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Scienza delle finanze

Facoltà di Economia

Lezione 2

Perché lo Stato interviene?

Luciano Greco Dipartimento di Scienze Economiche Università di Padova

Struttura della lezione

· Argomenti

­ Mercato ed Efficienza ­ Mercato ed Equità

· Riferimenti:

­ Rosen (2007), capp. 3 e 7

Lezione 2

2

Mercato ed Efficienza

Che cos'è l'efficienza?

· L'efficienza (nel senso di Pareto) è un criterio di desiderabilità economica (sociale) di un'allocazione delle risorse

­ Efficienza paretiana: un'allocazione delle risorse è Pareto-efficiente se non è possibile aumentare il benessere di almeno uno degli individui che compongono la società senza ridurre il benessere di qualche altro individuo

· L'efficienza paretiana si traduce in due condizioni (le cui caratteristiche dipendono dalla natura dei beni):

­ efficienza nel consumo ­ efficienza nella produzione

Lezione 2 4

Efficienza e "natura" dei beni

· Come produrre e distribuire i beni affinché l'allocazione delle risorse sia efficiente? · La risposta dipende da una importante caratteristica economica (e tecnologica):

­ la rivalità: un bene è rivale quando il suo impiego

(consumo o produzione) da parte di un soggetto economico (individuo, impresa, istituzione ecc.) implichi l'impossibilità per altri soggetti economici di goderne (per consumo o produzione)

Lezione 2 5

Beni privati e pubblici

· La natura economica dei beni dipende dalla rivalità ma anche da un'ulteriore caratteristica (tecnologica, economica o giuridica):

­ l'escludibilità: un bene è escludibile quando è possibile escludere dal suo impiego (per consumo o produzione) alcuni soggetti economici

· In particolare, i beni possono essere classificati in relazione al "grado" di rivalità ed escludibilità

­ i beni privati (puri) sono perfettamente rivali ed escludibili ­ all'estermo opposto, i beni pubblici (puri) sono assolutamente non rivali e non escludibili

Lezione 2 6

Efficienza nel consumo

· L'efficienza nel consumo (di beni privati) si ha quando i saggi marginali di sostituzione tra tutti i beni sono uguali per tutti i consumatori dell'economia · Caso semplice: nell'economia di puro scambio con due consumatori e due beni

­ l'efficienza paretiana è data dalla sola efficienza nel consumo ­ l'insieme delle allocazioni delle risorse Paretoefficienti (=che soddisfano l'efficienza nel consumo) è la curva dei contratti

Lezione 2 7

Richiami di microeconomia

· Saggio marginale di sostituzione:

­ è la ragione di scambio tra l'aumento del consumo di un bene (es. abbigliamento ­ a) e la riduzione del consumo di un altro bene (es. cibo ­ c) che mantengano costante l'utilità (cioè il benessere complessivo) di un consumatore (es. Eva) ­ Analiticamente:

U Eva c, a U 0

dc UM cEva da UM aEva 0 UM aEva da Eva MRS ca dc UM cEva

Lezione 2 8

Economia di puro scambio

X B

Z

EP UA UB A

Lezione 2

Y

9

Efficienza nella produzione

· L'efficienza produttiva si ha quando, impiegando tutte le risorse originarie, non sia possibile aumentare la produzione di un bene senza sacrificare quella di un altro · Quando (almeno) alcuni fattori produttivi sono rivali

­ le allocazioni che soddisfano l'efficienza nella produzione costituiscono la frontiera delle possibilità di produzione... ­ ...la cui pendenza è il saggio marginale di trasformazione tra i beni che possono essere prodotti

Lezione 2 10

Richiami di microeconomia

· Saggio marginale di trasformazione:

­ è la ragione di scambio tra l'aumento della produzione di un bene (es. abbigliamento ­ a) e la riduzione della produzione di un altro bene (es. cibo ­ c) che mantenga costante e pari al massimo possibile l'utilizzo dei fattori produttivi (es. terra ­ T, capitale ­ K ­ e lavoro - L) ­ Analiticamente:

F c, a F * f (T * , K * , L* ) CM a da MRTca dc CM c

Lezione 2

dc CM c da CM a 0

11

Frontiera delle possibilità produttive

a

da MRTca dc

AE

Insieme di allocazioni di a e c producibili a partire dalle risorse originarie dell'economia

da

AE

Insieme di allocazioni più efficienti di AI

AI

0

dc

Lezione 2

c

12

L'efficienza nel consumo non basta

a · Z è inefficiente nella produzione, ma consente di raggiungere E (efficiente nel consumo) il benessere di Eva e/o Adamo potrebbe crescere aumentando la produzione complessiva

