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Atti del XXVIII Congresso SIFO, Rimini 8-11 ottobre 2007 [Sezione Poster]

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Malattie rare

ABSTRACT 0038 CLOFARABINA NELLA LEUCEMIA LINFOBLASTICA ACUTA: ANALISI COSTO-EFFICACIA NELLA PROSPETTIVA DEL SSN ITALIANO

P. Berto (1), A. Pession (2)

1. PBE Consulting - Verona; 2. Oncologia ed Ematologia Pediatrica, Clinica Pediatrica - Bologna

Conclusioni. Questo si traduce in un costo incrementale per LYG vs. BSC di 27.013, ovvero 2.251/mese di vita guadagnato, che si situa all'interno del range calcolato per i farmaci oncologici in Italia (Messori A, et al. Pharmacoeconomics Italian Research Articles. 5 (2): 53-67, 2003).

Introduzione. Nonostante il sensibile miglioramento dei risultati ottenuti attraverso l'applicazione di regimi polichemioterapici utilizzati per la terapia della Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), il 25% circa dei pazienti presenta, tuttavia, una recidiva di malattia o una forma refrattaria (LLA-RR): questa quota costituisce da sola la quarta neoplasia più frequente dell'età pediatrica. Negli studi clinici registrativi l'efficacia di clofarabina (EMEA orphan-drug status Feb-2002) è stata dimostrata in termini di remissione duratura della malattia e di prolungata sopravvivenza nei bambini affetti da ricadute multiple e resistenti; anche nei pazienti in cui la remissione completa o parziale non è raggiunta, si verifica una sostanziale cito-riduzione ed un significativo miglioramento clinico che offre maggiori possibilità di procedere con un trapianto di cellule staminali emopoietiche (TCSE). Obiettivo era calcolare il rapporto costo-efficacia di clofarabina (CLO) vs. Best Supportive Care (BSC) in bambini affetti da LLA-RR, nella prospettiva del SSN Italiano. Materiali e Metodi. Lo studio si basa su un modello ad albero decisionale in cui vengono valutati costi (in Euro 2006) ed esiti (anni di vita salvati-LYG) per una coorte di bambini affetti da LLA-RR, trattati con CLO o BSC, nella prospettiva del SSN. La risposta alla terapia, la probabilità di ricevere TCSE e la sopravvivenza dei pazienti trattati con CLO, sono stati tratti dallo studio CLO-212 (Jeha S, et al. JCO, 24 (12), 2006); i dati di input del modello per il braccio BSC sono stati derivati da due database dai quali sono stati estratti 71 pazienti trattati con BSC (comparabili ai soggetti trattati con CLO nel trial). Per la valutazione dei costi, un ciclo di trattamento è stato computato come comprendente 2 ricoveri per chemioterapia (DRG-405) e calcolando un totale di 27 fiale/paziente di CLO al prezzo SSN. Il costo degli eventi avversi non è stato stimato poiché rientra nella tariffa DRG. Il costo di gestione dei pazienti trattati con BSC è stato tratto dalla letteratura (Guest JF, et al. European Journal of Cancer Care; (15) 65-73, 2006). Il costo del TCSE è stato valorizzato alla tariffa del DRG 481. Risultati. Il trattamento con CLO rispetto a BSC genera costi incrementali pari ad 62.782/paziente con un aumento di sopravvivenza globale pari a 2, 32LYG.

