque periodi fra loro separati dal punto fermo. Di ogni periodo verrà proposto l'albero, a scopo di esempio: a te il compito della traduzione, che apparirà decisamente più agevole, se si terrà conto della struttura del periodo visualizzata nei grafici.

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Nel caso di una proposizione relativa propria, che, in quanto tale, specifica un singolo elemento dell'enunciato, il legame verticale andrà posto fra il pronome relativo e il termine a cui esso si riferisce. Nel caso di una relativa impropria, cioè di una relativa finale o consecutiva o causale, il legame interesserà invece il verbo della sovraordinata. E civitatibus quas nominavi legati Dalle città che ho nominato giunsero a Romam venërunt qui pacem petêrent. Roma gli ambasciatori per chiedere la pace. Legati... venërunt e civitatibus

RIPASSO E RECUPERO I-II

LE FUNZIONI DEI CASI

ESERCIZIO

Nominativo

1 a

Completa le seguenti espressioni inserendo quanto richiesto.

1. Inserisci nel caso opportuno il nome proprio Cicero, onis. multas vehementesque orationes scripsisse tradîtur. multas vehementesque orationes scripsisse tradunt. multas vehementesque orationes scripsisse tradîtum est. 2. Inserisci nel caso e nel numero opportuni il sostantivo discipulus, i (m.). magistro bene respondisse putantur. magistro bene respondisse putandum est. iniussu magistri loqui prohibentur. iniussu magistri loqui prohibîti sunt. 3. Inserisci nel caso opportuno il sostantivo dux, is (m.). Sibi videbatur bene egisse. Nobis videtur bene egisse. Omnibus iustum videbatur proelium committêre. visum est proelium committêre. 4. Inserisci la forma corretta del verbo videor al presente indicativo. Ego semper vobis verum dixisse . Mi sembra di avervi sempre detto la verità. Nobis iusti fuisse . Ci sembra di essere stati giusti. Mihi iustum vos historiam antiquam discêre. Mi sembra giusto che voi impariate la storia antica. Mihi vos antiquos auctores magno studio legêre. Mi sembra che voi leggiate con grande passione gli autori antichi. Mihi vos antiquos auctores legêre. Mi sembra opportuno che voi leggiate gli autori antichi.

b

Scegli le espressioni corrette, cancellando quelle errate.

1. Mi sembra di diventare pazzo. Amens mihi fieri videor Amens mihi fieri videtur. 2. Mi sembra che tu abbia cambiato parere. Mihi videtur te sententiam mutavisse. Mihi videris sententiam mutavisse. 3. Al senato sembrò opportuno arruolare nuove legioni. Visae sunt senatui novae legiones conscribêre. Visum est senatui novas legiones conscribêre.

140

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RIPASSO E RECUPERO I-II

4. Si ritiene che la luna sia illuminata dalla luce del sole. Luna solis lumine collustrari putatur. Lunam solis lumine collustrari putatur. 5. Si ordina che tutti gli uomini e i ragazzi si riuniscano nel foro. Omnes viri puerique in foro convenire iubentur. Omnes viros puerosque in foro convenire iubetur.

c

Traduci le seguenti frasi.

1. Q. Naso, vir ornatissimus, qui praetor fuêrat, iudex sumîtur. (Cic.) 2. Caesar beneficiis atque munificentia magnus habebatur, integritate vitae Cato. (Sall.) 3. Pisistratus tyrannus Homeri libros antea confusos sic disposuisse dicîtur ut nunc habemus. (Cic.) 4. Mora unius diei credîtur saluti urbi fuisse. (Liv.) 5. Nuntiatum est arcem ab hostibus occupatam esse. (Eutr.) 6. Nolani muros portasque adire vetîti sunt. (Liv.) 7. Qui hoc dicunt, videntur mihi errare. (Sen.) 8. Romae videor esse cum tuas litteras lego. (Cic.) 9. Tu vidëris mihi Romae fore ad nostrum adventum. (Cic.) 10. Tibi videtur utile esse nos collôqui. (Cic.) 11. Prohibîti estis in provincia vestra pedem ponêre, et prohibîti summa cum iniuria. (Cic.) 12. Comitiis perfectis, veteres consules iussi sunt bellum in Samnio gerere. (Cic.)

d

Traduci le seguenti frasi.