·

Z UEva E

UAdamo 0

Lezione 2

c

13

L'efficienza nella produzione non basta

a · Z · Z e E sono efficienti nella produzione... ma il benessere di Eva (immaginando che ci sia solo lei nell'economia) crescerebbe cambiando il mix di produzione

E

U*Eva

UEva 0

Lezione 2

c

14

Il primo teorema dell'economia del benessere e i fallimenti del mercato

Il funzionamento dell'economia

· Le allocazioni delle risorse e la loro eventuale efficienza (nella produzione e nel consumo) dipendono dalla natura del sistema economico · Assetti istituzionali alternativi dell'economia

­ mercato:

· tutti (o gran parte) dei beni vengono scambiati attraverso un mercato, su cui i soggetti economici domandano o offrono il bene in oggetto al prezzo che si è formato

­ pianificazione:

· tutti i beni vengono allocati direttamente da istituzioni collettive sulla base di meccanismi politici di determinazione dei piani produttivi e dei bisogni da soddisfare

­ economia mista

Lezione 2 16

Economia del benessere (I)

· Primo problema fondamentale dell'economia: il "mercato" (o altro sistema economico) determina allocazioni delle risorse Pareto-efficienti? · Il Primo teorema dell'economia del benessere stabilisce il rapporto tra caratteristiche istituzionali ed economiche del mercato e capacità di generare (spontaneamente) allocazioni delle risorse efficienti in senso paretiano

Lezione 2 17

Richiami di microeconomia

· Equilibrio parziale di mercato: per un dato prezzo la quantità di un bene domandata e offerta si eguagliano · Equilibrio economico generale: tutti i mercati dei singoli beni sono in equilibrio

­ i mercati sono "collegati" tramite i vincoli di bilancio dei soggetti economici ­ pertanto, vale la Legge di Walras:

· se tutti i mercati dei beni eccetto uno sono in equilibrio, allora anche l'ultimo mercato deve essere in equilibrio

Lezione 2 18

Richiami di microeconomia

· Il modello del sistema economico di mercato si fonda sull'ipotesi di concorrenza perfetta: i soggetti economici (famiglie e imprese) rispondono ai prezzi con domanda e offerta di beni, non tenendo conto dell'effetto che i propri comportamenti hanno sui prezzi stessi

­ Le scelte delle famiglie di consumo (risparmio, lavoro ecc.), quindi le quantità domandate di beni e offerte di fattori produttivi, sono caratterizzate dall'eguaglianza tra saggio marginale di sostituzione e rapporto tra i prezzi di mercato dei beni ­ Le scelte delle imprese di produzione, quindi le quantità offerte di beni e domandate di fattori produttivi, sono caratterizzate dall'eguaglianza del costo marginale al prezzo di ciascun bene

· Domanda e offerta di mercato si ottengono aggregando le domande e offerte individuali

Lezione 2 19

Scelte di consumo: domanda

c U''Adamo

Surplus del consumatore (a')

Pa

Da

MRScaAdamo c'' c'

= Pc / Pa P'a

P''a U'Adamo a' a'' a

Lezione 2

a' a''

a

20

Scelte di produzione: offerta

Pa Oa = CMa

Surplus del produttore

P'a

a'

Lezione 2

a

21

Primo teorema del benessere

· Primo Teorema fondamentale dell'Economia del Benessere (PTEB):

Un sistema economico di mercato caratterizzato da

1. concorrenza perfetta tra i soggetti economici operanti su tutti i mercati 2. un mercato per ciascun bene

determina allocazioni di equilibrio economico generale Pareto-efficienti

·

Argomento: l'allocazione di equilibrio è caratterizzata da

­ saggi marginali uguali al rapporto tra i prezzi per ogni famiglia ­ costi marginali uguali ai prezzi, quindi saggio marginale di trasformazione (rapporto tra costi marginali) uguale al rapporto tra i prezzi

quindi, da

­ efficienza nello scambio: tutte le famiglie hanno uguale saggio marginale di sostituzione ­ efficienza nella produzione: il saggio marginale di trasformazione è uguale al saggio marginale di sostituzione della generica famiglia

Lezione 2

22

PTEB: Analisi grafica

a MRTca = Pc / Pa

UAdamo

UEva

0

MRScaAdamo = MRScaEva

Lezione 2

c

23

Fallimenti di mercato

· Il sistema economico di mercato non soddisfa pienamente (nella realtà) le ipotesi del PTEB determinando fallimenti del mercato: situazioni in cui le allocazioni delle risorse di mercato siano Paretoinefficienti