ABSTRACT 0075 COLLIRIO DI CICLOSPORINA AL 2% IN OLIO DI GIRASOLE: UNA FORMULAZIONE GALENICA PER UNA MALATTIA RARA QUALE LA CHERATOCONGIUNTIVITE «VERNAL» (VKC)

A. M. Calvani, L. Di Simone, L. Giannini, N. Pucci

Farmacia Ospedaliera, Azienda Universitaria Meyer - Firenze

Introduzione. La cheratocongiuntivite Vernal è una affezione allergica oculare cronica di eziologia sconosciuta, con predisposizione genetica per il sesso maschile a rischio per sequele oculari permanenti. Esordisce a 4-5 anni (nella prima decade di vita) nel periodo febbraio-marzo, e si ripresenta sempre anticipatamente nel periodo primaverile con tendenza al peggioramento. Diminuisce di intensità fino a scomparire tra i 18-20 anni. La sintomatologia è caratterizzata da prurito, fotofobia, lacrimazione e sensazione di corpo estraneo. Circa la metà dei bambini presenta un aumento di IgE. Medici allergologi e farmacisti dell'Ospedale Meyer hanno collaborato al fine di istituire una preparazione galenica tale da alleviare la sintomatologia di una malattia rara quale la VKC. A tale scopo è stato realizzato un colirio di ciclosporina al 2% in olio di girasole. Materiali e Metodi. Per la preparazione è stata impiegata ciclosporina partendo dalla specialità medicinale Sandimmun Sospensione orale 100 mg/ml ed olio di semi di girasole. Preparazione: sterilizzazione mediante gas-plasma dei contenitori con contagocce da 10 ml; sterilizzazione dell'olio di semi di girasole in stufa a secco a 150°C per 90 minuti e successivo raffreddamento; preparazione del «campo sterile» sotto cappa a flusso laminare mediante telino sterile in TNT e «vestizione» dell'operatore con copriscarpe, mascherina, cappello in TNT, camice e guanti sterili; per l'allestimento di 5 colliri di ciclosporina al 2% si prelevano, mediante una siringa con attacco luer-lock a cui viene avvitato un sondino original perfusor-leitung B-Braun 150 cm, 8 ml di Sandimmun Sospensione orale a cui vengono aggiunti 32 ml di olio di semi di girasole -Si mescola tirando lo stantuffo della siringa, quindi si

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distribuiscono 8 ml in cinque flaconcini con contagocce. Il collirio integro ha validità un mese, altrimenti di soli 15 giorni. Risultati. Abbiamo prodotto al 31.05.07 circa 400 colliri mediante i quali, l'utenza, ha avuto un netto miglioramento della sintomatologia della VKC. Il preparato viene consegnato gratuitamente al paziente dopo visita ambulatoriale, accompagnato da un foglio in cui vengono riportate le opportune istruzioni per l'uso e la conservazione. Conclusioni. La creazione di un percorso terapeutico nel quale le diverse figure professionali hanno dato il proprio contributo, ha fatto sì che si sia creato un prodotto galenico di qualità, oltre a far scaturire fra medici specialisti e farmacisti un grande rapporto di fiducia. ABSTRACT 0111 MALATTIE RARE NELLA REGIONE LAZIO: INDAGINE DI PERCEZIONE

A. Checcoli (1), L. Fabrizio (2), C. Montecchiani (3), L. Guerra (4), S. Uleri (5), N. Giglio (6)

1. Dipartimento Interaziendale del Farmaco, Azienda U. S. L. Roma G-AO S. Filippo Neri - Roma; 2. Dipartimento del Farmaco, Azienda U. S. L. Roma C - Roma; 3. Dipartimento del Farmaco, Azienda U. S. L. Roma D Roma; 4. Commercial Services Manager, Genzyme s. r. l. - Modena; 5. Medical Advisor, Maya Idee s. r. l. - Verona; 6. Data Management, Maya Idee s. r. l. - Verona