1. Si tramanda che Atene fu fondata dall'eroe Tèseo. 2. Si riteneva che Aristìde fosse il più giusto tra gli uomini. 3. Si annunciò che Cesare aveva respinto oltre il Reno alcune tribù germaniche. 4. Mi è stato comandato dai consoli di venire a Capua alle None di febbraio. 5. Sembrava opportuno a Demostene che gli Ateniesi si alleassero con i Tebani. 6. Mi sembra che voi vogliate seguire i precetti di Epicuro. 7. Ai Greci sembrò sempre vergognoso perdere la libertà e obbedire a un re. 8. Catilina era conosciuto come un uomo fazioso e avido di potere e fu spesso trovato coinvolto in turpi affari.

ESERCIZIO

Genitivo

2 a

Scegli le espressioni corrette, cancellando quelle errate.

1. Chi di voi ha visto mio fratello? Quis vestri fratrem meum vidit? Quis vestrum fratrem meum vidit? 2. Il console disse che era suo dovere lodare i soldati valorosi. Consul dixit suum esse milites strenuos laudare. Consul dixit eius esse milites strenuos laudare. 3. A lui non importa agire bene. Eius non intêrest recte facêre. Sua non intêrest recte facêre. 4. Nessun bene deve essere stimato più della virtù. Nulla possessio magis quam virtus aestimanda est. Nulla possessio pluris quam virtus aestimanda est. 5. A Milone interessava moltissimo che Clodio fosse ucciso. Milonis plurimi interêrat Clodium necari. Miloni maxime interêrat Clodium necari.

141

RIPASSO E RECUPERO I-II

6. Ciò importa soltanto a te, a noi tutti invece non interessa. Id tui tantum intêrest, omnium nostrum autem non intêrest. Id tua tantum intêrest, omnium nostrum autem non intêrest.

b

Traduci le seguenti frasi.

1. Nihil ille contra me fecit odio mei, sed odio severitatis, odio dignitatis, odio rei publicae. (Cic.) 2. Pluris putare quod utile videtur quam quod honestum, turpissimum est. (Cic.) 3. Ego quanti te faciam semperque fecêrim, sum mihi ipse testis. (Cic.) 4. Vercingetôrix, cum ad suos redisset, proditionis insimulatus est. (Caes.) 5. Magni ad honorem nostrum interest te quam primum Romam venire. (Cic.) 6. Vestra, qui cum summa elegantia atque integritate vixistis, hoc maxime interest. (Cic.) 7. Utriusque nostrum magni interest ut te videam. (Cic.) 8. Non ascripsi id quod tua nihil referebat. (Cic.) 9. Viri boni est nescire facêre iniuriam. (Publ.) 10. Est tuum videre quid agatur. (Cic.) 11. Neminem excelsi ingenii virum humilia delectant et sordida. (Sen.) 12. Vivorum memini, nec tamen Epicuri oblivisci licet. (Cic.)

c

Traduci le seguenti frasi.

1. Interessava a tutti i Greci che gli Ateniesi respingessero i Persiani. 2. Non mi importa che cosa dirai di me. 3. Spesso l'intelligenza è stimata meno del denaro. 4. Socrate fu condannato a morte per empietà dagli Ateniesi. 5. A tutti noi interesserà sempre difendere la libertà. 6. Pericle, comandante di eccezionale talento e di grande eloquenza, morì a causa della peste. 7. Clodia accusò Celio di veneficio. 8. Il poeta Ovidio, mentre era in esilio, non si dimenticò mai di Roma.

ESERCIZIO

Dativo

3 a

Scegli le espressioni corrette, cancellando quelle errate.

1. Il mio amico si chiama Claudio. Amico meo nomen est Claudius. Amico meo nomen est Claudii. 2. La dea Atena favoriva i Greci e li aiutava. Dea Athena Graecos favebat eosque auxiliabatur. Dea Athena Graecis favebat eisque auxiliabatur. 3. Ci sta a cuore la vostra salute. Valetudo vestra nobis ad cor est. Valetudo vestra nobis cordi est. 4. Per imparare, dobbiamo leggere molti libri. Ad discendum, nobis multi libri legendi sunt. Ad discendum, a nobis multi libri legendi sunt. 5. Devo scriverti al più presto. A me quam primum tibi scribendum est. Mihi quam primum tibi scribendum est. 6. Il dittatore provvedeva alla salvezza dello stato. Dictator rei publicae saluti consulebat. Dictator rei publicae salutem consulebat.

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Il Nuovo Latino di base. Teoria e esercizi 2

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