1. Potere di mercato (monopolio naturale e oligopolio):

· per ragioni tecnologiche, economiche o giuridiche, il numero dei soggetti economici è limitato, violando l'ipotesi di concorrenza perfetta

2. Assenza (o incompletezza) di mercati:

· l'informazione asimmetrica (e l'incompletezza contrattuale) possono limitare il numero di mercati, violando l'ipotesi che a ciascun bene corrisponda un mercato · esternalità e beni pubblici: una particolare forma di incompletezza dei mercati si ha in presenza di beni non rivali e/o non escludibili perché alcuni benefici e/o costi non trovano riscontro nel sistema dei prezzi

Lezione 2 24

Funzione allocativa dello Stato

· I fallimenti del mercato definiscono la funzione allocativa dell'operatore pubblico: correzione delle caratteristiche del sistema economico che generano l'inefficienza paretiana delle allocazioni delle risorse di mercato · Analisi della funzione allocativa

­ gli strumenti impiegati dall'operatore pubblico devono tendere a compensare i difetti del sistema economico di mercato, tipicamente modificando gli incentivi e i comportamenti degli individui ­ nel mondo reale, non è detto che l'intervento pubblico conduca a soluzioni migliori di quelle determinate dal mercato inefficiente...

Lezione 2 25

Mercato ed Equità

Secondo teorema del benessere

· Secondo Teorema fondamentale dell'Economia del Benessere (STEB): Una allocazione Pareto-efficiente può essere determinata come allocazione di equilibrio di un sistema economico di mercato caratterizzato da

1. le ipotesi che soddisfano il PTEB 2. l'intervento redistributivo (pubblico) consente trasferimenti efficienti di risorse 3. (alcune condizioni tecniche)

· Argomento in breve:

­ a partire dall'allocazione di equilibrio, è possibile trovare un sistema di prezzi tale che l'allocazione efficiente è anche un equilibrio di mercato

Lezione 2

27

Analisi grafica del STEB

· L'ipotesi di strumenti di redistribuzione non distorsivi implica che possiamo concentrarci sullo "scambio"

X

Distribuzione iniziale delle risorse

B

trasferimento efficiente

Equilibrio di mercato in assenza di redistribuzione

Ottimo sociale (e equilibrio di mercato dopo la redistribuzione)

A

SMT

Lezione 2

Y

28

Scelta politica, scelta distributiva

· L'efficienza allocativa è compatibile con una infinità di distribuzioni dei beni dell'economia, quindi di un'infinità di possibili distribuzioni del benessere (utilità) tra gli individui (lungo la cd frontiera delle possibili utilità)

UA X E B E

Frontiera delle possibili utilità

Z A Y

Lezione 2

Z UB

29

First Best: ragioni dell'intervento

· Nel mondo del STEB (cd First Best), le ragioni dell'intervento pubblico sono

­ redistribuzione: il sistema economico di mercato non è comunque in grado di determinare allocazioni eque (secondo un qualche criterio di distribuzione dei beni prodotti nell'economia) ­ allocazione: qualora le ipotesi del PTEB non siano (pienamente) soddisfatte, il sistema economico di mercato non sarebbe in grado di determinare allocazioni efficienti

Lezione 2

30

First Best: obiettivi e strumenti

· L'intervento pubblico di first best viene attuato attraverso

­ trasferimenti (cioè, imposte e/o sussidi) efficienti (o in somma fissa) per intervenire sulla distribuzione delle risorse ­ correzione dei comportamenti dei soggetti economici mediante meccanismi non di mercato

· Grazie ai trasferimenti in somma fissa

­ l'intervento pubblico non produce effetti indesiderati ­ non vi è contrasto tra obiettivi di efficienza e di equità dell'operatore pubblico

Lezione 2 31

Intervento pubblico di first best

UA

Frontiera (delle possibili utilità) di first best

AE

Trasferimento redistributivo

AFB

Correzione dei fallimenti del mercato

AI

0

Lezione 2

UB

32

Fallimenti dello Stato

· Problemi del processo di scelta collettiva

­ Problema della scelta collettiva: il criterio di efficienza paretiana è insufficiente a guidare l'intervento pubblico; le scelte politiche sono necessariamente scelte distributive ­ Governo benevolente o Leviatano? I meccanismi politici e burocratici non consentono di attuare perfettamente le scelte basate su criteri di convenienza sociale

· Problemi degli strumenti di intervento (second best)

­ Trade-off tra efficienza ed equità: l'inefficienza degli strumenti di intervento pubblico può compromettere la capacità dell'intervento pubblico di realizzare scelte di interesse pubblico

Lezione 2

33

Problema della scelta collettiva

UA AOR AI

· Quale allocazione della frontiera scegliere?