peutica favorendo il dialogo tra istituzioni e centri di riferimento, ma non ha alcun peso (9%) nel percorso terapeutico dei pazienti affetti da malattia rare, a differenza del clinico dei centri di riferimento (37%) e del farmacista territoriale (23%). La mancanza di una specifica normativa regionale costituisce per il 34% del campione la problematica maggiormente rilevante per l'attuazione del percorso diagnostico-terapeutico, seguita dall'onere economico (29%); il 32% del campione considera prioritario un confronto tra le Regioni al fine di semplificare le procedure ed attuare una linea comune per uniformare il trattamento. Conclusioni. Nonostante la problematica legata all'Assistenza Farmaceutica ai pazienti affetti da malattie rare sia considerata assai rilevante, restano ancora diverse criticità da risolvere, determinate dalla carenza di un'adeguata normativa regionale e dalla necessità di migliorare la comunicazione tra tutti gli attori coinvolti. Si ritiene necessario, pertanto, costituire, nell'ambito della SIFO Lazio, un apposito gruppo di lavoro multidisciplinare che si ponga quale interlocutore attivo nei confronti degli Organismi Regionali preposti.

ABSTRACT 0129 DOSAGGI ORFANI PER PATOLOGIA RARA IN SPERIMENTAZIONE CLINICA: UN PERCORSO POSSIBILE

I. Lorenzi, C. Intra, P. Barabino, E. Panetta, D. Campanella, R. Rossi

U. O. Farmacia, IRCSS G. Gaslini - Genova, GE

Introduzione. L'Assistenza Farmaceutica rivolta ai pazienti affetti da malattie rare rappresenta un'importante sfida per il Farmacista delle Aziende Sanitarie. Le peculiarità epidemiologiche e terapeutiche di queste patologie, infatti, necessitano di una visione multidisciplinare diagnostico-clinico-terapeutica in grado di offrire risposte di assistenza efficaci ed efficienti. La normativa nazionale demanda alle Regioni lo sviluppo di processi organizzativi coerenti, basati principalmente sulla creazione di specifici centri di riferimento e meccanismi di accesso alla terapia. Nella Regione Lazio, non essendo ancora stata definita a livello Centrale una specifica normativa, le procedure variano molto nelle diverse ASL. Obiettivo di questo studio è rilevare la percezione del Farmacista SSN sulla qualità dell'Assistenza Farmaceutica rivolta ai pazienti affetti da malattie rare nella Regione Lazio, al fine di proporre una Progetto Regionale per assicurare l'ottimale governo del Processo. Materiali e Metodi. Il questionario semiaperto, composto da 12 domande, è stato somministrato durante l'evento SIFO-Lazio «Malattie rare: modelli, strumenti e partnership» svoltosi a Roma il 21 marzo 2007. Le aree d'indagine hanno riguardato: interesse e percezione dell'argomento in rapporto all'esperienza professionale dei farmacisti coinvolti; gestione dell'assistenza farmaceutica per le malattie rare; proposte di percorso ideale diagnostico-terapeutico. I questionari compilati sono stati 31. Risultati. Il 37% del campione reputa le malattie rare, sulla base della propria esperienza quotidiana, molto rilevanti: solo il 14% secondarie; per il 40% del campione il Farmacista Ospedaliero può ottimizzare il processo di accesso all'assistenza tera-

Introduzione. la malattia di Niemann-Pick di tipo C è una lipidosi autosomica recessiva caratterizzata da accumulo liposomiale di colesterolo, con una prevalenza stimata di circa 1: 150000 nati. Con l'esordio infantile, a partire dai 3 anni di età, si hanno sintomi neurologici come atassia cerebellare, oftalmoplegia sopranucleare verticale, disartria, disfagia, patologia convulsiva, ritardo mentale e demenza progressiva frequentemente associata ad una epatosplenomegalia. I sintomi sono lentamente progressivi e conducono all'exitus. Materiali e Metodi. nel trattamento della malattia di NiemannPick di tipo C si è ipotizzata l'efficacia di miglustat, farmaco registrato per la malattia di Gaucher, pertanto è stato presentato al Comitato Etico un protocollo per uno studio clinico no profit multicentrico che ha ricevuto il finanziamento AIFA. Il dosaggio previsto dal protocollo rendeva necessario l'allestimento di cartine monodose da 50 mg, poichè le capsule disponibili in commercio contengono 100 mg di principio attivo. Le modalità per l'allestimento sono state mutuate dalla SOP Sistema Qualità (ISO 9000): Preparazione Cartine, con l'adeguamento alle GCP richiesto per la preparazione di campioni destinati alla sperimentazione clinica. Risultati. Numero di pazienti arruolati ad oggi nel nostro centro: 2 Numero di cartine allestite in totale per entrambi i pazienti: 158 In sintonia con quanto richiesto dalle Good Clinical Practice sono state predisposte due etichette: una da apporre sulla cartina monodose e una sul confezionamento secondario;

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tali cartine riportano: indicazione del centro, iniziali del paziente, farmaco sperimentale, lotto e scadenza, modalità di conservazione, nome dello sperimentatore. Sul confezionamento secondario è anche indicato il numero di cartine contenute, il codice del protocollo clinico e l'indirizzo della farmacia. Conclusioni. l'esempio descritto sottolinea come il Farmacista Ospedaliero sia elemento indispensabile per consentire la risoluzione di problemi di allestimento personalizzati nell'aderenza alle GCP e come attraverso la rete dei laboratori galenici delle Farmacie Ospedaliere si possano perseguire gli obiettivi insiti in ogni sperimentazione clinica: rigore scientifico, qualità e soprattutto tutela del paziente. ABSTRACT 0163 TRATTAMENTO DELLA MIOPATIA MITOCONDRIALE CON CAPSULE DI UBIDECARENONE PRODOTTE E CONTROLLATE DALL'AREA GALENICA DELLA U.O. C. FARMACIA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA SENESE

M. G. Rossetti, A. D'Arpino, I. Corti, C. Rossi, F. Misiani, A. Catocci, M. T. Bianco, L. Politi, A. Tarantino, S. Giorgi

U. O. C. Farmacia, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese - Siena

Risultati. n. pazienti trattati nel primo trimestre 2007 10 n. di confezioni preparate nel primo trimestre 2007 41 n. cps allestite nel primo trimestre 2007 2460 Conclusioni. La stretta collaborazione fra i clinici dell'U. O. C. malattie Neurometaboliche e l'Area Galenica della Farmacia ha permesso di assicurare il farmaco ai pazienti affetti da questa malattia rara consentendo di continuare il trattamento iniziato in ambito ospedaliero anche presso il proprio domicilio.

ABSTRACT 0221 ANALISI DEI CONSUMI OSPEDALIERI DEI FARMACI ORFANI IN REGIONE PIEMONTE

F. Mastropierro (1), E. Marrazzo (1), E. Chiò (2)

1. Centro Regionale di Documentazione sul Farmaco, ASL 1 Torino; 2. Assessorato alla Salute e Sanità, Regione Piemonte

Introduzione. L'UOC neurologia e malattie neurometaboliche del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena quale centro di riferimento per le malattie neurologiche rare segue da diversi anni pazienti affetti da miopatia mitocondriale, malattia neuromuscolare, causata da disfunzioni del sistema energetico cellulare che colpisce il tessuto muscolare provocandone una progressiva degenerazione. La malattia è riportata nell'elenco della rete delle malattie rare, istituita dal Ministero della Salute, con il codice RN07010. Tale patologia è dovuta a mutazioni a carico del DNA mitocondriale, associata ad una forma ereditaria di miopatia. L'effetto patogenetico di tali mutazioni è determinato da una ridotta sintesi delle subunità proteiche degli enzimi della catena respiratoria, codificate dal DNA mitocondriale. Il paziente avverte debolezza muscolare generalizzata o localizzata (muscoli oculari); l'evoluzione della malattia porta a difficoltà nella deambulazione e si può avere compromissione della funzionalità cardiaca con alterazioni del ritmo e cardiomiopatie. Allo scopo di potenziare la funzione deficitaria della catena respiratoria mitocondriale farmaci quali il l'ubidecarenone possono risultare utili. Materiali e Metodi. La terapia con ubidecarenone viene assicurata attraverso l'allestimento di cps da 200 mg, la posologia varia dai 200 ai 600 mg al giorno. In commercio esistono specialità a base di ubidecarenone da 50 mg non utilizzabili per il basso dosaggio. L'area Galenica della Farmacia del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena assicura la produzione del farmaco orfano che viene distribuito ai pazienti in cura presso la U. O. C. Malattie Neurometaboliche. Il periodo di validità del preparato, in accordo con quanto previsto dalle N. B. P., è di 6 mesi. Il farmaco viene erogato tramite contratti esterni, così come previsto dal cap. 12 delle N.B.P.