­ il criterio paretiano non è sufficiente perché tutte le allocazioni efficienti (I TEB) sono uguali in termini paretiani ­ abbiamo bisogno di un criterio distributivo, possibilmente connesso alle preferenze degli individui

UB

Redistribuzione efficiente

AOL

0

Lezione 2

34

Problema del second best

UB

Allocazione iniziale

Frontiera di second best

Allocazione socialmente desiderata

Frontiera di first best

UA

Lezione 2 35

Giustizia distributiva

Insufficienza del criterio paretiano

UB

Insieme delle Allocazioni Pareto-superiori

· Il criterio paretiano è insufficiente:

­ la scelta sociale rimane indeterminata

· I criteri di compensazione

­ consentono di preferire Y su X ­ si basano sulla comparazione tra utilità di individui diversi ­ non risolvono il problema di indeterminatezza

Ye X Y

UA

Lezione 2 37

Funzione di benessere sociale

· Ipotizzando di poter comparare le utilità individuali, possiamo costruire una

­ funzione di benessere sociale: misura aggregata dell'utilità della società associata alle diverse alternative a partire dalla somma (eventualmente pesata) delle utilità individuali ­ W(.) = w(UA(.), UB(.), UC(.))

· Es.: valore sociale dell'alternativa X: W(X) = w(UA(X), UB(X), UC(X))

Lezione 2 38

Giustizia sociale e giudizi di valore

· La forma della funzione di benessere sociale w(.) riassume in sé

­ i giudizi di valore sulla distribuzione del benessere tra individui ­ cioè l'avversione alla diseguaglianza sociale

· Esempi di funzione di benessere sociale

­ utilitarista: il benessere sociale è la somma delle utilità individuali

· nell'esempio del voto à la Borda: numero totale di voti di ciascuna alternativa

­ rawlsiana: il benessere collettivo è l'utilità dell'individuo che sta peggio

· nell'esempio del voto à la Borda: Z e W sono indifferenti

Lezione 2 39

Funzioni di benessere sociale

Curva di indifferenza sociale utilitarista Curva di indifferenza sociale rawlsiana

· L'avversione alla diseguaglianza è il saggio marginale di sostituzione tra utilità di diversi individui:

­ utilitarista: indifferenza alla disuguaglianza ­ rawlsiana: avversione assoluta alla disuguaglianza

40

UA

Lezione 2

Funzioni à la Bergson-Samuelson

Alternativa socialmente preferita

W1 W0

· Funzioni di benessere sociale con avversione alla diseguaglianza intermedia (rispetto ai casi estremi: utilitarista e rawlsiana)

UA

Lezione 2 41

Giudizi di valore: etica e politica

· Chi stabilisce i giudizi di valore cioè l'avversione alla disuguaglianza da includere nella funzione di benessere sociale?

­ politica: il policy-maker ­ etica: gli stessi individui, se considerano il problema distributivo dietro con un velo di ignoranza (come in Ralws)

· avversione alla diseguaglianza = avversione al rischio (di povertà)

Lezione 2 42

Critica al welfarismo

· Le utilità individuali si possono veramente misurare?

­ ...è sufficiente assicurarsi che l'utilità marginale (del reddito) sia decrescente per introdurre una qualche forma di comparabilità (Pigou 1932)

· Anche se siamo in grado di misurare le utilità... è eticamente giustificato il criterio welfarista (benessere = utilità)?

­ soluzioni alternative: egualitarismo specifico, diritti individuali...

Lezione 2 43

Redistribuzione ottimale

Redistribuzione di first best

· Ipotesi

­ Vi sono due individui, A e B, che hanno la stessa funzione di utilità [U(.)] rispetto al valore monetario del consumo di beni [C] e l'utilità marginale è decrescente ­ L'individuo A ha un reddito lordo maggiore dell'individuo B (Y) ­ Il gettito da prelevare dagli individui è pari 2*T

· Come distribuirle l'onere tributario tra i due individui?

Lezione 2 45

Redistribuzione non ottimale

UM UM

· Ipotizziamo che l'operatore pubblico distribuisca il carico (2·T) tributario in maniera uniforme:

­ T = TA = TB

· Per qualsiasi funzione di benessere sociale, questa soluzione non è ottimale!