Introduzione. I farmaci orfani sono utilizzati nel trattamento delle malattie rare, caratterizzate da una prevalenza nella popolazione non superiore a cinque casi ogni diecimila persone. Essi sono chiamati così perché non hanno «padri» che facciano da sponsor e li producano, scoraggiati dalla consapevolezza di un investimento non redditizio. L'obiettivo principale dello studio è descrivere il consumo dei farmaci orfani nei presidi ospedalieri delle ASR della Regione Piemonte a 7 anni di distanza dal recepimento del Regolamento (CE) N. 141/2000 del Parlamento Europeo e del Consiglio d'Europa del 16 Dicembre 1999 concernente i medicinali orfani. Materiali e Metodi. Per conto del Settore Assistenza Farmaceutica dell'Assessorato alla Salute e Sanità della Regione Piemonte, è stato valutato il consumo ospedaliero di farmaci orfani relativo all'anno 2006, in 14 presidi ospedalieri piemontesi. L'analisi è stata condotta utilizzando gli archivi interni delle farmacie degli ospedali raccolti nel database [email protected] dell'International Medical Statistics (IMS) Health e i consumi sono stati espressi in Unità Minime Frazionabili (UMF), cioè in numero di compresse, capsule, fiale, ecc. Risultati. Sono stati individuati 16 farmaci autorizzati a livello centralizzato dall'EMEA. Nel periodo esaminato, il consumo complessivo di farmaci orfani è stato di 675.613 UMF con una spesa di 14.095.835,69. Tale consumo è attribuibile prevalentemente a 3 farmaci che da soli coprono il 97% dei consumi totali: imatinib mesilato (82%), anagrelide (8%) e bosentan (7%). L'analisi dei consumi per reparto, fatta distinguendo tra momento del ricovero (inpatients) e assistenza ambulatoriale/ distribuzione diretta (outpatients), mostra che i consumi registrati come outpatients costituiscono lo 0,09% del totale e si concentrano in due Aziende Ospedaliere, ad indicare che sono soprattutto le ASL a farsi carico della fornitura dei farmaci ai pazienti affetti da malattie rare. Conclusioni. Questa analisi rappresenta la prima indagine di questo tipo condotta finora nella Regione Piemonte. Essa mira a fornire un quadro del consumo regionale di farmaci orfani in ambito ospedaliero.