T YdB YB YdA T YA

Lezione 2

C

46

Redistribuzione ottimale

UM UM TB

· Il benessere sociale (per esempio, la somma delle utilità) è massimo quando

­ le utilità marginali sono uguali, ­ quindi quando i redditi dopo le imposte (Yd) sono eguali ­ (con 2·T = TA + TB)

47

YdB

YB YdA TA

YA

Lezione 2

C

Redistribuzione e progressività

· Le imposte vanno distribuite in modo che l'utilità marginale (del reddito dopo le imposte) sia uguale tra gli individui · Significa che i redditi dopo le imposte devono essere uguali

­ YA ­ TA = YB ­ TB

· ...quindi, che l'imposta deve essere progressiva: scrivendo T = t · Y (con t, aliquota media, e Y, base imponibile):

­ YA ­ TA = YA*(1 ­ tA) = YB*(1 ­ tB) = YB ­ TB ­ se YA > YB allora 1 ­ tA < 1 ­ tB, cioè tA > tB

Lezione 2 48

Concetti di equità (tributaria)

· Se l'utilità marginale è decrescente, l'eguaglianza dell'utilità marginale implica

­ equità verticale: l'imposta cresce più che proporzionalmente al crescere della base imponibile (progressività) ­ equità orizzontale: l'imposta è identica per individui uguali (sul piano tributario)

Lezione 2

49

Comparabilità e redistribuzione

· L'analisi della redistribuzione ottimale si basa sulla comparabilità delle utilità individuali, in particolare

­ quanto più decrescente è l'utilità marginale nel reddito disponibile, tanto maggiore sarà la progressività... ­ ...quando l'utilità marginale è costante, l'imposta è proporzionale

· Ipotesi alternativa (che non necessita di comparazione delle utilità) è la di redistribuzione Pareto-efficiente

Lezione 2 50

Il problema del second best

· Nel mondo reale non sono generalmente soddisfatte né le ipotesi del PTEB che quelle del STEB

­ questa situazione implica che lo Stato non possa intervenire a correggere pienamente le inefficienze del mercato ­ ma deve cercare di bilanciare le inefficienze del proprio intervento con gli obiettivi di correzione dell'inefficienza e dell'iniquità determinate dal mercato

· Nel mondo reale si ricorre dunque a strumenti imperfetti:

­ tributi e trasferimenti (di second best)

Lezione 2 51

Tributi e trasferimenti

· La tassazione (ma anche la sussidiazione) consiste nel prelievo coattivo (o erogazione) di risorse, in relazione a determinate caratteristiche delle attività e dei soggetti economici · Finalità della tassazione:

­ allocativa (PTEB)

· correzione delle esternalità negative (tassazione pigouviana) e positive (sussidiazione pigouviana) · finanziamento della fornitura dei beni pubblici e dei beni privati o impuri, forniti dall'operatore pubblico (inclusi i servizi amministrativi relativi al suo stesso funzionamento)

­ redistributiva (STEB)

· correzione della distribuzione delle risorse tra soggetti economici mediante tassazione e sussidiazione (sia monetaria che in natura)

­ un medesimo tributo/trasferimento può essere concepito per perseguire molteplici finalità (es. imposta sui redditi)

Lezione 2 52

Strumenti di redistribuzione: trasferimenti o servizi?

Trasferimento monetario

X

· La redistribuzione può avvenire direttamente tramite l'erogazione di più risorse monetarie al soggetto da aiutare...

X0

Y0

Lezione 2

Y

54

Trasferimento monetario

X

X1

· Si manifesta un incremento della domanda di tutti i beni e servizi (X, Y)...

X0

Y0 Y1

Lezione 2

55

Trasferimenti "in natura"

X

X0

· Il trasferimento di risorse può avvenire tramite l'erogazione diretta di servizi sociali (cioè trasferimenti vincolati)

Y0

Lezione 2

Y

56

Trasferimento "in natura"

X

X2

X0

· I trasferimenti in natura comportano perdite di benessere (per il soggetto che riceve l'aiuto) a parità di risorse impiegate...

Y0 Y2

Lezione 2 57

Perché "in natura"?

X

X3

X2

X0

· Il trasferimento monetario richiede maggiori risorse fiscali per raggiungere lo stesso obiettivo... · ...costo di efficienza · ...inoltre questa forma di trasferimento può risolvere il problema di "selezione" dei soggetti da aiutare

Y0 Y2

Lezione 2 58

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