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l'immissione in commercio di molecole orfane sebbene sia impossibile compararne l'efficacia con altri trattamenti esistenti ed il numero di pazienti sottoposti ai trials clinici sia limitato. È necessario, quindi, che la ricerca clinica continui anche nella fase di post-marketing. Per quanto sopra esposto è stato intrapreso un attento monitoraggio delle prescrizioni di farmaci orfani al fine di valutarne l'appropriatezza prescrittiva in rapporto alle indicazioni per cui sono autorizzati. Materiali e Metodi. I dati sono stati ottenuti analizzando i piani terapeutici dei pazienti dimessi negli anni 2005-2006 e pervenuti presso l'U. O. di Gestione del Farmaco. Per ciascuna prescrizione sono stati valutati la diagnosi e la molecola orfana prescritta. Risultati. Sono state esaminate 794 prescrizioni relative a 59 pazienti. Di questi 32 sono stati trattati con imatinib (Glivec® 100 mg), 11 con talidomide (50 mg), 9 con pegvisomant (Somavert® 10, 15 e 20 mg), 6 con bosentan (Tracleer® 62,5 e 125 mg), ed, infine 1 con mitotano (Lysodren® 500 mg). Le prescrizioni di imatinib hanno riguardato pazienti affetti da: leucemia mieloide cronica (62,5%), tumori stromali del tratto gastro-intestinale maligni (25%), sindrome ipereosinofila (3,1%), ed infine tumori maligni dei tessuti molli (9,4%). La talidomide è stata prescritta per patologie vasculitiche (45,4%), per rettocolite ulcerosa (uso compassionevole, 27,3%), per mieloma multiplo (9,1%), e per il trattamento di melanomi metastatici (18,2%). Il pegvisomant è stato utilizzato per il trattamento dell'acromegalia (100%), il bosentan è stato impiegato per il trattamento dell'ipertensione arteriosa polmonare (100%) ed il mitotano per il trattamento del carcinoma corticosurrenalico metastatizzato (100%). Altri farmaci orfani utilizzati presso l'azienda sono stati, inoltre, l'ibuprofene (Pedea® 5 mg/ml) per il trattamento della pervietà del dotto arterioso e l'inibitore della C1- esterasi (Berinert® P 500 U) per il trattamento dell'angioedema ereditario. Conclusioni. I risultati ottenuti evidenziano che il maggior numero di prescrizioni è relativo ad applicazioni cliniche presenti tra le indicazione d'uso dei farmaci considerati, non trascurabile rimane il numero di prescrizioni relative ad un loro uso off label. ABSTRACT 0322 MALATTIA RARA...MA QUANTO RARA? DISPOSIZIONI REGIONALI, PERCORSO OSPEDALIERO E GESTIONE DEL PAZIENTE

C. Boselli, F. I. La Falce, C. Bretto, L. Poggio, C. Cerutti

S. C. Farmacia Ospedaliera, ASL 7 - Chivasso (TO)

ABSTRACT 0261 FACILITAZIONE DI ACCESSO AL FARMACO PER I SOGGETTI AFFETTI DA PATOLOGIE RARE

F. Galante, G. Italiano, M. E. Barna, A. Ferrara, A. Sala, I. Uomo

Dipartimento del Farmaco, AUSL 6 - Palermo

Introduzione. Presso la farmacia del territorio dell'AUSL 6 di Palermo è stata centralizzata l'erogazione dei farmaci nell'ambito aziendale a favore dei pazienti affetti da patologie rare per facilitare ed uniformare le modalità di approvvigionamento assicurando così efficacia ed equità nelle prestazioni sanitarie. L'obiettivo è stato quello di monitorare le prescrizioni farmaceutiche per i pazienti affetti da patologie rare, attivare le procedure di vigilanza ed uniformare le procedure di erogazione del farmaco. Materiali e Metodi. Il servizio di farmacia del territorio, a a seguito presentazione di ricetta modello SSN del medico curante indicante la patologia, effettua la fornitura trimestrale di quanto richiesto nella relazione clinica a seguito valutazione favorevole della Commissione Sanitaria insediata presso l'Ispettorato Regionale per la Sanità. Risultati. Nel territorio urbano ed extra urbano dell'AUSL 6, cui insistono un milione e trecentomila assistiti, si sono registrati nell'anno 2006 e nel primo trimestre del 2007 63 casi di pazienti affetti da malattie rare, di cui 57 ad oggi ancora in corso di trattamento e 6 che hanno concluso la terapia). Il monitoraggio costante delle prescrizioni, l'attività di vigilanza e l'accesso centralizzato e diretto al farmaco hanno consentito di ottenere risultati del tutto soddisfacenti. Conclusioni. La fornitura centralizzata presso il Servizio di Farmacia del territorio ha soddisfatto le esigenze dei pazienti che, nel modulo di consenso a loro fornito, hanno manifestato totale soddisfacimento per l'evasione quasi immediata delle richieste, per l'efficacia nella prestazione e per lo snellimento delle procedure burocratiche cui precedentemente i pazienti affetti da malattie rare andavano incontro.

ABSTRACT 0269 MONITORAGGIO DELLE PRESCRIZIONI DI FARMACI ORFANI NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE RARE

H. Aliferopulos, A. Saccone, S. Caruso

U. O. S. Gestione Farmaco, A. O. U. Policlinico G. Martino - Messina

Introduzione. I farmaci destinati al trattamento di patologie rare la cui prevalenza non supera i cinque casi ogni 10.000 abitanti sono definiti farmaci orfani. Poichè la loro commercializzazione è economicamente poco remunerativa e le aziende farmaceutiche non sono interessate a svilupparli, i Paesi dell'Unione Europea si sono dotati di norme atte ad incentivare e promuovere la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione dei farmaci orfani. Alcune di queste norme consentono

Introduzione. La Regione Piemonte ha istituito una Rete per la gestione e il monitoraggio delle malattie rare (MR), con delibera di Giunta Regionale 22-11870 del 02/03/04; ha, inoltre, recepito con circolare 1577 del 11/10/2005 i criteri e le modalità di erogazione e dispensazione dei farmaci per la cura delle MR, indirizzando il paziente all'ASL di residenza per facilitare l'accesso alla terapia stessa e promuovendo l'erogazione in Regime di SSN di tutti i farmaci, compresi quelli in fascia C. Vista

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la complessità del percorso terapeutico e l'elevato numero di pazienti, la Farmacia Ospedaliera punta maggior attenzione a questa categoria sensibile di pazienti per rendere migliore e uniforme il servizio di erogazione dei farmaci. Materiali e Metodi. Sono state individuate due patologie di riferimento (insufficienza intestinale cronica benigna-RIG021-3 pazienti e sclerosi sistemica progressiva-RMO091-6 pazienti), sulla base dell'elevata incidenza all'interno dell'ASL e la complessità di gestione per numero di farmaci assunti e implicazioni cliniche. I pazienti affetti dalla stessa patologia sono stati contattati e sono state messe a confronto le terapie, i piani terapeutici, le schede di prescrizione, l'uso di eventuali parafarmaci, prodotti omeopatici e fitofarmaci, con lo scopo di evidenziare eventuali incongruità e confrontare disturbi ed effetti collaterali potenzialmente imputabili alla terapia seguita, ponendo particolare attenzione alle interazioni tra farmaci assunti. Risultati. L'ASL ha in carico 55 pazienti affetti da MR; i pazienti sottoposti all'analisi assumono dai 6 ai 16 farmaci. Nel

corso dell'analisi sono emerse diverse criticità: difformità tra piani terapeutici redatti per la stessa patologia, scarsa informazione dei pazienti su effetti collaterali ed interazioni tra farmaci, mancata compliance forse dovuta alla scarsa attenzione dell'ASL di appartenenza nei confronti del paziente, poca collaborazione tra centri prescrittori ed enti eroganti la terapia, difficoltà dei sanitari ospedalieri nell'individuazione e nella gestione della MR. Conclusioni. Sulla base degli importanti risultati ottenuti, si è deciso di ampliare l'analisi su tutti i pazienti affetti da MR a carico dell'ASL. Si auspica un maggior controllo da parte della Regione ed una maggiore collaborazione tra le ASL per rendere più uniforme ed equo il servizio a livello regionale ed una maggior informazione rivolta ai pazienti e agli operatori interessati. Manca una linea normativa di controllo e di gestione dei dispositivi medici necessari al trattamento della MR, che renderebbe più completo questo tipo di percorso e sulla quale si chiede maggior informazione e chiarezza per proseguire in un'analisi più dettagliata.

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